• Luca Ruocco

Giù la Visiera - I 10 Motivi per cui seguire il GP di Spagna


Terza gara di fila del secondo trittico di gare iridate 2020, il Gran Premio di Spagna avrà un compito difficilissimo: non far rimpiangere le due spettacolari corse di Silverstone. Compito proibitivo per un tracciato iper-conosciuto dalle scuderie e dal disegno non esattamente favorevole ai sorpassi. Ciò nonostante, sono numerosissimi i motivi per cui rimanere incollati al televisore, anche durante il weekend di Ferragosto. Giù la Visiera ne ha scelti dieci per voi!

DIECI TENERISSIMI PITBULL

Ossia i dieci Team Principal delle altrettante scuderie di Formula 1. I quali promettono unità d’intenti nel far ripartire le corse dopo il lockdown, sorridono e scherzano in griglia ma in realtà sono impegnati in una perenne (e per fortuna solo figurata) coltellata generale. Dove i bersagli sono chiarissimi ma vengono sempre colpiti per interposta persona (specificatamente il capo di una scuderia minore alleata). I motivi del contendere? I soliti: soldi e potere, il che accomuna la politica della Formula 1 a quella di tanti altri sport, oltre che all’originale. L’estate 2020 verrà ricordata per il caso Racing Point (con Toto Wolff pronto a troneggiare nei tribunali di mezza Europa: auguri!) e le discussioni, molto più silenziose ma terribilmente feroci, riguardo il rinnovo del Patto della Concordia. A Barcellona dovremmo conoscere i dettagli dei reclami riguardo la sentenza sulla monoposto rosa, presentati da Ferrari, Renault e Racing Point stessa (McLaren e Williams, motorizzate Mercedes, hanno scelto di defilarsi), oltre a qualche dettaglio in più in merito alla firma degli accordi commerciali. La Ferrari, unica scuderia ad aver mantenuto un bonus extra e il diritto di veto, ovviamente è pronta a firmare; Mercedes, no. Cosa accadrà nella puntata catalana?


IL FATTORE DESTABILIZZANTE

Il Gran Premio del 70° Anniversario ha avuto nelle gomme le vere protagoniste del fine settimana. Tra pressioni alzate e mescole più morbide del dovuto, la gara ha finito per regalare il primo pilota vincitore non-Mercedes della stagione, anche se al volante di una monoposto più lenta di un secondo in qualifica. Al Montmelò Pirelli porterà le mescole più dure della gamma (C1, C2 e C3) e le pressioni, seppur più alte del 2019, non hanno subito alcun incremento a favore di sicurezza rispetto ai piani originari. La pista è comunque tra le più critiche del calendario per le coperture e il caldo (previsto sole e 30°C) potrebbe creare diversi problemi; sulle W11 appariranno nuovamente le spaventose bolle dovute al blistering, capaci di mortificare una monoposto altrimenti dominante? Chi tra il centro gruppo saprà interpretare al meglio un elemento tanto importante nella Formula 1 moderna quanto i quattro tondi neri, unico collegamento tra il telaio e l’asfalto?


IL CIRCUITO

Sede dei test invernali da tempo immemore, la pista del Circuit de Catalunya popola gli incubi di ingegneri e piloti che ne conoscono ogni minimo particolare, il che rende relativamente agevole la ricerca degli assetti migliori. Sarà così anche in agosto, date le condizioni diametralmente opposte alla classifica data di inizio maggio del GP? Intanto, un piccolo riassunto per i più distratti. Il primo settore è velocissimo e comprende il rettifilo principale, la prima esse e la lunghissima curva a destra Renault, killer di colli e di pneumatici; il secondo settore è composto principalmente da curve a media velocità, come i due tornanti Repsol e Seat, il cambio di direzione delle svolte 7-8 e la meravigliosa e velocissima piega in salita Campsa; il famigerato terzo settore è lentissimo, tortuoso e tende ad amplificare enormemente i distacchi tra chi gode di un buon bilanciamento e chi, soffrendo, vi arriva con le gomme supplicanti pietà.


LA MINACCIA OLANDESE

Ipotizzando sedici appuntamenti per il mondiale 2020, la corsa in Spagna rappresenterebbe il primo Gran Premio del secondo terzo di campionato. Insomma, bisogna iniziare a fare sul serio, ed in rampa di lancio dopo domenica scorsa c’è un solo pilota: Max Verstappen. La vittoria di Silverstone è certamente figlia di circostanze particolari e difficilmente ripetibili, ma il Circuit de Catalunya è tra i più seri candidati a premiare i migliori nel gestire gli pneumatici. Ossia, ad oggi e con temperature elevate, le due monoposto Red Bull. La matematica non esclude Max: un altro trionfo aprirebbe davvero la sfida mondiale? Per crederci davvero servirebbe anche contenere il distacco in qualifica, dato che partire perennemente in seconda fila potrebbe complicare enormemente futuri piani iridati.


