• Luca Ruocco

Giù la Visiera - Guida al GP d'Italia 2021


LiveSportMedia SRL / Shutterstock.com

Non è di certo la pista più bella dell’anno. Quasi tutte le tribune mostrano una piccola porzione del tracciato, che scompare velocemente tra gli alberi trascinando a sé monoposto che sfrecciano a velocità impensabili. Regala spesso corse noiose, vista la difficoltà nel mantenersi vicini ad un’altra vettura.


Ciò nonostante, Monza è la corsa più attesa dell’anno. Perché è l’aria di Monza ad essere speciale, i suoni, gli odori, le persone; una magia raccontata da Giù la Visiera lo scorso anno.


Come prepararsi, invece, al Gran Premio d’Italia 2021?


Per chi fosse nuovo, o per chi volesse rinfrescare la memoria, ricordiamo lo schema che vi aspetta: la pista introduce ai segreti del tracciato; il programma ricorda quando si corre – e quale categoria corre – durante il weekend; su di giri racconta chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentra sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o qualche punto; a ruote fumanti illumina il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

Percorrere Monza nella propria mente è un esercizio alquanto semplice, tra i meno ostici per un appassionato di Formula Uno.


Lanciati a 340 km/h sul Rettifilo Centrale stacchiamo tra i 150 e 100 metri per la Prima Variante; assicurandoci una linea che favorisca l’uscita, acceleriamo a fondo senza mai parzializzare mentre percorriamo la Curva Granda (o Curvone di Biassono). Freniamo forte ai 100 metri, dove fino a due anni fa era presente un ponte pedonale, per la Variante della Roggia, dove è importantissimo non esagerare nell’attaccare i cordoli e non finire lunghi in uscita nella ghiaia. Ci tuffiamo quindi nelle due curve di Lesmo: la prima più rotonda e meno veloce, la seconda più secca e rapida. Acceleriamo nuovamente a fondo superando il Serraglio e il sottopassaggio dell’anello d’alta velocità per poi trattenere il respiro e affrontare la Variante Ascari, iper-veloce sinistra-destra-sinistra. Siamo ora nel penultimo rettilineo diretti verso la Curva Alboreto (o Parabolica), interpretata perfettamente solo dai grandissimi campioni, vero e proprio trampolino per il rettilineo principale e la chiusura del giro.


Questa sequenza celeberrima e velocissima dà vita ad una sfida tecnica unica nel calendario di Formula Uno. L’assetto della vettura deve infatti prediligere una configurazione il più possibile scarica dal punto di vista aerodinamico; l’ovvia rilevanza del motore, elemento principe a Monza, deve perciò integrarsi ad un pacchetto telaistico capace di gestire rapidi cambi di direzione e frenate al limite senza poter contare sul ruolo delle ali. Non a caso, alcuni esempi recenti come le Red Bull dell’era Vettel o la McLaren-Renault della scorsa stagione dimostrano come sia possibile che monoposto prive del motore migliore ben figurino – rischiando anche di vincere – nel Tempio della Velocità.


Da non trascurare sarà poi la necessità di indovinare sin dal venerdì l’assetto, visto il ritorno della Qualifica Sprint al sabato che imporrà l’inizio del parco chiuso sin dalle prove cronometrate di venerdì (18.00).


IL PROGRAMMA

Dopo quasi due mesi di attesa torna in pista la serie cadetta, che inizierà a Monza la seconda metà di una stagione che vedrà il tramonto ad Abu Dhabi a metà dicembre. Oltre alla Formula 2, scenderanno in pista anche Porsche Super Cup e Sports Protoype Cup.


Per chi si recherà direttamente in Autodromo, da non perdere tre ulteriori appuntamenti: al sabato verranno celebrati i primi cento anni del gran premio d’Italia (Montichiari, 1921) con una parata di auto storiche (17.40), mentre non vi sono ancora indicazioni riguardo l’orario dell’inaugurazione della Curva Alboreto (la parabolica, ndr); durante le attività che precederanno la corsa di domenica, invece, verranno celebrati i campioni dell’estate italiana, con la presenza in pista di alcuni di essi tra cui l’uomo più veloce del mondo, Marcell Jacobs.


SKY SPORT F1 trasmetterà integralmente le sessioni di F1, F2 e Porsche Supercup; TV8 coprirà in diretta qualifica sprint e gara.



SU DI GIRI

Nel caso aveste qualche dubbio, potremmo includere il link di Max Max Max Super Max, la dolcissima ed elegante hit che ha accompagnato il fine settimana di Zandvoort. Mossi da compassione, ci limiteremo a sottolineare come il fine settimana olandese abbia seriamente esaltato la Red Bull e Verstappen. Il dominio giallo-blu nei Paesi Bassi sembra aver nuovamente relegato Silverstone e Budapest ad episodi indipendenti dalla competitività delle vetture, mentre fino a poche settimane fa certificavano una ripresa inarrestabile della Mercedes.


La verità, probabilmente, sta nel mezzo; quanto è certo, però, è che sulla carta Monza dovrebbe sorridere proprio alle Frecce d’Argento. Proprio per questo motivo, mostrarsi competitivi in Brianza potrebbe seriamente ipotecare il mondiale in direzione Milton Keynes. I protagonisti della caccia all’iride, da una parte e dall’altra, ne sono consapevoli: da che parte penderà la bilancia domenica pomeriggio?


INSABBIATI

La sfida Ferrari-McLaren, dopo Zandvoort, vede gli uomini papaya decisamente abbattuti.


Nessun indicatore tecnico suggeriva una McLaren in difficoltà a centro gruppo, eppure le MCL35M hanno sofferto enormemente la pista olandese, mostrandosi nettamente meno veloci di Alpha Tauri e Ferrari. Monza, al contrario, dovrebbe esaltare le monoposto di Woking, che sfiorarono la vittoria (meritatamente) durante la scorsa edizione, con Sainz perfettamente a suo agio tra cordoli e staccate monzesi.


Norris e Ricciardo, quindi, dovranno puntare ad un ottimo bottino di punti tra qualifica sprint e gara per recuperare terreno su una Ferrari che, in debito di cavalli, dovrà puntare tutto sulle doti di trazione della SF21 e sulla qualità del lavoro di simulazione svolto a Maranello, da sfruttare come accaduto a Silverstone grazie al parco chiuso anticipato al venerdì.


IN SCIA

Monza è un circuito storicamente favorevole all’Alpine, almeno dal 2017, anno dell’introduzione della generazione di monoposto corrente. Al contrario, almeno da un punto di vista interamente prestazionale, non ha mai enormemente sorriso all’Alpha Tauri.


L’edizione 2020, in merito, ha tradito le attese: Pierre Gasly ha colto una vittoria insperata sfruttando al meglio un gran colpo di fortuna mentre viaggiava ai margini della zona punti. La Renault, invece, non è riuscita a sfruttare le sorprese pur mantenendo un buon potenziale.


Zandvoort ha visto buone prestazioni da parte di entrambe: chi si esalterà tra i rettifili, guadagnando terreno in una lotta che vede ormai distante l’Aston Martin?


A RUOTE FUMANTI

Abbiamo già citato le particolarità tecniche che caratterizzano l’Autodromo Nazionale. Chi riuscirà ad adattare meglio le proprie vetture nella sfida tra ingegneri Mercedes e Red Bull?


Il favore del pronostico (sovra-citato) va per forza di cose alla Mercedes W12, dato che il concetto low-rake (inclinazione orizzontale del fondo, ndr) della monoposto è intrinsecamente meno aero-resistente e il motore AMG ha un leggero vantaggio sull’unità Honda. Allo stesso tempo, la Red Bull ha saputo vincere a Monza nel 2011 e nel 2013 grazie ad una monoposto perfettamente assettata, talmente veloce nelle curve del tracciato brianzolo da recuperare il distacco dovuto a velocità massime minori.


In tutto ciò, che ruolo ricoprirà la qualifica sprint? Se è vero che Monza non è particolarmente aggressiva sugli pneumatici, puntare esageratamente sulle capacità di sorpasso potrebbe far sorridere al sabato e piangere alla domenica…


I SUSSURRI DEL PADDOCK

Col mercato piloti esploso e già calmatosi in settimana (Russell in Mercedes, Bottas in Alfa, Latifi e Albon in Williams), nel paddock di Monza converrà tenere le orecchie aperte per cogliere altri sussurri.


Anzitutto la FIA dovrebbe pronunciarsi sulla questione Plenum Mercedes. Tale componente è uno degli organi principali del sistema d’aspirazione di un motore di F1: il suo compito è quello di guidare la carica d’aria sovralimentata proveniente dall'intercooler (e dalle trombette ad altezza variabile) verso i cilindri. In questo volume il regolamento vieta che la temperatura sia inferiore a 10°C in più rispetto l’ambiente esterno; più è fredda la carica, infatti, maggiore il rendimento della combustione. Il sospetto degli ingegneri Red Bull è che il plenum Mercedes operi in condizioni illegali, raffreddando l’aria grazie al circolare nelle pareti di liquido sottoraffreddato (ossia ad una pressione tale per cui la sostanza rimane liquida pur avendo una temperatura che la vedrebbe, a pressione ambientale, in stato di vapore; un liquido scambia meglio calore rispetto ad un gas). Da Milton Keynes hanno chiesto alla FIA se una posizione furba del sensore di temperatura possa evitare la percezione di tali condizioni fraudolente, e il pronunciamento dell’organo federale in merito dovrebbe arrivare in questo fine settimana.


La seconda suggestione riguarda l’arrivo di Albon in Williams, ed è stata riportata qui da Mark Hughes. Un pilota Red Bull che giunge ad una scuderia capitanata da un ex-Volkswagen, con la stessa Red Bull in procinto di poter offrire il proprio reparto motori al miglior offerente… non suggerisce di unire i puntini?


120 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti