• Luca Ruocco

Giù la Visiera - Il ritorno di Imola


Imola. Cinque lettere racchiuse in tre sillabe capaci di evocare in un solo, dolcissimo suono emozioni che corrono a ventimila giri al minuto. Sulle rive del Santerno la passione si mischia a curve da piloti veri, la malinconia ad episodi centrali nella storia della Formula Uno. Scoprite, assieme a Giù la Visiera, i dieci motivi per cui seguire la prima edizione del Gran Premio dell’Emilia-Romagna. Ammesso che, ripetendo il nome della cittadina romagnola ad occhi chiusi, non siate già romanticamente convinti.


LA PASSIONE

Può mai bastare la passione per seguire un Gran Premio di Formula Uno, per accendere la televisione – unica opzione in questo tempo crudele – sapendo in anticipo, con tutta probabilità, il vincitore della corsa? Nel caso di Imola sì. Senza dubbi. Perché se Monza regala brividi d’eccitazione, Imola accarezza l’animo del malato di motori. Il delirio Rosso della Brianza si addolcisce tra le colline dell’Autodromo dedicato a Dino ed Enzo, dando vita alla magica festa collettiva della Tosa. Da Lauda, primo vincitore nella corsa fuori calendario del 1979, fino a Schumacher, ultimo a trionfare nel 2006, la corsa romagnola ha sempre scritto pagine irripetibili della massima serie. Da Hakkinen che sbatte nel 1999 ai fratelli Schumacher in prima fila nel 2003, poche ore dopo la morte della madre; dal litigio Villeneuve-Pironi nel 1982 al trionfo di Tambay un anno dopo, mentre tutti, nessuno escluso, ancora piangevano Gilles. L’urlo di Monza nasce da un cuore debordante di passione, intima espressione della terra dei motori, senza la quale gran parte del Mito delle automobili da corsa italiane non esisterebbe. Semplicemente, Imola.


LA MALINCONIA

Senza mai dimenticare Roland Ratzenberger, simbolo della passione appena citata, non si può parlare di Imola e non citare Ayrton. Imola è Senna. Ovviamente per il maledetto pomeriggio del 1° maggio 1994, ma non solo. La carriera del Mago fu profondamente legata al tracciato romagnolo, ben prima dell’incidente. Ayrton visse, per colpe non sue, lo smacco della mancata qualificazione nel 1984 a bordo della Toleman; da quel giorno nessuno lo batté più ad Imola. Per sette anni di fila conquistò la Pole Position, vincendo tre volte il Gran Premio di San Marino e concludendo sempre a podio, a meno di qualche ritiro. Ayrton interpretava il tracciato come nessun altro, neanche Schumacher, seppe fare dopo di lui. In questi giorni le frasi più belle del paulista accarezzano la città a mo’ di luminarie, un meraviglioso tocco che purtroppo pochi potranno godere: quando si potrà, non perdete l’occasione di visitare il circuito passeggiando fino alla statua che lo ricorda. C’è silenzio, si sentono spesso cantare gli uccellini, e Ayrton sembra comparire di fianco a voi. Sorridente, tanto da rallegrare l’inevitabile malinconia.


IL TRACCIATO

Imola meriterebbe di rimanere incollati allo schermo solamente per il meraviglioso disegno della pista. Non a caso Enzo Ferrari la definì il piccolo Nürburgring. La pista è cambiata rispetto al 2006, dato che ora è assente la Variante Bassa che precedeva il traguardo, ma la sfida rimarrà di altissimo livello. Le monoposto dovrebbero affrontare a medio carico aerodinamico lo stupendo susseguirsi di curve, che un certo Michael Schumacher vi aiuterà a ricordare qui sotto. Sempre tenendo a mente l’eliminazione della Variante Bassa, vi diamo una mano anche noi: dalla Variante del Tamburello si procede fino alla Variante Villeneuve, per poi frenare forte al tornantino della Tosa. Su in salita alla Piratella, picchiata alle Acque Minerali e di nuovo si sale verso la Variante Alta. Breve allungo verso le due Rivazza, rettifilo finale. Sul tracciato dovrebbe splendere il sole, con temperature prossime ai 18°C, e il parco intorno al quale sorge la pista potrebbe regalare una peculiare criticità per i radiatori delle monoposto: il foliage.


IL SALOTTO DI CASA FERRARI

Se il Gran Premio d’Italia a Monza viene universalmente riconosciuto come la gara di casa per la Rossa, Imola rappresenta il salotto del Cavallino Rampante. Figurarsi quando la corsa è dedicata alla regione di Maranello, l’Emilia, terra adorata da Enzo che l’abbandonava solo per brevissimi periodi. Immergendoci nel presente, la SF1000 avrà nel tracciato sulle rive del Santerno un banco di prova decisamente severo per valutare la reale bontà dei recenti progressi. Dal 1995 in poi, con l’introduzione delle Varianti del Tamburello e Villeneuve, il tracciato ha aumentato il carico aerodinamico richiesto, fino a valori leggermente superiori a quelli di Suzuka. La potenza del motore è diventata così ancora più importante (non a caso Ralf Schumacher volava con la Williams-BMW) sugli allunghi in salita, e l’eliminazione della Variante Bassa rafforzerà il concetto. È quindi probabile che la SF1000 venga scaricata più del dovuto per recuperare i cavalli mancanti nel 2020. Le novità dovranno così garantire la maggiore stabilità possibile per non perdere tempo nelle curve e far sì che la monoposto non si muova troppo in frenata, fenomeno accentuato dalle staccate in discesa delle Acque Minerali e della Rivazza. La vettura prevedibilmente nervosa dovrebbe sulla carta esaltare ulteriormente Leclerc, rendendo complesso un ritorno alla forma perduta per Vettel.


