• Luca Ruocco

Giù la Visiera - La Guida alla F2 2020


La serie cadetta, principale porta d’accesso al mondiale di Formula 1. Ultimo scalino di un percorso durato spesso una decina d’anni, sul quale sono stati investiti soldi, tempo e sogni. Chi seguire tra i piloti che parteciperanno alla stagione 2020 di Formula 2? Quale scuderia parte con i favori del pronostico? Come si svolge un fine settimana di corsa? Trovate tutte le risposte nel decalogo di Giù la Visiera dedicato alla Formula 2 2020!


FORMATO DI GARA E CALENDARIO

In maniera speculare alla F3 (trovate qui l’introduzione alla stagione della terza serie), i piloti della categoria cadetta affrontano ad ogni evento una sessione di prove libere, una di qualifiche e due gare. Il venerdì intorno all’una di pomeriggio, subito dopo le prime libere di F1, vengono disputati i 45 minuti di prova. Seguono le qualifiche intorno alle 17, durante le quali non esistono turni eliminatori. La prima corsa, denominata Feature Race, scatta il sabato alle 16.45 (orari europei): la distanza di gara è di 170 km ed è obbligatorio almeno un pit-stop con cambio di mescola. La Sprint Race, disputata alle 11.10 della domenica mattina, ha durata ridotta e nessun obbligo di sosta. La prima corsa assegna punti specularmente alla F1 (25, 18 e così via ai primi 10), mentre la seconda solo ai primi otto classificati in quantità minore (15,12…). La corsa della domenica vede lo schieramento di partenza stilato in base ai risultati del sabato tranne per i primi otto, che scattano a posizioni invertite. Vengono assegnati punti sia per la pole position che per i giri veloci in gara. Ogni pilota riceve per il singolo evento (tutte le sessioni comprese) cinque set di gomme d’asciutto (tre della mescola più dura, due di quella più soffice) e tre set da bagnato.

Al momento della scrittura di questo articolo il calendario 2020 della F2 segue quello della categoria regina, con otto appuntamenti a partire da Spielberg terminando a Monza. Considerando che prima della pandemia erano previsti 12 appuntamenti, è ragionevole prevedere un evento al Mugello seguito dalle tre corse finali in Medio Oriente (due in Bahrain, una ad Abu Dhabi). L’intera stagione in Italia viene trasmessa in esclusiva da SKY SPORT F1.


LA VETTURA

Telaio Dallara, 755 kg di peso, motore Mecachrome sei cilindri 3.4 litri capace di sprigionare 620 cavalli a 8750 giri al minuto grazie al singolo turbo. Un'aerodinamica spinta, ma non modificabile, permette alle monoposto della serie cadetta di risultare tra i monomarca più veloci al mondo, al pari di Indycar e Superformula. L’utilizzo di gomme Pirelli molto vicine al prodotto F1 rende la vettura – priva di servosterzo e quindi fisicamente sfidante – iper-formativa. Nel 2020 (e nel 2021 visti i cambi di programma) la F2 precederà la massima serie nell’utilizzo dei cerchi da 18’’ (previsti dal regolamento F1 2022), il che ha richiesto adattamenti alle sospensioni e al contempo diminuito il vantaggio competitivo dei piloti più esperti. Per avere un riferimento sul giro secco, a Barcellona il distacco nei confronti di una F1 è di circa 12 secondi al giro.


IL RICAMBIO CICLICO

I posti in Formula 1 sono solo venti e, si sa, cambiano ciclicamente. Viviamo annate spettacolari dal punto di vista del mercato, ma con scambi di sedile esclusivamente interni al Circus, altre durante le quali i piloti rimangono sostanzialmente gli stessi, altre ancora in cui entrano prepotentemente tre, quattro esordienti in un colpo solo. Di tutto ciò risente pesantemente la F2, in quanto principale serbatoio della massima serie. Questa stagione il solo Latifi – grazie ai fondi di famiglia più che alle prestazioni, mai eccezionali – sostituirà Kubica in Williams, mentre nel 2019 Russell, Norris e Albon (primi tre classificati in F2 nel 2018) esordirono contemporaneamente. Nel 2013 il campione Valsecchi rimase escluso, nel 2020 toccherà la stessa sorte a De Vries: considerando che il detentore del titolo non può iscriversi nuovamente al campionato, è semplice comprendere quanto sia sottile il filo sopra il quale camminano i piloti della serie cadetta. Che destino riserverà loro il 2020? Quanti sedili saranno disponibili in Formula 1 per i più sorprendenti, pur sapendo che potrebbe non bastare una stagione dominata?



PREMA, IN CERCA DI RISCATTO

Dominante in qualunque altro campionato disputi, la Prema in Formula 2 fatica dall’introduzione della nuova vettura turbo. Rimane la testa di ponte della Ferrari Driver Academy, tanto che schiererà ancora Mick Schumacher al quale verrà affiancato Robert Shwartzman, campione in carica F3. I due, già compagni di squadra nella F3 europea 2018 dominata da Schumi Jr, potrebbero disporre di una vettura dalla rinnovata competitività, dato che i 18’’ potrebbero aver cambiato le carte in tavola favorendo gli ingegneri vicentini. Schumacher, sempre lento in carriera nell’adattarsi a una nuova vettura, vivrà la stagione della verità: al di là dell’ombra di papà Michael, pesantissima e troppo spesso presente, Mick dovrà mostrare la stessa crescita del 2018. Serve vincere corse al sabato (quelle più importanti) e lottare per il campionato, dato che il cognome aiuterà tantissimo a trovare un posto in F1 ma non è garanzia di successo. Nel 2019 Mick è stato spesso molto sfortunato, in Austria però visse probabilmente il fine settimana più competitivo della stagione: confermarlo rappresenterebbe un perfetto inizio di campionato. Shwartzman permettendo. Il russo è velocissimo e molto affamato, visto che un solo pilota lo precede nelle gerarchie FDA: proprio Mick Schumacher.


DAMS, DUBBI DA CAMPIONI

Il team Dams, campione nel 2019 (anno della scomparsa dello storico fondatore Jean-Paul Driot), si presenta ai blocchi di partenza con due nuovi piloti. Il primo è Sean Galael, indonesiano supportato dagli ingenti fondi paterni (il genitore, proprietario tra le altre aziende della KFC, fu mecenate anche di Antonio Giovinazzi) e ormai decisamente esperto in F2, anche se dignitosamente plafonato a centro gruppo. Suo compagno di squadra sarà invece Dan Ticktum. Il cavallo pazzo inglese, cacciato dal vivaio Red Bull nonostante ne fosse la promessa principale, fa ora parte dell’accademia Williams. È indiscutibilmente tra i più talentuosi del gruppo, ma la testa calda ne ha ripetutamente affossato la carriera, come quando scontò un anno di squalifica per un fattaccio accaduto in Formula MSA inglese. Che in Formula 2 riesca finalmente a sfruttare tutto il proprio potenziale?


UNI-VIRTUOSI, I MAGHI DEL SET-UP

Sin dai tempi in cui la scuderia correva sotto le insegne Russian Time, le vetture oggi giallo-nere sembrano dotate di un’incredibile predisposizione a consumare meno degli avversari i propri pneumatici. Il tutto, visto il regime monomarca, grazie al magistrale lavoro di set-up degli ingegneri e dei piloti esperti (Markelov, Ghiotto) che hanno corso per la squadra inglese. Nel 2020 disputerà in UNI la sua seconda stagione il cinese Guanyu Zhou. Stella della Renault Driver Academy, è tra i favoriti alla conquista del titolo dopo un 2019 notevole, nel quale ha mostrato grande adattamento alle gomme Pirelli. Dovesse guadagnare i punti necessari alla superlicenza (basta un 5° posto in classifica piloti), potrebbe addirittura puntare al secondo sedile Renault in F1, essendo il migliore in accademia oltre che un ottimo profilo dal punto di vista commerciale. Lo affiancherà Callum Illot, inglese della FDA che vive in Italia, in Formula 2 anche lui dal 2019. Dopo due stagioni complesse (nel 2018 in F3 non lottò mai seriamente con Antoine Hubert a parità di macchina), il 2020 ha il sapore dell’ultima chiamata. Data la qualità della scuderia, potrebbe essere la sorpresa della stagione.


