• Luca Ruocco

Giù la Visiera - Guida al GP d'Australia 2022


Il 13 marzo 2020, con la cancellazione del Gran Premio d’Australia, la Formula Uno entrava ufficialmente nell’era Covid. Venticinque mesi dopo il Circus torna finalmente nello Stato di Victoria, per disputare la 35° edizione di una corsa ricca di storia, suggestioni e sinonimo di una moltitudine di albe trionfali per gli appassionati italiani.


Niente di meglio, allora, che prepararsi al ritorno di Melbourne con una nuova puntata di Giù la Visiera!

Per chi fosse nuovo, o per chi volesse rinfrescare la memoria, ricordiamo lo schema che vi aspetta: la pista introduce ai segreti del tracciato; il programma ricorda quando si corre – e quale categoria corre – durante il weekend; su di giri racconta chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentra sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o qualche punto; a ruote fumanti illumina il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

Il Gran Premio d’Australia, fino al 2019, ha spesso goduto dell’invidiabile posizione di prima gara in calendario. L’attesa di un primo riscontro riguardo la competitività delle diverse scuderie, la voglia di ammirare i piloti nelle loro nuove divise e l’atmosfera accogliente e scintillante, unita agli orari atipici per noi europei, hanno spesso mascherato la natura di un tracciato semi-cittadino molto stretto, tortuoso, selettivo e tendente a produrre corse alquanto noiose.

In vista dell’edizione 2022, i gestori dell’Albert Park e la FIA – forse esagerando, viste le quattro zone DRS – hanno operato una serie di modifiche al tracciato, tutte volte a facilitare i sorpassi. Quasi tutte le curve lente sono state allargate, compresa la medio-veloce curva 6; la chicane Clark, che immetteva sul lungo lago, è stata purtroppo soppressa lasciando spazio ad un lunghissimo rettifilo che conduce alla secca esse di metà tracciato; infine, la corsia box è stata rivista per poter aumentare a 80 km/h il limite di velocità, favorendo strategie a più soste. La pista, inoltre, è stata completamente riasfaltata.

Se la natura di tracciato medio-veloce non cambierà, l’eliminazione di uno dei punti più complessi del circuito e le velocità medie più alte potrebbero favorire configurazioni alari meno cariche rispetto a quanto accadeva in passato, ponendo non pochi grattacapi ai tecnici ancora alle prese con la scoperta delle monoposto ad effetto suolo. Allo stesso tempo, le curve superstiti sono per la maggior parte lente, il che tenderà a privilegiare le monoposto migliori in frenata, agilità nello stretto e trazione piuttosto che nella velocità nel misto.

Da non sottovalutare, poi, la variabile strategica associata alla scelta di mescole della Pirelli, che porterà a Melbourne C2, C3 e C5: il salto tra media e soffice aiuterà gli ingegneri a trovare grip o renderà impossibile la vita agli strateghi?


IL PROGRAMMA

Nonostante manchino le categorie di supporto europee, il Gran Premio d’Australia rispetterà la propria, celeberrima tradizione offrendo al pubblico un vero e proprio festival dei motori. L’impianto di Melbourne, allestito solamente una volta all’anno, vedrà infatti azione in pista sin dal giovedì, il che non accade neanche nell’affollatissima Silverstone o a Monza; si alterneranno Porsche, vetture storiche, S5000 e, soprattutto, V8 Supercars, le regine del turismo oceanico (e non solo), arrivando a disputare anche quattro corse a cavallo del fine settimana. Insomma, un vero e proprio spettacolo per i presenti che aiuta a comprendere la dimensione e l’importanza di un evento che coinvolge l’intera nazione.

Nella tabella che segue troverete gli orari di prove libere, qualifiche e gara per quanto riguarda la sola Formula Uno. Tutte le sessioni, come di consueto, saranno visibili su SKY SPORT F1, mentre TV8 trasmetterà in chiaro le qualifiche alle 15.30 di sabato e la gara alle 15.00 di domenica.



SU DI GIRI

Per chi, un anno fa, sognava di risalire nella lotta a centro gruppo, montare il motore Ferrari poteva assomigliare ad una condanna. Dodici mesi dopo, Haas e Alfa Romeo si ritrovano tra le mani un sei cilindri che assomiglia piuttosto ad una vera e propria benedizione.

L’affidabilità delle due scuderie biancorosse non è stata delle migliori tra Gedda e Al Sakhir, ed il botto di Mick Schumacher non ha di certo aiutato la compagine statunitense. Le presentazioni, però, fanno letteralmente sognare, con la VF-22 e la C42 che si giocano la palma di migliori a centro gruppo con l’Alpine. La prima sembra più veloce nel… veloce, la seconda nel lento. Melbourne ha caratteristiche che potrebbero sorridere ad entrambe. Punti pesanti in vista, in attesa dei miglioramenti delle varie McLaren, Aston Martin e Alpha Tauri?


INSABBIATI

Nessuno avrebbe scommesso su una Mercedes tanto in difficoltà dopo il primo scampolo di stagione. Un terzo posto conquistato di fortuna è grosso modo insignificante per una corazzata abituata a vincere tutto da ormai otto anni.

A Melbourne dovrebbero arrivare le prime novità all’ala posteriore e qualche correzione alla porzione laterale del fondo. Basterà a sbloccare del potenziale inespresso nella W13, evitando un terzo GP di fila con distacchi ciclistici da Red Bull e Ferrari, o come sospetta Hamilton la risalita sarà molto più lunga e sofferta?


IN SCIA

Finalmente in Australia le Alpine di Ocon e Alonso torneranno alla colorazione dei test, ossia il ben più accattivante blu Alpine contorniato dal rosa BWT, e non il contrario.

Le vetture francesi, contrariamente alle attese di molti (compreso chi scrive), si sono rivelate veloci seppur tutt’altro che affidabili tra Bahrain e Arabia Saudita. Alonso a Melbourne monterà la terza unità stagionale, il che dimostra quanto fossero seri i motoristi di Viry-Chatillon nel cercare potenza a discapito dell’affidabilità in vista del congelamento delle unità propulsive.

Una gestione tutto sommato soddisfacente del saltellamento ha permesso ai piloti Alpine di scendere in pista forti di un buon bilanciamento, anche se perfettibile nel consumo gomme, e una vettura capace di battagliare nella prima parte del centro gruppo. Ora, servirà uno salto prestazionale per non perdere il treno Mercedes, concretizzando finalmente le promesse di un lustro. L’Australia, in merito, darà qualche risposta in più.


A RUOTE FUMANTI

Ferrari contro Red Bull. Leclerc contro Verstappen. Sainz contro Perez.

Il duello che potrebbe segnare un’intera stagione vivrà a Melbourne il terzo round, dopo la doppietta Rossa in Bahrain e la risposta del Toro in Arabia Saudita. Il rinnovato tracciato dell’Albert Park dovrebbe sorridere nella parte centrale alla RB18, mentre le numerose curve lente e le comunque importanti fasi di trazione dovrebbero favorire la F1-75. Qualche cavallo in più per la Power Unit emiliana, a questo punto, potrebbe fare la differenza.

Leclerc e Verstappen (qui il nostro approfondimento) sono indiziati a giocarsi nuovamente la vittoria, mettendo in scena – si spera – il terzo, fantastico ruota a ruota stagionale. La statistica, però, vorrebbe che almeno uno dei due vincesse in maniera dominante. A meno che, ovviamente, uno tra Sainz e Perez non abbia da ridire: il tempo per togliersi di dosso l’etichetta di seconda guida, in una Formula Uno che procede a velocità folle, potrebbe già iniziare a scarseggiare.


I SUSSURRI DEL PADDOCK

Dubitiamo ne siano presenti molte al di fuori dei box o delle strutture di controllo della FIA; le bilance, tuttavia, saranno di gran lunga uno degli oggetti più chiacchierati del fine settimana.

La questione peso, infatti, è il dilemma tecnico del momento, superata la sbornia da saltellamenti. La massa minima, incrementata a 798 kg prima del Bahrain, è una chimera per nove delle dieci scuderie, con la sola Alfa Romeo che monta della zavorra in vettura. I chili in eccesso, quasi sempre figli della volontà di ottenere fondi rigidi e quindi meno instabili aerodinamicamente, penalizzano significativamente il tempo sul giro, rappresentando quindi un vantaggio competitivo rispetto agli avversari.

In attesa di pacchetti evolutivi, scopriremo finalmente una graduatoria affidabile sulle masse delle vetture, riuscendo ad esempio a quantificare precisamente la differenza tra Red Bull e Ferrari (la seconda parrebbe 7-8 kg meno pesante)?


Trovate qui il racconto del GP d'Australia 2002, ultima delle nostre STORIEMOZZAF1ATO!

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