• Luca Ruocco

Giù la Visiera - I 10 Motivi per cui seguire il GP di Russia


Ewa Studio / Shutterstock.com

Il mondiale di F1 si sposta a Sochi, sulla pista che ospita la corsa dal 2014. Nonostante in Russia proseguirà il conto alla rovescia in casa Mercedes verso la conquista degli allori iridati, il weekend di gara si preannuncia ricchissimo di spunti d’interesse. SENZAF1ATO ne ha scelti 10 per voi.


LA BREZZA DEL MAR NERO

Regna grande incertezza sulle previsioni meteo per il weekend di gara, con la giornata di sabato indicata come quella caratterizzata da un maggiore rischio di pioggia costante. Basterà acqua in pista per rendere frizzante una gara che in passato non lo è stata mai? La conformazione del tracciato, con rettilinei di varia lunghezza intervallati da pieghe a 90°, difficilmente ha prodotto corse spettacolari nelle passate edizioni. L’asfalto molto liscio rende estremamente critica la gestione delle coperture, amplificandone lo scivolamento quando si segue da vicino un avversario. Di pioggia però, almeno in corsa, non se n’è vista mai in Russia, e l’unico precedente in questa stagione – Hockenheim – promette bene. Diventerà allora la brezza del Mar Nero la responsabile di un GP memorabile o sarà sufficiente il proseguo della lotta Mercedes-Ferrari?


CONFERME ROSSE

In casa Ferrari la parola d’ordine è una sola: conferme. La squadra ne cerca rispetto agli aggiornamenti introdotti a Singapore: funzioneranno anche a Sochi? Il loro effetto, unito alla comprensione sempre migliore della SF90, riuscirà ad evitare le enormi difficoltà incontrate per esempio a Melbourne, pista per certi versi simile a quella russa, sancendo lo sblocco definitivo del potenziale della monoposto? Risposte affermative aumenterebbero l’imprevedibilità della corsa significativamente, assieme al rammarico per un campionato finito troppo presto. Cercheranno conferme anche gli strateghi di Maranello, fondamentali nelle tre vittorie di fila tra Spa e Singapore. Ultimi, ma non per importanza, i piloti: Leclerc proverà a ribadire la supremazia netta emersa sul piano delle prestazioni, per Vettel sarebbe invece fondamentale trovare una vittoria insindacabile, senza alcun vantaggio strategico, per sancire definitivamente di saper mantenere il passo del monegasco.


CASA BOTTAS

Nessuna pista esalta Valtteri Bottas quanto quella affacciata sul Mar Nero. Il pilota finlandese vi ha sempre brillato, dimostrando di poter prevalere senza particolari problemi anche su Lewis Hamilton, che al contrario sembra non amare il tracciato russo. Dopo l’umiliazione di Singapore il ragazzo di Nastola vorrà sicuramente prendersi una rivincita; da capire quanto la squadra sarà d’accordo. L’ordine di scuderia di domenica scorsa ha definitivamente messo in chiaro come il mondiale piloti, ormai, sia in viaggio verso l’Inghilterra anche per gli uomini argentati. Lo scorso anno arrivò l’indicazione di eseguire un controverso e palese scambio di posizioni. Nel caso si dovesse ripetere la situazione, sarebbe più facile ciò avvenisse nel corso di una battaglia per la vittoria di tappa contro le monoposto di Maranello. Sembra infatti possibile che in casa Mercedes vengano addirittura anticipati degli aggiornamenti alla W10; la quarta sconfitta di fila brucerebbe eccessivamente.


