• Luca Ruocco

Giù la Visiera - Guida al GP di Monaco 2021


Cristiano Barni / Shutterstock.com

Il gioiello della corona, la pista capace di dividere i buoni piloti dai Campioni: finalmente è arrivata la puntata di Giù la Visiera dedicata al Gran Premio di Monaco.


Per chi fosse nuovo, o per chi volesse rinfrescare la memoria, ricordiamo lo schema che vi aspetta: la pista introduce ai segreti del tracciato; il programma ricorda quando si corre – e quale categoria corre – durante il weekend; su di giri racconta chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentra sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o qualche punto; a ruote fumanti illumina il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

Siete su una monoposto di Formula Uno. Seduti, o meglio semi-sdraiati. Vedete la parte alta del telaio, le ruote anteriori e poco altro. Sentite, percepite dove si trovi l’ala anteriore.


State percorrendo il rettifilo di partenza del circuito di Monaco. Curva leggermente a destra. Quando si raddrizza, frenate poco dopo il dosso, stando attenti a non bloccare sennò finite lunghi verso la chiesetta di Santa Devota. Girate secco a destra, sfiorate il muro e via, verso la salita di Beau Rivage. Qualche secondo e siete a Massenet, un salto nel vuoto, curva cieca, lunga a sinistra. Serve tempismo perfetto, altrimenti la monoposto non è pronta ad affrontare la destra del Casino, dove sfruttate la pendenza per rimanere legati al cordolo interno.


Ora giù verso il Mirabeu alto, schivando il dosso sulla sinistra. La ruota destra si alza da terra, qualche metro e siete al tornantino del Loews. Una mano sola, si raddrizza in fretta per la doppia destra del Mirabeu basso e del Portier. Uscite sfiorando il muretto ed entrate nel tunnel. Frenata forte, chicane angusta mentre siete ancora accecati dal cambio di luce.


Breve allungo. Pochi metri alla vostra sinistra c’è la banchina del porto più esclusivo al mondo. Ora si smette di respirare, fino alla fine del giro. Sinistra del Tabaccaio, difficilissima, cieca, quasi impossibile da indovinare andando forte. Sinistra-destra e destra-sinistra delle Piscine, chicane velocissime, sbattuti qua e là dalla forza G mentre le ruote non si allontano più di dieci centimetri dai muretti. Manca solo la Rascasse, la curva più stretta del Mondiale, dove l’infido muretto interno ti beffa chiamandoti a sé, poi l’Antony Noghès, sadico esame di quanto si è capaci di contenere la foga prima del rettifilo finale.

Questa è Montecarlo. Può piacere o meno, si può odiare la lunga processione domenicale come amare la folle scarica di adrenalina delle qualifiche. I muretti, i giri da togliere il fiato, i Campioni e la Storia. Montecarlo è LA F1. Dopo un anno d’assenza, ancora di più.


IL PROGRAMMA

Come da tradizione, oltre alla Formula Uno, il Principato ospiterà Formula 2, Porsche SuperCup e la formula propedeutica firmata Renault – da quest’anno la Formula Alpine, a fianco del Circus anche a Imola e Barcellona. A parte l’ultima, le cui sessioni verranno trasmesse sul canale Youtube della serie, SKY SPORT F1 trasmetterà in diretta tutti gli appuntamenti del fine settimana, con TV8 che affiancherà il canale principale per la diretta di qualifiche e gara.

SU DI GIRI

I luoghi comuni su Montecarlo sono tanti (qui un approfondimento), triti e ritriti. Eppure è innegabile che nel Principato il pilota conti un po’ di più del solito.


Conta la confidenza con la vettura, la fiducia nelle risposte di sterzo, assetto e grip, la totale sicurezza nei propri mezzi. Un cocktail che, se ben miscelato, aiuta a sbancare la pista che transita alla sinistra del celebre Casinò.


Non a caso i Campionissimi hanno tutti interpretato al meglio Montecarlo. Fangio, Moss, Clark (quattro pole, nessuna vittoria per la scarsa affidabilità Lotus), Stewart, Lauda, Prost, Senna, Schumacher, Vettel e Hamilton. Tutti vincenti, qualcuno più amante della pista di altri.


È proprio Lewis, assieme a Verstappen e Leclerc, il pilota che arriva su di giri all’appuntamento monegasco. Lo stato di grazia dell’inglese è assoluto (tre vittorie e un secondo posto da inizio stagione), la W12 migliora ad ogni GP e oltre alla sfida mondiale, l’inglese vorrà cancellare la semi-onta di aver segnato solo due Pole Position in carriera nel Principato.


Max, al contrario, dopo aver buttato via l’edizione 2018 e non aver avuto le armi giuste nel 2019, si presenta a Monaco per la prima volta con la vettura sulla carta favorita, grazie ad un solido anteriore e soprattutto alla capacità di riscaldare bene le gomme, fondamentale in vista della qualifica. Inoltre, il campionato dell’olandese gradirebbe enormemente una Mercedes negli scarichi.


Infine Charles Leclerc, sempre che la SF21 non soffra l’asfalto troppo liscio (lo era a Portimao, dove però era presente anche un forte vento), ritorna a Monaco decisamente carico dopo la sfortunatissima edizione 2019. L’errore del muretto Ferrari lo privò di un probabile podio (era 1° nelle FP3), allungando la serie di sfortunati eventi che non lo ha mai visto al traguardo nella gara di casa. Stavolta la Rossa è forte nel lento, il motore conta pochissimo e la sua guida potrebbe ulteriormente esaltarsi tra i muretti della propria città; quanto sarà lecito sognare?


INSABBIATI

Sergio Perez sta diventando un caso. Un po’ perché si sprecano i paragoni con Gasly e Albon, altrettanto in difficoltà al fianco di Verstappen, un po’ perché il Gran Premio di Spagna ha certificato come le prestazioni del messicano, ad oggi, poco aiutino la Red Bull. Sia nel mondiale Costruttori, sia nell’aiutare le corse di Verstappen impersonando un elemento di vero disturbo nelle strategie Mercedes.


Esistono le più disparate teorie sul perché la seconda vettura Red Bull fatichi tanto. Monaco, però, potrebbe rivelarsi l’occasione giusta per ripartire. Vero, serve un livello di confidenza nella monoposto che Sergio ancora non sembra avere, ma nel Principato si corre prevalentemente da soli. Dopo la qualifica, le strategie sono pressoché obbligate, non serve più di tanto aiutare il compagno di squadra. Che sia proprio l’assenza di questa tensione a portare Perez nei paraggi di Max?


IN SCIA

Uno dei principali specialisti di Montecarlo dell’era ibrida è senza dubbio Daniel Ricciardo. L’ultima vittoria dell’australiano in Formula Uno risale proprio all’edizione 2018, quando resistette senza Kers alla pressione di Vettel per quasi metà gara, dopo una Pole Position a dir poco perentoria.


A differenza di quanto le staccate profondissime – specialità di casa Daniel – lascino intendere, infatti, il sorridente trentunenne di Perth ha sempre brillato sul giro secco, e in Spagna potrebbe aver trovato la chiave di volta nell’interpretazione della MCL35M. Farà faville nella Riviera?


A RUOTE FUMANTI

Approfittando di questo spazio per recuperare un po’ di tecnica lasciata da parte ne La Pista, sia in testa al gruppo che al centro Monaco regalerà un’interessante sfida anche per le scuderie. Al di là delle peculiarità d’assetto (braccetti dello sterzo speciali, carico aerodinamico massimo e regolazioni morbide), l’asfalto liscio, le gomme Pirelli C5 e l’importanza della qualifica potrebbero riservare diverse sorprese.


La capacità di mandare in temperatura gli pneumatici velocemente potrebbe aiutare alquanto Red Bull, soprattutto considerando le previsioni molto fresche (mai sopra i 20°C). Mercedes dovrà stare attenta a non cadere nella trappola di Singapore 2015, dove non fece mai funzionare le coperture. Alpha Tauri dovrebbe in teoria soffrire le curve lente, al contrario della Ferrari (attenzione a non replicare Portimao, anche se in qualifica alla fine Sainz fu 5°), McLaren si aspetta un buon fine settimana (accompagnata dalla livrea Gulf), mentre tra la stradine del Principato potrebbe emergere una vera e propria sorpresa. L’Alpine, ultimamente velocissima in qualifica, a suo agio nel lento e nel portare in temperatura gli pneumatici. Alonso sarà all’altezza?

I SUSSURRI DEL PADDOCK

In attesa che dopo Monaco, secondo consuetudine, si scateni il mercato piloti – da tenere d’occhio: Hamilton, Russell, Giovinazzi, mentre Norris ha firmato in questi giorni l'estensione con McLaren -, nel paddock più esclusivo del mondiale terranno banco principalmente due argomenti.


Le ali flessibili di Red Bull, Alpine e Alfa Romeo hanno già fatto discutere e di certo scopriremo ulteriori informazioni, in particolare rispetto alla necessità o meno di ritoccarle. Allo stesso tempo, la saga motoristica del toro austriaco vivrà di certo una nuova puntata farcita di frecciatine tra Horner e Wolff; e se dal 2022 fossero Ferrari o Renault a presentarsi con l’unità migliore, forti dei propri tecnici?



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