• Luca Ruocco

Giù la Visiera - Guida al GP del Canada 2022


Neanche il tempo di lenire le ferite o dormire sugli allori: dopo l’ultra-sostenibile trasferimento Baku-Montreal, la Formula Uno torna a correre su una delle piste che ne hanno scritto la Storia. Dal Muro dei Campioni all’assurda penalità comminata a Vettel nel 2019, il Gran Premio del Canada tende ad offrire gare spettacolari, sorprese a non finire e una delle atmosfere più apprezzate dell’anno. Sarà così anche nel 2022?


Per chi fosse nuovo, o per chi volesse rinfrescare la memoria, ricordiamo lo schema che vi aspetta: la pista introduce ai segreti del tracciato; il programma ricorda quando si corre – e quale categoria corre – durante il weekend; su di giri racconta chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentra sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o qualche punto; a ruote fumanti illumina il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

Chicane-rettilineo-chicane-rettilineo. In una parola, Montreal. Una serie di scorci indimenticabili per qualunque appassionato, una sequenza di curve tutte simili tra loro, eppure da interpretare con sfumature differenti, l’orario serale – per noi europei – che dona un gusto speciale alla corsa, profumandola delle sere estive.

Insomma, avrete compreso l’adorazione di chi scrive per una pista che possiede un posto speciale nei ricordi di un bimbo ferrarista, testimone di una valanga di vittorie canadesi per Schumi e la sua Rossa. Al di là dell’aspetto emozionale, il Circuit de Gilles Villeneuve, con le sue quattro chicane, i muretti pericolosamente vicini e due soli tornanti a inizio e fine pista, offre a piloti e tecnici una sfida unica nell’intero campionato: ripetere all’infinito lo stesso esercizio (frenata – rapido cambio di direzione – applicazione del gas) senza mai commettere un errore e senza cuocere le proprie gomme posteriori, consumando tra l’altro meno carburante possibile.

Nel 2022 la sfida sarà resa ancor più complessa dalla natura sconnessa dell’asfalto canadese, il che potrebbe innescare ancor più saltellamenti di quanto accaduto a Baku, dalle incomprensibili alchimie connesse all’alta percentuale di etanolo nel carburante e dalla pesantezza delle monoposto, responsabile di un comportamento pigro che mal si addice alle chicane e, soprattutto, ai muretti che le contornano.


IL PROGRAMMA

Come accade da sempre in Canada, nessuna delle categorie di contorno europee seguirà la massima serie a Montreal, lasciando spazio a diverse serie locali. Gli orari delle sessioni di F1 sono riportati di seguito, con le dirette esclusive di SKY SPORT F1, mentre TV8 trasmetterà in differita le qualifiche alle 23.30 di sabato e la gara alle 21.30 di domenica.

Ad oggi, le previsioni meteo indicano un clima fresco per l’intero fine settimana, con un pallido sole per venerdì, condizioni serene per domenica e una forte probabilità di pioggia per sabato.


SU DI GIRI

Sarebbe troppo scontato parlare di Red Bull e Max Verstappen, impegnati nell’invidiabile compito di trarre quanto più possibile da un vero e proprio periodo dorato, che potrebbe continuare in una pista dove la scorrevolezza sul dritto e la buona gestione del porpoising potrebbero regalare enormi soddisfazioni.

Conviene allora citare l’Alpha Tauri, cuginetta italiana del colosso anglo-austriaco. A Baku Gasly ha viaggiato su un ritmo impressionante, di poco inferiore a quello di Hamilton, conquistando un eccellente quinta posizione. Tsunoda, prima della curiosa rottura all’ala posteriore, avrebbe potuto concludere alle sue spalle senza troppi problemi. Data l’assenza di novità, si sospetta che le buone prestazioni della AT03 abbiano avuto origine in un ottimo adattamento al tracciato azero, dal quale Montreal non si discosta eccessivamente: un altro fine settimana con il sorriso all’orizzonte?


INSABBIATI

Bersaglio troppo facile, questa settimana. La Ferrari sbarca in Canada inseguita da una sorta di pseudo-lutto nazionale che ha accompagnato il doppio ritiro di Baku. Non mancano le indiscrezioni riguardo la natura dei guasti (tutte puntano su un surriscaldamento, non si comprende se dovuto ad un utilizzo più spinto della PU o alle direttive post-Barcellona sulla vaporizzazione dell’etanolo, qui lo scoop di Leo Turrini), così come tutti vorranno comprendere, tra oggi e domani, se Charles Leclerc sarà chiamato a montare il quarto turbocompressore, pagando dieci posizioni di penalità in griglia.

