• Luca Ruocco

Riscoppierà la Coppia Scoppiata?


Pat Lauzon / Shutterstock.com

In pochi hanno davvero idea di cosa aspettarsi dal 2020 della Scuderia Ferrari. La SF1000 è un vero rebus: descritta come quasi senza speranze, doveva rappresentare una vettura ponte verso la rivoluzione regolamentare 2021. Il vero obiettivo Rosso. Finirà invece per correre due stagioni, e rimangono alte le possibilità che, almeno agli albori di questo sfuggente campionato, si ritrovi in un limbo prestazionale. Non troppo lontana da Mercedes e Red Bull, ancora irraggiungibile per le monoposto di centro gruppo. In questo caso, Vettel e Leclerc avranno un solo avversario: il proprio compagno di squadra. La convivenza durerà ancora una decina abbondante di gare, ma la coppia avrà tempo di scoppiare… nuovamente?


Le ultime voci riportate dai giornalisti specializzati parlano di un cauto ottimismo legato agli sviluppi in cantiere per il debutto della SF1000 in Austria. C’è chi riporta il clima della Scuderia (il sempre ottimamente informato Turrini), chi suggerisce il tentativo di risolvere problemi di bloccaggio aerodinamico connessi alla configurazione dei vari impianti di raffreddamento (FUNO Analisi Tecnica), mentre più fonti insistono su operazioni di irrobustimento della scatola di trasmissione, eventualità scartata oltremanica. Indipendentemente dalla natura e dall’efficacia degli aggiornamenti previsti, solo la pista di Spielberg darà una prima, indiscutibile indicazione sui rapporti di forza tra le vetture 2020. Allo stesso tempo, però, attenendosi esclusivamente al pessimismo distribuito urbi et orbi da Binotto negli ultimi mesi, rimane altamente probabile che la SF1000 austriaca sia una monoposto da terza fila. Magari più vicina al vertice, magari capace di approfittare degli errori altrui, ma pur sempre indietro. Almeno per le prime gare.


In una situazione del genere, Sebastian Vettel e Charles Leclerc si ritroverebbero a correre uno contro l’altro, praticamente senza avversari. Se i Verstappen o gli Hamilton di turno dovessero rivelarsi troppo veloci, i due Cavallini inseguirebbero un unico riferimento: il proprio compagno di squadra. Immersi, rispetto alla scorsa stagione, in un clima completamente differente, al di là delle disposizioni anti-contagio: l’addio già annunciato del tedesco.


Per quanto sofferta e malinconica, la storia d’amore tra Vettel e la Ferrari merita un finale degno delle emozioni vissute in cinque lunghissimi anni. Senza se e senza ma, nonostante i momenti negativi – figli di colpe reciproche – abbiano superato quelli positivi. Eppure sembra difficile ciò possa avvenire. La coppia Vettel-Leclerc ha dimostrato totale incompatibilità nel 2019, e se nello scorso campionato l’incessante guerra sotterranea aveva come obiettivo la supremazia in squadra, il 2020 non è di certo scevro di motivazioni per i due. Leclerc correrà per la prima volta con la responsabilità della Scuderia sulle spalle, una situazione non banale da gestire. Eventualità, tra l’altro, magari non del tutto aderente al reale, visto che in squadra dubitiamo ci sia qualcuno disposto a trattare Sebastian direttamente da seconda guida. Altrimenti Binotto avrebbe mosso mari e monti per non perdere il bagaglio d’esperienza del teutonico in vista del 2022. È inevitabile al contempo che la percezione esterna condizioni Charles, il quale non vive in una bolla. Sa di essere il futuro della squadra, sa che le vicende di mercato lo hanno incoronato de facto e sa di venir descritto come indiscussa prima guida tanto in Italia quanto all’estero. Leclerc vorrà fugare ogni residua traccia di dubbio in merito, interiore o esterna che sia. Il miglior modo per farlo, detto in maniera volgare, è surclassare Sebastian. Operazione difficilissima, quasi impossibile, tanto che portarla a termine traghetterebbe Charles in nuova dimensione. Mai raggiunta nel 2019, vista la complessiva superiorità di Vettel in gara.


È quasi banale, al contrario, immaginare le motivazioni di Sebastian. Le dinamiche del clamoroso divorzio (in termini di tempo) rimangono celate ai più. Considerando l’eleganza che contraddistingue Vettel, molto probabilmente non emergeranno neanche in futuro, mentre a Maranello dubitiamo muoiano dalla voglia di spiegare per filo e per segno l’accaduto. Di certo però il tedesco farà di tutto per far rimpiangere la separazione: serve tanto al pilota, con uno sguardo al futuro, quanto alla persona. Inoltre, svanirà il peso del ruolo di prima guida Ferrari: per quanto alla ricerca di un sedile alternativo, la mente di Sebastian sarà sicuramente più libera. Il che potrebbe aiutare a limitare, se non eliminare del tutto, gli antipatici errori in corsa delle stagioni 2018 e 2019.


Più volte Vettel e Leclerc hanno ribadito la serenità del loro rapporto fuori pista, condizione che si spera possa continuare ben oltre il 2020. Le criticità, infatti, sono puntualmente emerse a visiera abbassata. Martedì scorso i due conversavano amabilmente al Mugello, dalle mascherine spuntavano sorrisi. Esattamente come accadde a Suzuka due settimane dopo i fatti di Sochi (Vettel non restituì come pattuito la posizione a Leclerc dopo aver beneficiato della scia in partenza). Bastò quella riconciliazione? Assolutamente no, tanto che un mese dopo ad Interlagos i due arrivarono direttamente ad escludersi a vicenda. Il tutto sempre e solo in pista, perché evidentemente Sebastian e Charles sono abbastanza intelligenti da aver compreso come mantenere dentro alla monoposto screzi che appartengono prevalentemente a quella sfera. Non ci riuscirono Senna e Prost o Piquet e Mansell prima di loro.


In Formula 1 però conta la pista. Il pilota Leclerc non si fiderà mai del pilota Vettel dopo Sochi. Allo stesso modo, il campione Sebastian non aiuterà mai più il giovane Charles come a Spa se la moneta di scambio sono comportamenti come quelli delle qualifiche monzesi. Galantuomo come pochi fuori e a volte dentro il tracciato, Sebastian a visiera abbassata non guarda in faccia nessuno. È un quattro volte campione del mondo. Distrusse psicologicamente Webber in Malesia nel 2013 per vendicarsi di un torto subito sei mesi prima, a Hockenheim nel 2018 non esitò un millisecondo a chiedere che Raikkonen, suo grande amico, lo lasciasse immediatamente passare. Anche se ciò avrebbe definitivamente affossato la corsa di Kimi, in cambio di qualche secondo di vantaggio per la sua.


I momenti critici tra Vettel e Leclerc, nel 2020, arriveranno senza ombra di dubbio. Battaglie ruota a ruota, priorità strategiche o scie in qualifica: di causa scatenanti sarà pieno il campionato. Se miracolosamente uno dei due – e non è scontato sia Leclerc – o la Scuderia dovesse giocarsi il mondiale, diversi potrebbero rimpiangere di non aver già un primo pilota dominante.


Basterà pochissimo perché la coppia scoppiata esploda nuovamente.

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