AUTOCTONI

Faenza è ancora più vicina ad Imola di quanto lo sia Maranello, il che dovrebbe rendere i ragazzi dell’Alpha Tauri i veri padroni di casa in Romagna. In fondo il padre della scuderia, Giancarlo Minardi, proprio all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari festeggia ogni anno il mondo delle corse con i suoi Minardi Days. Lo shakedown effettuato a fine giugno da Gasly e Kvyat sulla AT01 dovrebbe aiutare i due piloti Alpha Tauri a prendere velocemente le misure al tracciato, il che potrebbe rivelarsi un gran vantaggio viste le tempistiche del fine settimana. Dal punto di vista della competitività, nulla vieta che il francese (confermato per il 2021) ripeta il recente exploit di Portimao, dove si è classificato 5°. Chiedere di più sarebbe troppo. O no?


IL BISCIONE AD IMOLA

Se da un lato l’Alfa Romeo 2020 è molto lontana dall’essere totalmente italiana, visto che rimane una Sauber a tutti gli effetti, dall’altro il terzo Gran Premio nel Belpaese di questa stagione vedrà comunque al via due monoposto identificate dal Biscione sforzesco. La Casa del Portello, che rimarrà in Formula Uno almeno sino al 2021, ha scritto grandi pagine della sua storia sportiva sul Santerno, soprattutto nel Mondiale Marche. Riusciranno Raikkonen e Giovinazzi ad arrivare a punti domenica, seguendo il percorso di crescita che ha contraddistinto le ultime corse delle C39, impreziosite dai meravigliosi giri iniziali di Kimi in Portogallo?


LA FESTA IN CASA DEL NEMICO

Non dovesse perdere punti nei confronti della Red Bull (eventualità decisamente probabile), la Mercedes potrebbe festeggiare il settimo titolo costruttori consecutivo – ennesimo record assoluto – proprio ad Imola. Un vero smacco alla Ferrari, rivale di sempre nonostante la scarsa forma mostrata nella stagione in corso. Il tracciato romagnolo non dovrebbe assolutamente mettere in difficoltà le W11, il che rende favoriti d’obbligo Bottas e Hamilton per il primo gradino del podio. Per un solo punto, invece, rimane impossibile per Hamilton conquistare il titolo piloti; neanche in caso di en-plein (vittoria e giro più veloce) dell’inglese e contemporaneo ritiro di Bottas, infatti, il distacco in classifica diventerebbe sufficientemente ampio. Sarà snervante attendere Istanbul, vero Lewis?


SEMPRE PIU VICINE

Prima di Portimao lodavamo l’alto indice di spettacolo garantito dalla lotta per il terzo posto nel mondiale costruttori: tre squadre racchiuse in sei punti, nulla considerando due vetture per squadra capaci di conquistare punti iridati. Incredibilmente la situazione è rimasta la stessa, se non per i due punti rosicchiati dalla McLaren alla Racing Point, terza, mentre la Renault chiude il gruppetto a distacco invariato. Ad Imola, considerando l’importanza del propulsore, la Racing Point parte favorita, anche se le giallone hanno dimostrato di sapersi esaltare nei tracciati veloci…


IL NUOVO FORMATO

Un’ora e mezza di prove libere al sabato mattina, qualifiche al pomeriggio e poi gara. Ad Imola si sperimenta il formato del futuro, l’unico oggettivamente selezionabile (magari con qualche aggiustamento) se davvero si andrà verso le 25 corse stagionali in futuro. Piace? Non piace? Aiuterà testarlo – anche se la tempesta del Nürburgring ha rovinato la sorpresa -, spariglierà qualche carta visto il poco tempo per testare l’assetto, ma un aspetto è già critico prima ancora del fine settimana. Eliminare la giornata meno costosa per i tifosi non sembra una mossa geniale nell’avvicinare le persone a seguire lo sport dal vivo… sbagliamo?


IL PUNTO SUL MERCATO

In attesa che Imola regali qualche notizia in più, tentiamo di apporre qualche paletto nel caos del mercato dopo una settimana di sviluppi. Gasly rimarrà in Alpha Tauri, come già detto, probabilmente affiancato da Tsunoda o, non dovesse convincere il giapponese, Albon; il sedile del thailandese in Red Bull appare destinato a Perez, che non dovrebbe più creare cataclismi in Williams, dove Russell potrà crescere un’altra stagione. Per quanto riguarda i motorizzati Ferrari, l’Alfa Romeo dovrebbe confermare la coppia attuale (Raikkonen e Giovinazzi), mentre in Haas dovrebbero accasarsi Mazepin e Schumacher. Pronti a una sconfessione totale dal paddock?


Bentornata Imola!

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