• Luca Ruocco

Giù la Visiera - Guida al GP d'Olanda 2021


Dopo il disastro di Spa-Francorchamps, il Circus della Formula Uno percorre i trecento chilometri che separano l’impianto belga dal circuito di Zandvoort alla ricerca della credibilità perduta.


Il Gran Premio d’Olanda ritorna in calendario dopo 36 anni per celebrare quella che, a tutti gli effetti, sarà una festa Orange dedicata a Max Verstappen. Tra alberghi prenotati al completo per anni a venire e biglietti assegnati tramite una lotteria, chi tenterà di rovinare la festa al numero 33? Scopritelo assieme a Giù la Visiera!


Per chi fosse nuovo, o per chi volesse rinfrescare la memoria, ricordiamo lo schema che vi aspetta: la pista introduce ai segreti del tracciato; il programma ricorda quando si corre – e quale categoria corre – durante il weekend; su di giri racconta chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentra sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o qualche punto; a ruote fumanti illumina il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

Situato tra dune sabbiose che si affacciano sul Mare del Nord, l’impianto di Zandvoort accoglie la Formula Uno dopo aver subito due profondi rinnovamenti. Il primo, effettuato a fine anni ’90, vide modificato il disegno originale – concepito da John Hughenholtz, creatore di Suzuka – mediante l’introduzione di un settore centrale molto più lento e guidato.


Il secondo, datato 2019 ed eseguito dall’italiana Dromo, ha invece perseguito il chiaro obiettivo di rendere adatta alla Formula Uno moderna una pista stretta e vecchio stile. Numerose curve possiedono ora una pendenza favorevole al confronto ravvicinato tra due avversarsi, con il tornante Hughenholtz e la piega finale, Arie Luyendykbocht, dotate di un vero e proprio banking in stile Indianapolis, necessario soprattutto nella curva finale ad allungare virtualmente il rettifilo di partenza per facilitare i sorpassi.


I restauri, per quanto significativi, non hanno intaccato il DNA della pista, universalmente riconosciuta tra le più sfidanti del panorama europeo, tanto da ospitare per più di vent’anni i Masters di F3. Il primo settore è composto da curve medio-lente come il celeberrimo tornante Tarzan, unica vera occasione di sorpasso. Il secondo settore è al contrario molto veloce ed incredibilmente impegnativo, tanto per i piloti quanto per le vetture: tra curve da pelo e lunghe pieghe interpretabili mediante diverse traiettorie, la pista in questo tratto assicura un piacere di guida assoluto. Il terzo settore è composto da una chicane stretta e tormentata e dalla penultima curva, la destrorsa Kumhobocht, che immette nel banking finale.


Le monoposto verranno assettate con un carico aerodinamico medio-alto, simile a quello richiesto da piste come Budapest o Austin. Se le prospettate difficoltà di sorpasso renderanno da un lato importantissima la qualifica, dall’altro la scelta di Pirelli di fornire le coperture più dure della gamma certifica come il susseguirsi senza respiro di curve complesse premierà l’equilibrio generale delle vetture e la loro gentilezza sugli pneumatici.


IL PROGRAMMA

A Zandvoort la Formula Uno verrà nuovamente accompagnata da F3, W Series (visibile su DAZN) e Porsche Super Cup. Tutte le sessioni verranno trasmesse da SKY SPORT F1 in diretta esclusiva, mentre TV8 trasmetterà qualifiche e gara in replica, rispettivamente sabato alle 18.30 e domenica alle 18.


SU DI GIRI

Non c’è dubbio che dalla farsa di Spa siano usciti più raggianti di tutti George Russell e la Williams. Uno stato d’animo comprensibile, per carità, anche se manifestato con un’enfasi leggermente fuori contesto.


Ciò detto, i dieci punti guadagnati grazie alla scommessa di caricare aerodinamicamente le vetture per la qualifica hanno rivoluzionato il fondo-classifica del mondiale di Formula Uno. Il duello tra Williams ed Alfa-Romeo per l’ottava piazza si è trasformato così in una fuga del team inglese. Nonostante le (giustificate) lamentele della compagine italo-svizzera, con tutta probabilità si tratta di un vantaggio destinato a perdurare nel tempo. La Williams e Russell, allora, in un contesto molto meno estremo come quello atteso a Zandvoort dovranno dimostrare di sapersi difendere, confermando i progressi anche sull’asciutto e tra curve di difficile interpretazione.


Altrimenti, il miglior traguardo raggiunto da anni potrebbe rivelarsi unicamente figlio di circostanze fortunate (Budapest) o simili alla farsa (Spa).


INSABBIATI

Vista la vicinanza con il mare e i venti tipici della zona, con ogni probabilità vedremo davvero una discreta quantità di sabba in pista. Concentrandoci però sull’aspetto figurato tanto caro a Giù la Visiera, non c’è dubbio che a Zandvoort siano Charles Leclerc, Carlos Sainz e tutta la Ferrari a dovere emergere dal pantano in cui sono incappati a Spa.


Se la scelta di un assetto scarico giustifica in parte le pessime prestazioni della qualifica, non bisogna scordare i preoccupanti segnali lanciati dalla seconda sessione di libere del venerdì. La SF21 bilanciata e veloce della mattina si è trasformata, nonostante condizioni simili, in una monoposto scorbutica e sottosterzante.


La configurazione ad alto carico richiesta dal tracciato olandese dovrebbe esaltare la Rossa, eliminando temporaneamente i grattacapi derivanti da un anteriore debole; non dovranno ripetersi, però, le difficoltà incontrate a Budapest a causa dell’asfalto caldissimo, responsabili di una prestazione ben al di sotto delle attese.


Sulla carta Zandvoort è uno dei tracciati migliori per la Ferrari: dove potrà arrivare il Cavallino Rampante, sempre che si trovi l’assetto ideale?


IN SCIA

Sono sufficientemente pochi tre punti per considerare il padrone di casa di Zandvoort, Max Verstappen, letteralmente in scia a Lewis Hamilton e pronto al sorpasso tra le dune amiche?


I risultati di Budapest e l’importanza di un anteriore solido potrebbero sorridere alla Mercedes W12, questo è vero, ma nel 2021 la RB16B ha dimostrato di potersela giocare quasi ovunque. Sarebbe clamoroso ciò non accedesse nel fortino Orange, già addobbato a festa. Il vero quesito diventa un altro: Max, espertissimo ma pur sempre ventiquattrenne, riuscirà a gestire pressioni e aspettative enormi?


A RUOTE FUMANTI

Uno forte di rinnovo recentissimo, l’altro sull’uscio del motorhome Mercedes, rimpiazzato al 99.9% da George Russell nel 2022.


La sfida tra i numeri due delle scuderie contendenti al titolo, Sergio Perez e Valtteri Bottas, entra come non mai nel vivo a Zandvoort. Le prestazioni largamente insufficienti dei due a Spa dipingono un quadro inquietante per i rispettivi compagni di squadra, d’ora in poi bisognosi di ogni minima sembianza d’aiuto.


Rubare punti ad Hamilton e Verstappen è l’imperativo – anche per il campionato costruttori -, ma visto lo stato di forma di Ferrari e McLaren, anche arginare il centro gruppo sarà fondamentale. I capi squadra non possono permettersi di dover gestire anche un Lando Norris o uno Charles Leclerc, clienti scomodissimi.


I SUSSURRI DEL PADDOCK

Nel paddock di Zandvoort si parlerà sicuramente delle misure in via d'elaborazione per evitare che si ripetano farse come quella di Spa. Noi preferiremmo fosse noto al più presto un piano di rimborsi per gli spettatori, ma tant’è.


Siccome il mercato piloti è tanto noioso quanto folle, in una settimana che precede quella degli annunci di Monza, con le ultime che vogliono Giovinazzi fuori dall’Alfa e due piloti Mercedes ad Hinwil (!), meglio affidarsi a sussurri che provengono dal passato. Anche per fare pace con la Formula Uno.


Godetevi, allora, la battaglia tra Prost e Piquet nell’edizione 1983. I due, primo e secondo in classifica, duellano ruota a ruota tra le dune, mentre da lontano li inseguono le rimontanti Ferrari di René Arnoux e Patrick Tambay.


Come andò a finire? Scopritelo da voi in questo spezzone del GP su Youtube, sia mai che la storia si ripeta…


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