• Luca Ruocco

Giù la Visiera - Guida al GP d'Ungheria 2021


Nel primo giorno del mese più caldo dell’anno, il Circus piazza le sue tende in Ungheria avvolto in un clima ancora più rovente. La sfida Hamilton-Verstappen ha raggiunto il picco di tensione a Silverstone, coinvolgendo pienamente le rispettive scuderie; la Rossa di Leclerc ha regalato un sogno (effimero) a milioni di tifosi e la gara sprint ha offerto un assaggio di futuro, più o meno gradito. Scoprite, assieme a Giù la Visiera, perché seguire l’ultimo fine settimana di gara prima della pausa estiva.


Per chi fosse nuovo, o per chi volesse rinfrescare la memoria, ricordiamo lo schema che vi aspetta: la pista introduce ai segreti del tracciato; il programma ricorda quando si corre – e quale categoria corre – durante il weekend; su di giri racconta chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentra sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o qualche punto; a ruote fumanti illumina il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

Si rischia di scadere nei luoghi comuni quando si descrive l’Hungaroring: un ‘toboga’, la ‘Montecarlo senza muretti’ sono espressioni che sentirete o leggerete un centinaio di volte nel fine settimana.


In realtà, però, la pista magiara merita una considerazione ben più elevata, e narrazioni che ne sottolineino il ruolo di classico della massima serie, per quanto recente. Dal 1986 ad oggi, il circuito che sorge alla periferia di Budapest ha regalato corse spesso noiose vista la difficoltà di compiere sorpassi, ma non sono mancate sorprese dovute a temporali estivi o eccellenti prestazioni una tantum rese possibili dalla particolare conformazione del tracciato e dal caldo torrido (Hill su Arrows nel 1997 ).


Il carico aerodinamico richiesto è massimo, e il susseguirsi pressoché costante di curve rende complessa la gestione degli pneumatici tanto in gara quanto in qualifica.

Il primo settore, composto da tre rettifili brevi intervallati da due tornanti e una leggera piega a destra, premia vetture dotate di ottima trazione e una buona frenata, oltre che donare momentanea rilevanza alla potenza del motore.


Il secondo tratto è decisamente vario e veloce, con curve da quinta-sesta marcia alternate a chicane più o meno lente e l’impegnativa curva 5 a lungo raggio, dove spiccano i pacchetti aero-meccanici più stabili e reattivi in inserimento.


Infine, il terzo settore è caratterizzato principalmente dai due lunghissimi tornanti finali, vero e proprio incubo per le vetture instabili e delizia per chi riesce a preservare le coperture fino a quel punto della tornata.


IL PROGRAMMA

Nel fine settimana magiaro la massima serie – che ritorna al programma classico di libere, qualifiche e gara - verrà affiancata da Formula 3, W Series e Porsche Supercup. Al solito, il campionato propedeutico riservato alle ragazze verrà trasmesso da DAZN; al contrario, tutti gli altri appuntamenti verranno offerti in diretta su SKY SPORT F1. TV8 trasmetterà in differita le qualifiche alle 18.30 di sabato e la corsa alle 18 di domenica.



SU DI GIRI

Avremo modo di parlare in seguito della sfida Verstappen-Hamilton. A Budapest, allora, su di giri non possono che arrivare la Ferrari e i suoi piloti, Charles Leclerc e Carlos Sainz. I quali, già da qualche giorno, vestono i panni di pompieri delle aspettative del popolo Rosso, salite alle stelle dopo la vittoria sfiorata in Gran Bretagna.


Un compito non esattamente banale: la SF21 ha rischiato il trionfo a Montecarlo, la pista più vicina a Budapest almeno da un punto di vista di regolazioni aerodinamiche; il Cavallino non ha sofferto in Gran Bretagna, appuntamento al contrario temutissimo; il caldo sembra colpire maggiormente gli avversari e, infine, una magia in qualifica di Leclerc potrebbe valere doppio viste le notorie difficoltà nei sorpassi. Senza scordare l’ottimo passo di Sainz.


Insomma, sognare la vittoria è forse troppo. Realisticamente, però, la Ferrari potrà puntare a dar seriamente fastidio ai migliori, magari conquistando il terzo podio stagionale.


INSABBIATI

La scorsa stagione, nel pieno della querelle sulla monoposto copiata da Mercedes, le Racing Point dominarono il centro gruppo a Budapest conquistando l’intera seconda fila e il quarto posto in gara con Lance Stroll. Quest’anno, penalizzata dalla filosofia aerodinamica (altrui) a basso rake, l’Aston Martin giunge in terra magiara seriamente preoccupata, dopo un fine settimana di casa disastroso. I curvoni di Silverstone non hanno minimamente aiutato la monoposto verde, e il toboga ungherese – sulla carta – dovrebbe penalizzarla ancor più che la pista inglese.


Oltre alle ragioni tecniche, la scuderia dovrà essere molto abile a fare quadrato intorno a Sebastian Vettel, che affronta l’ultima corsa prima della pausa bisognoso di un netto riscatto dopo l’errore francamente incomprensibile di due settimane fa; arriverà un sorriso inatteso?


IN SCIA

Per la prima volta dall’adozione del nuovo format, una delle categorie di Giù la Visiera viene assegnata alla Haas. Perché, nei limiti del possibile, il team statunitense sta mostrando qualche timido segnale di miglioramento, nonostante la totale mancanza di sviluppi sin dai test in Bahrain. Mazepin, sempre prono agli errori, ha finalmente battuto Schumacher - con merito - a Silverstone; Mick, al contrario, sembra avvicinarsi sempre più al Q2 e in diverse gare ha distanziato significativamente la vettura gemella. Budapest dovrebbe aiutare ulteriormente le VF-21, ‘molto’ competitive a Monaco. Il motore Ferrari dovrebbe infatti soffrire di meno, e con un buon assetto la seconda porzione delle qualifiche potrebbe non essere un miraggio.


A RUOTE FUMANTI

È il duello del decennio (ne abbiamo parlato più approfonditamente qui), figurarsi se non lo sarà a Budapest. Verstappen contro Hamilton, il titolo iridato in palio. Otto punti a dividerli prima della corsa magiara. Una pista che, sulla carta, dovrebbe favorire la Red Bull dell’olandese, a meno che un temporale non cambi tutto, ridando ai piloti il controllo della situazione. Costringendoli a mettere da parte i calcoli e dare tutto per sfruttare l’occasione di conquistare una corsa in teoria più favorevole agli altri.


Il confronto tra i due non potrà prescindere, inoltre, da due variabili, entrambe impazzite. Da un lato Perez e Bottas, solitamente lontani ma con tutti gli strumenti per inserirsi tra i due; dall’altro, un monegasco sulla vettura numero 16. Nel caso dovesse trovarsi in zona, saperne sfruttare il cuscinetto potrebbe rivelarsi decisivo.


I SUSSURRI DEL PADDOCK

Tra i tavoli dei motorhome delle scuderie, magari, si parlerà dei test 2022 (previsti per adesso prima a Barcellona a fine febbraio, poi in Bahrain a metà marzo) e del calendario autunnale di questa stagione, letteralmente imprevedibile a causa della pandemia.


Quanto interesserà giornalisti ed appassionati, però, è la seconda puntata della diatriba tra Mercedes e Red Bull riguardante l’ormai famigerato incidente di Silverstone. Passando quindi dalla pista alle carte bollate, il paddock di Budapest si animerà ad ogni passaggio di Wolff e Horner, chiamati a commentare le dichiarazioni reciproche, i gesti simbolici - come visitare i commissari di gara durante una bandiera rossa - o l’udienza di giovedì per analizzare la richiesta Red Bull di un nuovo giudizio riguardante la penalità ad Hamilton.


Insomma, un vero e proprio show di parole grosse. A valere, però, saranno come al solito i sussurri.



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