LA GRANDE FAMIGLIA RED BULL

La famiglia Red Bull ha diversi motivi per guardare con interesse ai prossimi tre giorni. Partendo dalla parte più nobile, la squadra ufficiale, è stata confermata dal Dottor Marko l’indiscrezione secondo la quale le difficoltà di Singapore fossero dovute ad un assetto completamente sbagliato. Secondo l’eminenza grigia della compagine austriaca, dei dati errati nel simulatore avrebbero portato alla scelta di un set-up eccessivamente rigido per le strade di Marina Bay: misteri della F1 moderna. Sperando i dati del tracciato russo siano corretti, i terzi classificati nel mondiale costruttori balleranno la danza della pioggia, così da potersi inserire nella lotta per la vittoria. Eventualità più complessa in caso di pista asciutta, soprattutto immaginando che il motore, vista la prossimità del GP di casa per Honda, non verrà eccessivamente spremuto. Un simile utilizzo della Power Unit è pronosticabile anche per i cugini di Toro Rosso, dove se Kvyat correrà la gara casalinga da confermato per il prossimo anno, Gasly avrà invece la sestultima occasione per giocarsi il sedile della scuderia maggiore, fronteggiando Albon, suo sostituto in Red Bull. Parenti serpenti?


FUTURO ARANCIATO

Sì, lo so, si dice roseo. Parlando però di McLaren, la corsa russa potrebbe essere l’ennesima conferma riguardo la bontà della strada intrapresa verso un futuro migliore. Nella pista dove Alonso nel 2017 si ritirò durante il giro di ricognizione, gli inglesi sono chiamati a ribadire il loro status di quarta forza, tentando di aumentare ancora il distacco nei confronti del resto delle scuderie di centro gruppo. Perché adesso arriva il difficile: come mostrato da Renault, agguantare il quarto posto in classifica costruttori non è garanzia di sapersi poi avvicinare realmente ai top team, che è il reale obiettivo della scuderia di Woking. La vettura di quest’anno ha permesso un passo in avanti importante, e per quella della prossima stagione i responsabili del team parlano già di un concetto rivoluzionato. Intanto, prima ci si allontana dal centro gruppo, prima il futuro diverrà ancora più roseo. Pardon, aranciato.


IL FINNICO DISPERSO

In casa Alfa Romeo, in vista del Gran Premio di Sochi, si è alla caccia di due entità strettamente collegate: Kimi Raikkonen ed i punti pesanti. Il primo, dopo lo scontro con Verstappen in Belgio ed il weekend pasticcione di Monza, soprattutto in prova, a Singapore è letteralmente sparito dai radar. Con lui, se ne sono andati anche i punti pesanti. Nel corso di questa stagione, durante la quale inevitabilmente Giovinazzi ha seguito un percorso di crescita graduale, è toccato a Kimi ottenere piazzamenti importanti. Fino a prima della pausa estiva, il finlandese non è mai mancato, disputando una stagione impeccabile. Assieme alle buone prestazioni del compagno italiano, la scuderia elvetica ha impellente necessità di ritrovare anche il miglior Raikkonen, capace di sfiorare a Sochi, nel 2017, la pole position; la vettura non merita l’ottavo posto nel mondiale costruttori, e vanno immediatamente recuperati punti, anche considerando il rigetto del ricorso alla squalifica di Hockenheim confermato pochi giorni fa.


GIALLO-ROSA

Il curioso accostamento di questi due colori ci porta ad analizzare le prospettive per il weekend di Renault e Racing Point. Entrambe le scuderie hanno vissuto a Singapore un fine settimana al di sotto delle attese: una gara a tratti sfortunata, a tratti maldestra ha buttato al vento la buona velocità delle vetture transalpine; al contrario, gli aggiornamenti in casa Racing Point non hanno portato la vettura rosa alla testa del centro gruppo come sperato, con inoltre qualche problema di affidabilità e qualche errore dei piloti ad affossare definitivamente la situazione. Sochi può rappresentare allora un’ottima occasione di riscatto per ambo i team. Riuscire a rinnovare la sfida a McLaren, per Renault, potrebbe significare restare aggrappati al treno verso i top team; al contempo, per la scuderia ex Force-India qualche punto sarebbe oro nella lotta alla conquista del quinto posto, con la stessa Racing Point che non deve assolutamente perdere terreno rispetto a Toro Rosso, approfittando contemporaneamente dei tanti punti persi in casa Alfa Romeo.