DOLCI PROBLEMI

Siamo seri: avere gli stessi problemi di James Allison sarebbe il sogno di qualunque direttore tecnico. Cinque pole su cinque, quattro vittorie schiaccianti e una sola sconfitta (alleviata in termini di punteggio dal secondo e il terzo posto di Hamilton e Bottas) compongono un bilancio oltre le più rosee aspettative; eppure, forti di una fame di vittorie insaziabile, gli ingegneri Mercedes sono alla ricerca spasmodica delle cause dei numerosi problemi di surriscaldamento patiti nel secondo appuntamento di Silverstone. Cambieranno pista e mescole, eppure il caldo potrebbe nuovamente mandare in ‘crisi’ le W11. Il che servirebbe su un piatto d’argento la vittoria al più pericoloso degli avversari. Torneremo a doverci accontentare della sfida tra Bottas e Hamilton o Barcellona terrà viva l’illusione di un mondiale 2020 clamorosamente in bilico?


AGGIORNAMENTI FERRARI

L’appuntamento sulla pista situata nella periferia di Montmelò (a sua volta sobborgo della capitale catalana) rappresenta una possibilità unica per le scuderie: introdurre aggiornamenti potendo ottenere riscontri indipendenti dal tracciato stesso, data l’enorme mole di dati a disposizione dopo i test invernali. Certo, cambiano le condizioni ambientali, ma i parametri da tenere in considerazione sono sicuramente minori rispetto a qualunque altro circuito. La Ferrari, però, non introdurrà aggiornamenti significativi. Si è infatti deciso di posticipare il pacchetto che dovrebbe rivoluzionare letteralmente la SF1000, rendendola più aderente al concetto di basso rake proprio delle Mercedes delle ultime stagioni. Le novità arriverebbero quindi tra il Mugello e Sochi (Monza e Spa richiedono pacchetti specifici) e non è detto che coinvolgano anche la meccanica, i cui gettoni di sviluppo potrebbero venir spesi solo per la SF1000 del 2021 dotata della nuova Power Unit.


IL CASO VETTEL

Le analisi svolte a Maranello hanno individuato una piccola crepa, dovuta al passaggio violento su un cordolo, nel telaio della SF1000 numero 5. La microscopica rottura non dovrebbe aver determinato problemi nelle prestazioni, ma verrà comunque introdotto un nuovo telaio per Sebastian. La decisione della dirigenza tecnica Rossa, pressoché obbligata viste le vicende dei due fine settimana di Silverstone, toglierà qualche fantasma dalla testa di Seb, aiutandolo assieme alla configurazione ad alto carico a ritrovare confidenza nella vettura? Nonostante il rapporto ai minimi storici, un Vettel in forma è imprescindibile per entrambe le parti. Oltre che per placare polemiche ormai al limite dello stucchevole.


TEDESCO O MESSICANO?

Chi correrà, Hülkenberg o Perez? Il sedile è ancora del messicano, il cui contratto non ha ovviamente subito alcun cambiamento; al contempo non è assolutamente detto che pochi giorni abbiano reso negativo il tampone di Perez, nonostante le indiscrezioni provenienti da Racing Point che indicano in diminuzione la carica virale presente nel corpo di Sergio. Nel caso riuscisse a correre, risentirà dello stop? Non fosse così, Nico Hülkenberg (già in partenza per Barcellona in modo tale da risultare pronto ad ogni evenienza) riuscirà anche al Montemelò a surclassare Lance Stroll? Cambiare pista è una sfida per entrambi, anche se a perderci più di chiunque altro potrebbe essere proprio il canadese…


LA CRESCITA RENAULT

Nonostante abbia raccolto meno di quanto sperato, viste le prestazioni delle RS20, la Renault a Silverstone ha confermato di trovarsi su una traiettoria in ascesa. Il quarto posto di Ricciardo nel primo appuntamento ha eguagliato il miglior risultato di sempre per la scuderia transalpina (dal ritorno in forma ufficiale nel 2016), mentre l’aver scavalcato in termini cronometrici la McLaren ha sorpreso anche il più ottimista degli ingegneri di Enstone. Il circuito catalano confermerà i progressi? La RS20 permetterà a Ricciardo e Ocon di lottare per conquistare punti importanti, rendendo la sfida tra i due – sinora silenziosa – sempre più piccante, tanto in qualifica quanto in gara?


IL LIMBO ALPHA TAURI

In che zona della classifica correranno Gasly e Kvyat a Barcellona? Gareggeranno ancora forti di una AT01 capace d’infastidire Ferrari, Renault e McLaren o torneranno ad occupare la terra di nessuno tra il centro gruppo e le scuderie di seconda fascia (Alfa, Haas e Williams)? Le vetture bianco-blu hanno sicuramente mostrato enormi progressi a Silverstone, tanto in qualifica quanto in gara, ma è innegabile che per un motivo o per l’altro i piloti abbiano raccolto meno di quanto possibile. La pista catalana rappresenta uno dei banchi di prova più significativi della stagione: le monoposto costruite a Faenza supereranno l’esame? Gasly e Kvyat sapranno esaltare la propria vettura ottenendo prestazioni tanto convincenti da convincere Marko a considerarli per un clamoroso ritorno in Red Bull nel 2021?

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