• Luca Ruocco

Giù la Visiera - Guida al GP di Miami 2022


Il Circus oltrepassa l’Atlantico per sbarcare a Miami, primo grande evento in stile americano targato Liberty Media. VIP, prezzi stellari, porticcioli finti e un parcheggio trasformato nella temporanea capitale dello show-biz a stelle e strisce oscureranno una corsa mediocre o faranno da contorno ad una gara da ricordare nel tempo? Scoprite questo e molto altro nel nuovo episodio di Giù la Visiera!


Per chi fosse nuovo, o per chi volesse rinfrescare la memoria, ricordiamo lo schema che vi aspetta: la pista introduce ai segreti del tracciato; il programma ricorda quando si corre – e quale categoria corre – durante il weekend; su di giri racconta chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentra sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o qualche punto; a ruote fumanti illumina il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

Il tracciato di Miami sorge nel parcheggio dell’Hard Rock Stadium, casa dei Miami Dolphins (football americano) e attrazione principale di Miami Gardens, quartiere residenziale situato nella zona nord-ovest della città.

Contrariamente alle attese, gli imponenti lavori di adattamento del parcheggio hanno permesso di realizzare un tracciato alquanto vario e sorprendentemente tecnico.

Il primo settore presenta una serie di curve medio-veloci che seguono la stretta svolta iniziale, confluendo nel lungo tornante di curva 8 che immette in un primo, lunghissimo tratto quasi-rettilineo. Il secondo settore è caratterizzato da un piccolo toboga di curve strette e molto lente che precede un’altra lunghissima striscia d’asfalto, terminata la quale si affronta un tornante e una leggera piega destrorsa per immettersi nuovamente nel rettifilo principale e tagliare il traguardo.

Da un punto di vista tecnico, il circuito porrà non pochi grattacapi agli ingegneri delle diverse scuderie. I lunghi tratti rettilinei suggeriranno l’adozione di una configurazione alquanto scarica, sia per guadagnare in velocità che per contenere i saltellamenti riducendo la generazione di spinta verticale; allo stesso tempo, su 11 curve vere e proprie, 8 saranno affrontate al di sotto dei 100 km/h. Una tale varietà di svolte strette e lente rappresenta una novità per le vetture 2022, finora impegnate in tracciati medio-veloci o stop and go, come il Bahrein. Inoltre, la configurazione scarica renderà ancora più impegnative tanto le fasi di frenata quanto quelle di inserimento e trazione, permettendo agli appassionati di scoprire qualità delle monoposto finora nascoste.


IL PROGRAMMA

Il Gran Premio di Miami ospiterà, oltre alla Formula 1, il primo appuntamento stagionale della W Series, campionato riservato alle giovani promesse femminili impegnate al volante di vetture appartenenti alla classe F3 Regional.

Di seguito trovate gli orari italiani delle varie sessioni della massima serie, tutte visibili in diretta esclusiva su SKY SPORT F1. TV8 trasmetterà in differita e in chiaro le qualifiche alle 23.30 di sabato e la gara alle 23.00 di domenica.


SU DI GIRI

McLaren e Alfa Romeo. Due scuderie storiche per la Formula Uno, chiamate al riscatto o al compimento di un lungo percorso di rinascita nel 2022, accumunate da un enorme spavento all’alba di questa stagione. Le vetture italo-svizzere alle prese con enormi problemi di saltellamento a Barcellona e un’affidabilità tutt’altro che esaltante, le monoposto papaya irriconoscibili in Bahrein e spesso ferme durante i test a causa di un errato dimensionamento dell’impianto frenante.

Eppure, seguendo un metodo di lavoro votato alla pazienza, entrambe le compagini hanno risalito la china fino all’ottimo risultato di Imola: Norris a podio, Bottas in rimonta furiosa su Russell per il 4° posto dopo un problema al pit-stop, mantenendo il miglior passo di giornata dopo Ferrari e Red Bull. Gli aggiornamenti funzionano, i piloti sono più o meno in forma (Ricciardo e Zhou con ampi margini di miglioramento) e l’ambiente nelle scuderie sembra ormai in perenne miglioramento: saranno loro a giocarsi il quarto posto tra i costruttori?


INSABBIATI

Lewis Hamilton e la Mercedes. Senza dubbi, senza facili ironie, senza illazioni riguardo il futuro del campionissimo inglese o presunti disamoramenti verso la Formula Uno intera. Certamente Lewis non sarà esaltato nel combattere per un quattordicesimo posto, ma è indubbio che dopo anni di successi la scuderia diretta da Toto Wolff si ritrovi davanti alla prima, enorme difficoltà competitiva.