ART, UNA GARANZIA

Il team ART è una garanzia della seconda serie. L’anno scorso accompagnò De Vries alla conquista del campionato, quest’anno schiererà Marcus Armostrong e Christian Lundgaard. Il primo, neozelandese e componente della Ferrari Driver Academy, punta al riscatto nei confronti di Shwartzman, essendo vicecampione F3 2019. Il potenziale sembra di prima qualità, ma un’ulteriore sconfitta nel confronto comincerebbe a pesare eccessivamente nella rincorsa ad un sedile di F1. Il danese Lundgaard era invece, sempre in ART, uno dei grandi favoriti sempre in F3 nel 2019: forte dell’appoggio Renault, è comunque riuscito ad avanzare fino alla F2 nonostante una stagione più difficile del previsto. Solo prestazioni eccezionali lo proietterebbero al fianco di Ocon nel 2021.


LA SPERANZA HONDA

Il team Carlin nel 2020 dipingerà le vetture con i colori Red Bull, dato che a guidarle saranno due piloti del vivaio austriaco: Jehan Daruvala e Yuki Tsunoda. Entrambi provengono dalla F3. Jehan, indiano, è stato il meno veloce dei piloti Prema nel 2019, anche se soprattutto nella prima parte di stagione ha mostrato ottimi sprazzi velocistici. Yuki è invece tra i più promettenti piloti nipponici del momento: servirebbe un miracolo per ottenere i punti necessari alla superlicenza, ma una buona stagione sarebbe comunque un ottimo trampolino di lancio per il futuro. Honda vuole un proprio pilota in F1, e lui ha tutte le carte in regola per diventare il candidato numero uno.


GLI ESPERTI

Fino alla passata stagione, i veri candidati al titolo in F2 erano i piloti più esperti. Sopperire al loro vantaggio nella conoscenza degli pneumatici Pirelli era una missione quasi impossibile, riuscita solo a grandissime promesse quali Leclerc e Russell. Questa stagione i cerchi da 18’’ potrebbero resettare le gerarchie; al contempo, però, le vetture Dallara non sono poi cambiate così tanto. Ed il bagaglio d’esperienza dei vari Aitken (terzo pilota Williams), Matsushita, Markelov, Deletraz e Ghiotto non sarà di certo scomparso nonostante la lunghissima pausa. Le gare in veloce sequenza potrebbero rappresentare un ulteriore vantaggio per i più esperti: che sia l’anno di uno di loro?


LA PATTUGLIA TRICOLORE

In F2, come in F3, le squadre italiane sono due: Prema e Trident (il team milanese schiererà l’israeliano Nissany e il giapponese Sato). L’unico pilota italiano è Luca Ghiotto, sfortunatissimo nella scorsa stagione nonostante l’enorme competitività. Affiancherà Mazepin in seno alla Hitech GP, e se prima della pandemia era previsto dovesse saltare qualche gara privilegiando l’impegno GT con Aston Martin, non è detto che il cambio di calendari finisca per sfavorirlo ancora. Potrebbe essere la volta buona per agguantare finalmente il titolo cadetto. In F2 la Ferrari Driver Academy schiererà ben cinque piloti, quasi tutti citati precedentemente: Schumacher, Shwartzman, Armostrong, Illot e Giuliano Alesi (HWA Racelab).


In questa pagina del sito ufficiale FIA Formula 2 trovate le livree di tutte le scuderie.

348 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti