• Luca Ruocco

Giù la Visiera - Guida al GP del Bahrain 2021


Se un rinnovamento nelle gerarchie della massima serie è, ad oggi, una speranza moderatamente remota, al contrario Giù la Visiera cambia del tutto veste alla vigilia della stagione 2021. La guida al Gran Premio di SENZAF1ATO abbandona lo schema libero che l’ha contraddistinta in questi anni per focalizzarsi su sette chiavi di lettura che rimarranno costanti per tutta la stagione. La pista introdurrà ai segreti del tracciato; il programma ricorderà quando si corre – e quale categoria gareggia – durante il fine settimana; su di giri racconterà chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentrerà sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o solo qualche punto; a ruote fumanti illuminerà il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

Quindici curve e 5412 metri (57 giri in gara) per quella che, a tutti gli effetti, è diventata la casa della Formula Uno in tempi recenti. Il Gran Premio di domenica rappresenterà infatti il quarto appuntamento ufficiale (compresi i test) disputato sul circuito mediorientale, anche se è bene ricordare come per la seconda corsa di dicembre venne utilizzato un velocissimo layout alternativo, l’Outer Circuit. L’edizione 2021 verrà disputata sul disegno classico, in notturna, e vedrà i piloti impegnati ad affrontare una pista caratterizzata da quattro allunghi, diverse curve lente e una singola sequenza di curve tortuose a centro pista. Complici le temperature fresche della sera, l’asfalto iper-abrasivo non rappresenta più un incubo per i tecnici come in passato, ma il circuito tende comunque a premiare le vetture meglio dotate in trazione e potenza massima. I consumi di benzina sono critici e la strategia vincente è quasi sempre improntata su due soste ai box.

IL PROGRAMMA

In Bahrain correranno F1, F2 e Porsche Cup Mediorientale. Di seguito vengono riportati, giorno per giorno, gli orari italiani delle sessioni riservate alle monoposto, visibili in diretta esclusiva su SKY SPORT F1. Per quanto riguarda la massima serie, tra parentesi viene indicato l’orario di replica su TV8. Trovate qui la guida alla stagione di F2.

Venerdì: 11.05 Prove Libere F2, 12.30 Prove Libere 1 F1, 14.30 Qualifiche F2, 16.00 Prove Libere 2 F1.

Sabato: 11.25 Gara 1 F2, 13.00 Prove Libere 3 F1, 16.00 Qualifiche F1 (18.00 TV8), 17.40 Gara 2 F2.

Domenica: 12.50 Gara 3 F2, 17.00 Gara F1 (18.00 TV8).


SU DI GIRI

Chiariamo un concetto, già ribadito nell’analisi post test e nel pezzo incentrato sulla figura di Verstappen possibile iridato: la Mercedes, con tutta probabilità, si presenterà in Bahrain avendo risolto i problemi di instabilità posteriore emersi durante i test. Così non fosse, Imola è sufficientemente lontana nel tempo perché la quadratura del cerchio venga individuata in Romagna. Inoltre, la potenza ancora nascosta della Power Unit Mercedes potrebbe aiutare – e non poco – Hamilton e Bottas ad Al Sakhir, soprattutto in qualifica. Un posteriore ballerino potrebbe invece creare diversi grattacapi in gara, e qui entra in scena la Red Bull RB16B. Il vero motivo di speranza verso un campionato combattuto non deve infatti concentrarsi sui problemi Mercedes; al contrario, nulla vieta che in Red Bull – anche grazie alla filosofia ad alto rake che sembra ben sposarsi con le novità regolamentari – abbiano svolto un lavoro migliore rispetto a quello della concorrenza. Potremmo quindi ritrovarci con monoposto vicine e gerarchie opposte di gara in gara. Proprio a partire dall’appuntamento di domenica prossima.


INSABBIATI

Trovandoci alla vigilia del primo appuntamento stagionale, nessuno dei piloti ha vissuto una corsa pessima dalla quale doversi prontamente riscattare. Stesso discorso vale per le scuderie, a meno di voler accordare ai test più importanza di quanto meritino (e in quel caso, la palma di insabbiati andrebbe all’Aston Martin). Piuttosto, rasenterebbe il comico esentarsi dall’indicare la Ferrari come bisognosa di un enorme, poderoso salto in avanti. La SF1000 ha rappresentato, per i tifosi del Cavallino, l’equivalente motoristico all'essere obbligati a vestire un cappotto in una spiaggia agostana. Leclerc e Sainz – una delle coppie migliori del mondiale – avranno finalmente a disposizione un mezzo adeguato? Il motore sembra migliorato, la SF21 è radicalmente diversa e molte aree (diffusore, fondo) sembrano destinate a corposi aggiornamenti, almeno considerando quanto mostrato dalla concorrenza e dalla Rossa stessa in passato. In Bahrain, realisticamente, piazzarsi tra la terza e la quarta fila sarebbe un successo, visto il disastro dello scorso novembre. Andrà così?


IN SCIA

Sarebbe banale, e richiederebbe la stessa ridda di verbi al condizionale di poco sopra, indicare la Mercedes come la scuderia destinata a migliorare il proprio stato di forma rispetto a quanto mostrato durante i test. Serve quindi scovare la probabile sorpresa del GP del Bahrain, e in merito quasi tutti gli addetti ai lavori sembrano concordi: la McLaren. Lasciando per un momento da parte la questione diffusore, superando le aspettative di molti le monoposto papaya non hanno avuto alcun grosso problema durante i test, mentre Norris e Ricciardo sembravano poter raggiungere tempi interessanti senza sforzarsi un granché. Si potrebbe obiettare che la MCL35M sia tra le vetture più simili – motore a parte – alla progenitrice, e che in fondo il team capitanato da Seidl rappresenti ormai una solida realtà. Certo che, dovessero staccare il centro gruppo e rimanere in scia al peggiore dei primi quattro…


A RUOTE FUMANTI

Un po’ presto per scovare i duelli che, nel 2021, saranno capaci di emozionarci, riempire titoli di giornale e intere puntate di un podcast. Si può solo procedere di suggestioni, e allora, secondo Giù la Visiera, almeno tre confronti potrebbero esplodere lasciando un segno sul campionato.


Il primo, ovviamente, vede Verstappen di fronte ad Hamilton. Nel caso le monoposto dovessero rivelarsi allo stesso livello, senza aver paura di scomodare paragoni arditi, i due potrebbero inscenare un duello in stile Senna-Prost, Schumacher-Hakkinen o Lauda-Hunt.


La seconda sfida, inevitabile dopo due anni vissuti fianco a fianco in un susseguirsi di polemiche, silenziosi colpi bassi e roboanti contatti in gara, vede uno fronte all’altro Sebastian Vettel e Charles Leclerc. A meno di sorprese, le monoposto rosse e verdi dovrebbero occupare la stessa zona della griglia di partenza; Sebastian, senza più vincoli di squadra, vorrà prendersi una rivincita su chi non ha mai avuto scrupoli nell’ascesa a cocco del Cavallino?


Il terzo faccia a faccia, sin dal Bahrain, è forse più romantico. Vede contrapposti Alonso e Ricciardo, entrambi con lo stesso obiettivo – portare al vertice scuderie un tempo vincenti -, entrambi universalmente riconosciuti come piloti sopra la media ma, allo stesso tempo, entrambi ostaggio di una corrente che sembra condurli verso un lento, inesorabile spegnersi delle loro stelle. In sintesi, un sorprendere perennemente gli appassionati senza però fermare la marea di giovani promesse: riusciranno a risalire la corrente?


I SUSSURRI DEL PADDOCK

È troppo presto perché il paddock di Formula Uno sia attraversato da uno dei classici scandali che da sempre accompagnano la massima serie. In attesa che la Aston Martin ricominci a far alzare qualche sopracciglio di troppo – e sarà così solo se dovesse rivelarsi velocissima -, l’unico vero argomento di discussione tecnica al momento è il diffusore della McLaren MCL35M.

Una delle misure adottate per diminuire i livelli di carico aerodinamico ha riguardato appunto lo scivolo al retrotreno, responsabile di gran parte delle forze che schiacciano a terra una vettura odierna. Come si può notare dalla foto, i diffusori presentano lamelle verticali che, molto genericamente, aiutano a gestire i flussi che investono l’elemento alle varie velocità, assicurando che esso funzioni sempre come desiderato. L’altezza di queste lamelle è stata limitata, rispetto al passato, grazie ad un taglio di 5 cm nella porzione inferiore. Un cavillo regolamentare lascia però parziale libertà alle scuderie: a patto che l’elemento sia continuo (senza quindi i tagli individuabili nelle lamelle esterne), è possibile allungare verso il basso eventuali bandelle (freccia verde) a patto che esse non siano più lontane di 25 cm dall’asse centrale della vettura.


La soluzione verrà probabilmente copiata, anche se le voci raccolte durante i test raccontavano di due scuderie che, nei mesi passati, avevano provato la soluzione in galleria senza però, evidentemente, riscontrare un vantaggio sufficiente all’adozione. Ne sapremo qualcosa di più in Bahrain?





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