• Luca Ruocco

Giù La Visiera - Guida al GP dell'Azerbaigian 2022


Lunghi rettifili e svolte all'apparenza tutte uguali. Muretti in agguato e discese folli tra i viali della capitale azera. Una Rossa chiamata a cancellare la delusione monegasca e un Verstappen che tenterà la fuga decisiva. Sono questi e molti altri gli spunti per cui seguire il Gran Premio dell'Azerbaigian.


Per chi fosse nuovo, o per chi volesse rinfrescare la memoria, ricordiamo lo schema che vi aspetta: la pista introduce ai segreti del tracciato; il programma ricorda quando si corre – e quale categoria corre – durante il weekend; su di giri racconta chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentra sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o qualche punto; a ruote fumanti illumina il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

Il tracciato di Baku si snoda tra le rive del Mar Caspio e il quartiere governativo della Città del Vento, capitale dell’ex-repubblica sovietica e sede del Gran Premio dal 2016. L’intreccio di lunghi viali e stradine adiacenti alla Fortezza medievale donano una doppia anima alla pista azera, teatro di numerose corse spettacolari e alquanto caotiche nel corso della sua breve storia.

Il primo settore alterna il lungo rettifilo di ritorno a sei curve a 90°, tutte medio-lente, tra le quali è fondamentale godere di una monoposto stabile in frenata e ottima nelle fasi di trazione. Il secondo settore, quello più guidato, vede i piloti svoltare verso il Castello, passare dalla strettoia al suo fianco e, abbandonata la piazza nella quale affrontano una larga chicane, buttarsi in discesa verso il mare. Superate due pieghe da aggredire in pieno i piloti frenano a vettura semi-sterzata per la curva più difficile del tracciato, una sinistrorsa a 90° che si restringe in ingresso e pende verso i muretti, al termine della quale incontrano il secondo rilevamento parziale. L’ultima, fondamentale svolta immette poi nell’infinito rettilineo che, dopo due chilometri a farfalla spalancata, vede i piloti transitare sul traguardo.

Le numerose porzioni del tracciato da affrontare in pieno impongono agli ingegneri un assetto decisamente scarico, con ali posteriori che si avvicinano alle configurazioni utilizzate a Spa. Allo stesso tempo, l’asfalto molto liscio e l’assenza di curve in appoggio rende molto complicata la gestione delle coperture, tanto sul giro secco quanto in gara, sia all’anteriore - dove la mescola fatica a scaldarsi - sia al posteriore, dove lo scivolamento rischia di indurre forti innalzamenti di temperatura.

Sarà quindi fondamentale trovare il compromesso migliore, con una vettura agile in trazione e morbida nello stretto, ma veloce e lontana dai saltellamenti in rettifilo; inoltre, la grossa differenza di orario tra qualifiche e gara, con buona parte della pista in ombra alle 18.50 (ora del Q3), potrebbe riservare ribaltamenti di gerarchie tra sabato e domenica.


IL PROGRAMMA

Le uniche due categorie che scenderanno in pista nel fine settimana azero saranno Formula 1 e Formula 2; le poche sessioni previste renderanno ancor più rilevante la scarsa gommatura del tracciato, unita alla consueta sporcizia delle strade dovuta al forte vento. L’intero evento sarà coperto in diretta esclusiva da SKY SPORT F1, con qualifiche e gara della massima serie trasmesse in differita su TV8 alle 18.30 di sabato e alle 18.00 di domenica.



SU DI GIRI

Al di là delle facili battute riguardo lo stato del nostro eroe dopo i festeggiamenti monegaschi – i cui risvolti matrimoniali dovrebbero interessare solo Checo e signora, non certo a chi si diverte a introdursi nel privato altrui -, Sergio Perez sbarca in Azerbaigian sportivamente su di giri. Forte di una RB18 che dovrebbe almeno giocarsi la palma di miglior vettura con la Ferrari, il messicano avrà dalla sua una pista che sulla carta non si adatta al meglio allo stile di guida di Verstappen e, soprattutto, una consapevolezza alquanto preziosa: l’olandese rimane numero 1 in Red Bull, questo è certo, ma la classifica ormai parla chiaro, e in caso di un periodo molto sfortunato per Max, il sogno di Checo potrebbe assumere contorni sempre più realistici. Esageriamo?


INSABBIATI

Baku ha spesso regalato corse caotiche, piene di incidenti, ribaltamenti di fronte e arrivi a punti sorprendenti. La speranza, per Mick Schumacher, è che l’edizione 2022 del Gran Premio non sia da meno, magari regalandogli l’ormai agognato traguardo tra i primi dieci.

La tensione in casa Haas comincia a salire, dato che il tedesco è molto lontano dal livello prestazionale atteso, e il conto degli incidenti comincia a farsi troppo corposo: quale migliore occasione di una corsa dove, statisticamente, basta tenersi lontani dagli errori (propri e altrui) per raccogliere soddisfazioni anche enormi?

Ripartire dalle basi, per tacere chi puntualmente accusa Mick e, soprattutto, il suo cognome.


IN SCIA

Il 2022 dell’Alpine si è finora rivelato una lunga sequela di occasioni mancate, spesso per colpe proprie e qualche volta per pura sfortuna. Il tracciato azero dovrebbe calzare a pennello alla A522, rivelatasi molto a suo agio quando vestita di pacchetti aerodinamici a basso carico e dotata di una Power Unit valida in allungo. Alonso è in gran forma e Ocon, qualche volta di troppo in ombra al sabato, tende a recuperare molti punti in gara: è arrivato il momento giusto per puntare finalmente alla testa del centro gruppo, magari organizzando un brutto scherzo alle Mercedes?


A RUOTE FUMANTI

Charles Leclerc, Max Verstappen. Due campioni destinati sin dall’infanzia a duellare nel più brillante dei palcoscenici, due cavalieri che hanno incrociato più volte le proprie traiettorie nelle prime due corse della stagione, per poi sfiorarsi ripetutamente senza più combattere. Una rottura per entrambi, una partenza sfortunata ad Imola per Leclerc e il dramma casalingo del monegasco, al quale Max ha assistito da spettatore privilegiato. Insomma, i sorpassi e controsorpassi mancano ormai da qualche mese, e con loro è parzialmente scomparsa la narrazione dell’epico duello in chiave iridata.

A Baku, nella terra delle fiamme, riprenderà lo scontro che potrebbe segnare un’era di questo sport?


I SUSSURRI DEL PADDOCK

Ci sarà tempo, da qui alla fine dell’estate, per scovare qualche rivelazione sui prossimi intrecci di mercato, sugli intrighi legati al Budget Cap o sulle modalità di ingresso in Formula Uno di Audi e Porsche.

Sulle rive della Terra del Fuoco, invece, I sussurri del paddock vuole abbracciare completamente la vena polemica che di tanto in tanto la contraddistingue per porsi una domanda al limite dell’esistenziale: qualcuno, nel dorato mondo che litiga per l’inflazione e i costi legati alla logistica mentre esclude dal budget gli aerei privati dei capi squadra, avrà il coraggio di ammettere l’assurdità della trasferta Baku-Montreal che attende il Circus?

Nelle ore in cui la Commissione Europea ha sancito l’abbandono dei motori a combustione interna dal 2035, qualche mente illuminata coglierà la palla al balzo per ragionare sul fatto che tutte le auto elettriche del mondo non salveranno mai una società nella quale, in nome dello spettacolo, migliaia di tonnellate di materiale attraversano l’oceano e tre continenti per due volte nel giro di una settimana? Poveri pistoni…

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