Insomma, dal lottare per la vittoria e il campionato si è passati in poche ore a sperare che le F1.75 finiscano la corsa canadese, indipendentemente dalla posizione. Un peccato, visto che Montreal dovrebbe sorridere alle Rosse ancor più di Baku (saltelli permettendo) e che l’eroe monegasco in sella al Cavallino ha ribadito, nell’intervista odierna rilasciata a Repubblica, di continuare a credere al Mondiale.

Chi siamo noi per sconfessarlo? Nessuno, infatti. Fiducia e pazienza, allora, perché chi ha messo nelle mani di Leclerc e Sainz una monoposto velocissima saprà anche renderla affidabile.


IN SCIA

L’Aston Martin di Sebastian Vettel ha sorpreso in molti a Baku, confermando un passo secondo solamente a quello delle Alpha Tauri, almeno per quanto riguarda il centro gruppo. Viene allora da chiedersi se finalmente la versione B della AMR22, sospettosamente simile alla Red Bull, non stia iniziando a regalare il salto prestazionale atteso da tempo. Sebastian è in forma e torna sulla pista dove, nel 2019, stra-vinse la corsa (tranne che per i commissari impegnati a comminarli un’assurda penalità che regalò la vittoria ad un imbarazzato e fischiatissimo Hamilton); è ora di regalarsi una soddisfazione del tutto inattesa, almeno dopo l’esordio-shock australiano?


A RUOTE FUMANTI

George Russell e Lewis Hamilton. Stessa monoposto, l’ormai inconfutabilmente sbagliata W13, stessi insostenibili saltelli, assetti a volte diversi e un campionato completamente diverso. A favore, sorprendentemente, del giovane George, sempre in top-five da Al Sakhir a Baku. Nonostante Lewis abbia spesso mostrato un ritmo migliore in corsa, qualche sfortuna di troppo e molti momenti di appannamento lo hanno relegato ben lontano in classifica; tornare sulla pista che gli ha regalato la prima vittoria in carriera (e altre sette dopo) lo aiuterà a ristabilire le gerarchie argentate?


I SUSSURRI DEL PADDOCK

La salute dei piloti ha conquistato il centro della scena nel fine settimana azero, e viste le numerose sconnessioni storicamente presenti a Montreal, rischia di mantenere lo stesso ruolo anche nel fine settimana canadese. La rigidezza dei telai 2022, unita alle norme in materia sospensiva e all’ormai famigerato porpoising, rendono seriamente necessaria un’indagine medica da parte della FIA. Risolvere il problema con la re-introduzione degli inerter, almeno per il 2023, potrebbe rappresentare una soluzione che accontenti molti senza penalizzare eccessivamente nessuno. Eppure, i toni si fanno sempre più accessi, tra chi difende lo status-quo prestazionale e chi ingigantisce il problema per mascherare le proprie, palesi mancanze; nel tran-tran, come spesso accade, la schiena dei piloti perde tante posizioni nella graduatoria d’importanza. Classic.


Aggiornamento: la FIA ha emanato nella mattinata candese di giovedì una Direttiva Tecnica secondo la quale verranno aggiornate le modalità di controllo dei saltellamenti durante un fine settimana. Oltre ad un controllo più accurato dei danni al fondo, verrà stabilita a partire dalle FP3 una soglia di accelerazioni verticali - non si è ancora capito secondo quale grandezza matematica, se media o picchi dei valori - oltre la quale le monoposto non potranno viaggiare in assetto da gara. Nel caso vi siano evidenze antecedenti al GP del mancato rispetto della norma, le squadre saranno chiamate ad alzare la vettura; indipendentemente da ciò, fallire il controllo dei dati durante o dopo il GP porterà alla squalifica. La battaglia politica si sposterà ora sulla determinazione della soglia stessa: un valore generoso potrebbe colpire soltanto la Mercedes mentre valori più stringenti potrebbe colpire anche scuderie come Ferrari, McLaren e Haas.

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