Riuscire a rendere competitiva la W13 significherebbe salvare un concetto di monoposto sul quale sono stati investiti tempo e denaro in quantità rilevante; al contrario, servirà organizzare una rivoluzione tecnica che per forza di cose mortificherà l’ambiente e obbligherà ad un periodo più o meno lungo di digiuno, come accaduto alla Ferrari nel 2020. Proprio per questo, le piccole novità previste per Miami, unite ad una pista che con qualche sconnessione di troppo potrebbe rendere complesso gestire i saltellamenti, saranno un fondamentale banco di prova per il resto della stagione argentata.


IN SCIA

Dopo una corsa di casa mediamente positiva, l’Alpha Tauri sbarca a Miami con la necessità di comprendere il reale peso dell'aggiornamento introdotto in Romagna. Le aspettative riguardo le novità erano altissime, ma una pessima giornata di qualifiche e due corse passate nel traffico hanno mascherato un buon potenziale, emerso in particolare grazie al 7° posto di rimonta targato Tsunoda. Miami chiarirà se i piccoli tori faentini potranno tornare alle nobili posizioni del 2021?


A RUOTE FUMANTI

Ferrari contro Red Bull, atto quinto. La corsa verso l’iride continua in Florida dopo il trionfo imolese delle Red Bull RB18, destinate sulla carta ad un ottimo risultato anche a Miami. I numerosi allunghi premieranno infatti la velocità sul dritto delle monoposto blu e l’ottima gestione dei saltellamenti; inoltre, i recenti aggiornamenti aerodinamici e di peso dovrebbero rendere meno evidenti le carenze nel lento per Verstappen e Perez.

La F1-75 è invece chiamata alla riscossa in riva all’Oceano Atlantico (qui l'approfondimento post-Imola di Col Cuore in Gola). Qualche piccolo accorgimento al fondo potrebbe aiutare a contenere il porpoising limitando lo svantaggio in rettilineo, operazione nella quale aiuterà anche il motore a combustione interna numero 2, più affidabile e quindi capace di liberare una frazione più grande del proprio potenziale. Le curve strette, poi, dovrebbero esaltare l’agilità della Rossa, finora dominante proprio in quei tratti di pista.

Sarà una sfida all’ultimo decimo, come a Gedda e in Bahrein?


I SUSSURRI DEL PADDOCK

Maggio rappresenta da sempre il mese durante il quale le prime mosse di mercato vengono annunciate, sussurrate o ipotizzate. Se nelle grandi scuderie la situazione dovrebbe mantenersi alquanto calma e monotona, con Perez destinato al rinnovo in Red Bull per almeno un’altra stagione e Leclerc in vista di un ulteriore allungamento del contratto in Ferrari, qualche mossa clamorosa potrebbe nascere a centro gruppo.

Nel paddock di Miami, allora, converrà stare attenti alle indiscrezioni sul possibile ritiro di Vettel e sul corteggiamento di Alonso proprio da parte di Lawrence Stroll, il che lascerebbe strada libera a Piastri in Alpine. Fanta-mercato o mosse alquanto logiche?


Permettete infine una brevissima e personale nota a margine.


La finta marina costruita all’interno di curva 8, grazie a yacht veri e acqua in cartonato, è un’installazione quanto meno bizzarra, se non ridicola. Le immagini che giungono da Miami in queste ore, però, raccontano di tribune temporanee di altissima qualità e un parcheggio divenuto irriconoscibile, tanto da sembrare una pista semi-permanente. Visto che i prezzi folli non appartengono solo al GP statunitense, oltre a ridere per trovate buzzurre sarebbe utile che noi italiani prendessimo nota: chi pagherà 500 € per la sola domenica in tribuna 6C a Monza si ritroverà su gradoni d’acciaio senza sediolini, mentre – esperienza personale – ad Imola le tribune hanno accolto gli spettatori in un mare di fango, dopo aver affrontato pericolose salite piene di… fango. Senza snaturare la magia degli autodromi europei, sarebbe auspicabile trovare in circuito servizi all’altezza del prezzo del biglietto: stradine d’accesso asfaltate (con classe e in armonia ai Parchi ospitanti gli Autodromi), sempre praticabili, ove possibili bagni in muratura (ci sono a Barcellona, perché da noi no?!?), treni speciali che evitino il sovraffollamento della stazione dopo il GP, regole d’ingresso che eliminino migliaia di bottigliette d’acqua sequestrate e abbandonate al loro destino…


Con gusto, non sprechiamo l’occasione unica di due GP nella nostra nazione, vero cuore pulsante del motorismo.


Fonte immagine: Ferrari / Twitter

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