TUTTE LE STRADE PORTANO A… FONDO GRUPPO

Haas e Williams non hanno abbandonato, purtroppo per loro, il ruolo di fanalini di coda neanche a Singapore. Le due scuderie continuano i loro percorsi diametralmente opposti, percorsi che hanno però una meta molto simile: il fondo dello schieramento. Se la situazione in casa Williams è ormai irrecuperabile, con la monoposto che ha migliorato solo timidamente ed il team in forte ristrutturazione, in Haas sembra davvero si stia vivendo qualcosa di mai visto in F1. Complice la mancanza di test, il team sfrutta ormai sistematicamente le gare per confronti tra una vettura aggiornata, quella di Magnussen, ed una in configurazione Melbourne (tranne per qualche dettaglio) affidata al confermato Grosjean. Si cerca ovviamente di capire perché la monoposto del francese non subisca distacchi abissali, soprattutto in qualifica, poiché in gara, inesorabilmente, le vetture nero-oro perdono posizioni. Trovare il bandolo della matassa è imprescindibile, per evitare di sprecare una buonissima base anche nel 2020.


LA FORMULA 2

Mancano due appuntamenti al termine del campionato di F2. Nyck De Vries, forte di un vantaggio di 59 punti, deve lasciare Sochi con 49 lunghezze in più rispetto al diretto inseguitore, Latifi, per chiudere il discorso in Russia e presentarsi ad Abu Dhabi da vincitore del campionato cadetto. Considerando lo stato di forma del pilota ART e la penuria di risultati dell’alfiere canadese di DAMS (comunque destinato al sedile di Kubica grazie all’appoggio del padre miliardario), l’impresa sembra tutt’altro che impossibile. A meno di clamorose sorprese, che in una categoria con due gare per ogni weekend potrebbero non mancare, anche grazie alla griglia invertita (per i soli primi 8 della corsa del sabato) di gara 2. Per quanto riguarda invece il successo di tappa, tre sono i possibili protagonisti del weekend di Sochi: Luca Ghiotto, chiamato a concretizzare il buon potenziale di cui dispone, come non sempre accaduto in stagione – per colpe spesso non sue-; Mick Schumacher, che ambisce a ripetere la vittoria di Budapest, dopo un weekend a Monza dove non ha capitalizzato la gran velocità dimostrata; infine Artem Markelov, che corre il GP di casa prendendo nel team Arden il posto che fu dello sfortunato Antoine Hubert.


LA FORMULA 3

La terza serie affronta in Russia l’ultimo round del suo calendario, prima di approdare in novembre a Macao per il classico Gran Prix, evento che rimarrà a sé stante come negli scorsi anni. Robert Shwartzman è ad un soffio dal conquistare il primo alloro del nuovo campionato internazionale di F3. Si presenta a Sochi con 33 punti di vantaggio, un bottino più che sufficiente per alimentare fondate speranze di chiudere la partita già nel corso della manche del sabato, alla fine della quale gli serviranno 17 lunghezze in più di Daruvala per laurearsi campione. Il pilota russo, che corre ovviamente in casa, ha condotto finora una stagione estremamente accorta, cogliendo sempre ottimi bottini anche quando non poteva ambire alla vittoria. Diventa difficile perciò per Daruvala, anche lui alfiere del team Prema, coltivare concrete speranze: l’unica risiede in un problema che costringa il compagno di squadra a trovarsi in fondo al gruppone di trenta vetture nella prima gara. Per la vittoria di tappa i favoriti, come sempre, sono i piloti della scuderia vicentina, mentre possono giocarsi le loro carte gli alfieri del team ART (Lundgaard su tutti se fosse in giornata), Vips, Pulcini ed il giovane giapponese Tsunoda, in crescita costante come dimostra la vittoria in gara 2 a Monza. Da segnalare l’esordio con la scuderia Campos di David Schumacher, figlio di Ralf.

39 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti