• Luca Ruocco

Giù la Visiera - Guida al GP di Gran Bretagna 2021


Parafrasando un recente tormentone d’oltremanica invecchiato non proprio alla grande, la F1 torna a casa per disputare la 73° edizione del Gran Premio di Gran Bretagna. Il circuito di Silverstone, vera e propria culla del campionato, sarà teatro dell’esordio assoluto della Qualifica Sprint, catalizzatore assoluto delle attenzioni rivolte al fine settimana inglese. Chi sarà capace di interpretare al meglio una vera e propria rivoluzione nel formato del fine settimana?


Per chi fosse nuovo, o per chi volesse rinfrescare la memoria, ricordiamo lo schema che vi aspetta: la pista introduce ai segreti del tracciato; il programma ricorda quando si corre – e quale categoria corre – durante il weekend; su di giri racconta chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentra sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o qualche punto; a ruote fumanti illumina il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

L’alto livello di concentrazione verso la Qualifica Sprint – chiamata ufficialmente dalla Formula Uno con il solo nome di ‘Sprint’ per evitare confusioni di sorta – non deve distrarre dal ritorno del Circus in uno degli autodromi più iconici al mondo.


Nonostante non abbia avuto la stessa continuità di Monza o Montecarlo in calendario, Silverstone è visceralmente connessa alla massima serie. I lunghi curvoni, ricavati tra quelle che un tempo erano le stradine di collegamento di un aeroporto RAF, sono diventati nel tempo uno dei simboli più famosi della terrificante velocità delle monoposto.


La sfida posta a piloti e vetture da pieghe celeberrime come Copse, Stowe, Luffield o il complesso Maggots-Beckett-Chapel rimane sostanzialmente ineguagliata nel resto del mondiale, rendendo pole position e vittorie nel Northamptonshire un vero e proprio attestato di perfezione.


Da un punto di vista tecnico, il ritorno nel 2017 degli pneumatici di grossa taglia ha riportato il circuito verso le proprie origini, aumentandone notevolmente le velocità medie. Conseguentemente, gli assetti aerodinamici tendono ad avvicinarsi a quelli adottati a Spa, privilegiando la scorrevolezza nel veloce a scapito dell’agilità nei pochi tratti lenti. Non a caso, nel 2020 Leclerc e la Ferrari colsero un 4° posto in qualifica e un 3° in gara scommettendo proprio su una monoposto estremamente scarica, venendo imitati una settimana dopo da quasi tutti gli avversari.


La Qualifica Sprint di questo fine settimana, però, potrebbe convincere gli ingegneri ad adottare assetti maggiormente volti al preservare gli pneumatici sulle lunghe distanze, dato che in sostanza la corsa finirà per durare un centinaio di chilometri in più.


IL PROGRAMMA

Prima di tuffarci nei dettagli del format sperimentale che caratterizzerà il fine settimana della Formula Uno, ricordiamo come a Silverstone tornerà a correre dopo più di un mese la Formula 2, affiancata anche dalla W Series (in diretta su DAZN) e dal Masters GT. F1 e F2 saranno trasmesse in diretta esclusiva da SKY SPORT F1, con la replica su TV8 al sabato della Qualifica Sprint (20.15) e alla domenica della corsa (19.00).


Per comprendere tutte le sfumature di un fine settimana rivoluzionario, seguire l’ordine cronologico delle sessioni è senza ombra di dubbio la scelta migliore.


Nel primo pomeriggio di venerdì assisteremo alle Prove Libere 1: nei canonici 60 minuti, piloti e squadre dovranno trovare l’assetto perfetto per il resto dell’evento, dato che dalla qualifica scatterà il parco chiuso. Qualifica che verrà disputata quasi al tramonto, seguendo il classico schema Q1-Q2-Q3, con i piloti che dovranno però forzatamente utilizzare per tutta la sessione pneumatici Soft a banda rossa.


A metà giornata di sabato verranno disputate le Prove Libere 2: piloti e squadre effettueranno test sulla lunga distanza senza poter operare importanti cambiamenti sulle vetture, mettendo quindi nuovamente in scena dopo 18 anni una sorta di Warm-Up. Nel pomeriggio farà il suo esordio la Qualifica Sprint: 17 giri, per un totale di 100 chilometri, senza limitazioni nella scelta degli pneumatici e con la griglia formata seguendo i risultati delle qualifiche. L’ordine d’arrivo stabilirà la griglia della domenica, mentre ai primi tre verranno assegnati 3,2,1 punti.


La classica gara della domenica (attenzione, per il fuso orario sarà alle 16!) vedrà i piloti liberi di partire con qualunque mescola vogliano, anche i primi dieci, ed eventuali penalità per infrazioni o sostituzioni di componenti dovranno essere scontate in questo appuntamento, e non al sabato.


SU DI GIRI

Sarebbe troppo facile, e francamente noioso, parlare ancora una volta di Verstappen e della Red Bull. L’eccezionale stato di forma del binomio, a tratti distorto nella percezione dal doppio appuntamento vincente in Austria, è sotto gli occhi di tutti. Silverstone rappresenterà un esame alquanto sfidante viste le caratteristiche del tracciato, sulla carte benigne per il pacchetto Mercedes.


Piuttosto, chi arriva su di giri a Silverstone è Lando Norris al volante della McLaren MCL35M. Il giovane inglese, a parte la disavventura della rapina fuori dallo stadio di Wembley domenica scorsa, è in un vero e proprio momento di estasi automobilistica; veloce, immune da errori, concreto e sempre più dominante in seno al proprio team. I lunghi curvoni di Silverstone dovrebbero ulteriormente favorire la monoposto papaya, anche se sorge spontaneo un dubbio in merito alla scarsa forma McLaren nei precedenti venerdì: a Woking hanno difficoltà nella simulazione o l’immediata qualifica svelerà una certa tendenza a nascondersi?


INSABBIATI

Solo un anno fa, Lewis Hamilton e la Mercedes vincevano il Gran Premio di Gran Bretagna tagliando il traguardo su tre ruote, capitalizzando un vantaggio ciclopico accumulato a cavallo di una corsa letteralmente dominata.


È bastato un taglio alle dimensioni del fondo per mettere in crisi un equilibrio perfetto, e così la pista preferita dal campione inglese – nessuno interpreta i curvoni come lui – ha assunto nelle recenti settimane le sembianze di un’ultima spiaggia per le aspirazioni iridate del binomio statisticamente più forte di tutti i tempi.


Il disegno del tracciato dovrebbe aiutare la W12, così come gli aggiornamenti previsti; basterà per ridare pepe alla sfida mondiale?


IN SCIA

Nonostante la Ferrari si aspetti un fine settimana complesso, alcuni aspetti del formato di gara (l’importanza di una simulazione ottima, mostrata a Montecarlo, e l’aggressività di Leclerc nei primi giri, raddoppiati per l’occasione viste le due partenze) donano in realtà qualche speranza in più al Cavallino, a patto che l’anteriore della SF21 non vada in crisi come al Paul Ricard (le alte temperature ambientali dovrebbero aiutare a riguardo).


Chi però può davvero coltivare serie speranze di un buon risultato a Silverstone è l’Alpha Tauri. La scuderia faentina ha tutte le carte in regola: un pilota ottimo, un motore potente e una vettura veloce, stabile e raramente in crisi d’assetto. Vedremo un Gasly tra i primi cinque al sabato?


A RUOTE FUMANTI

Silverstone sarà teatro di un duello a distanza tra uno dei beniamini dell’appassionatissimo pubblico inglese e il pilota che guida la monoposto oggetto della contesa. Valtteri Bottas e George Russell, infatti, difficilmente si sfideranno tra i cordoli come accaduto ad Imola; il tempo, però, comincia a scarseggiare in attesa di una scelta di Toto Wolff, e prestazioni sensazionali – da una parte come dall’altra – potrebbero ancora cambiare il nome sul sedile della Mercedes W13 che correrà nel 2022.


I SUSSURRI DEL PADDOCK

L’attenzione del mondo della Formula Uno in Inghilterra sarà ovviamente tutta concentrata sulla Qualifica Sprint. Abbiamo già parlato qui dell’affaire Leclerc, così non resta che immaginare quale altro argomento possa interessare i membri del paddock.


Ovviamente, come accade da tempo, saranno gli pneumatici Pirelli. La nuova carcassa posteriore davvero non cambierà i valori in campo come suggerito dalle prove in Austria, o al contrario – come accaduto nel 2013 – favorirà enormemente uno dei contendenti al titolo? Alla pista l’ardua sentenza.



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