• Luca Ruocco

Giù La Visiera - Guida al GP di Abu Dhabi 2022


Tra un campionissimo ai saluti e il Cavallino Rampante in subbuglio, il Gran Premio di Abu Dhabi promette scintille soprattutto fuori pista e sin dal giovedì. Ciò nonostante, la corsa negli Emirati Arabi sancirà una serie di verdetti di classifica alquanto interessanti. Pronti a scoprire l’anteprima del weekend assieme a Giù la Visiera?


Per chi fosse nuovo, o per chi volesse rinfrescare la memoria, ricordiamo lo schema che vi aspetta: la pista introduce ai segreti del tracciato; il programma ricorda quando si corre – e quale categoria corre – durante il weekend; su di giri racconta chi arriva favorito; insabbiati, invece, chi deve riscattarsi dopo una corsa o un momento difficile; in scia si concentra sui pretendenti, stiano essi puntando ad un podio, una vittoria o qualche punto; a ruote fumanti illumina il duello da seguire e, infine, i sussurri del paddock la controversia da tenere d’occhio nel ‘pacato’ mondo dei GP. Buona lettura!


LA PISTA

Lo stato di psicosi collettiva che permeò il finale thrilling della scorsa stagione, durante il quale Hamilton e Verstappen avrebbero potuto correre nel parcheggio di un ipermercato e nulla sarebbe cambiato, finì per distogliere l’attenzione dalle modifiche operate al tracciato di Yas Marina. E ci mancherebbe, aggiungerete voi. Eppure, il tentativo di rendere meno noioso e frustrante uno dei peggiori impianti della storia del motorismo moderno ebbe tutto sommato successo, e l’edizione 2022 – complici le vetture ad effetto suolo – dovrebbe enfatizzare la bontà dei cambiamenti regalando diversi duelli ravvicinati.

La pista, che rimane caratterizzata da un asfalto liscio come un biliardo, vede i piloti affrontare tre porzioni ben distinte. Il primo settore è ormai composto solamente dalla prima curva, una secca piega sinistrorsa pochi metri dopo il traguardo, e una ‘esse’ in leggera salita a metà della quale sfocia la corsia box sotterranea. Il secondo settore alterna invece ad un tornante e una chicane due lunghissimi rettifili, entrambi dotati di lunghe zone DRS. Infine, la lunga parabolica che sostituì l’aberrante tripla chicane immette i piloti nella zona più tormentata del tracciato, con la serie di curve a novanta gradi solo parzialmente addolcita durante la ristrutturazione.

Complici le recenti modifiche, il circuito di Abu Dhabi è diventato più veloce e meno esigente dal punto di vista del carico aerodinamico; inoltre, l’assenza di cordoli da aggredire il più ferocemente possibile permette ai tecnici di indurire l’assetto sospensivo, guadagnando in stabilità nelle curve in appoggio. Tuttavia, l’asfalto liscio e le numerose zone di trazione continueranno a premiare le vetture più equilibrate e gentili nella gestione del retrotreno. La potenza del motore, complici i due lunghi rettifili di ritorno, mantiene un impatto significativo sulla competitività dei vari pacchetti.


IL PROGRAMMA

L’ultimo Gran Premio della stagione vedrà in pista il ritorno della Formula 2 per l’appuntamento finale della stagione cadetta e la presenza della F4 UAE, un campionato solitamente denso di talenti visto che si svolge durante l’inverno europeo.

Le sessioni di Formula 1 e Formula 2 saranno trasmesse in diretta integrale ed esclusiva da SKY SPORT F1, mentre TV8 trasmetterà in chiaro e in differita le qualifiche (alle 18.30 di sabato) e la gara (alle 18.00 di domenica).



SU DI GIRI

La doppietta di Interlagos non ha solamente sollevato gli uomini Mercedes dall’imbarazzo della prima stagione senza vittorie dopo un decennio di trionfi. Al contrario, ha rappresentato un’iniezione di fiducia potentissima. Non tanto nel concetto della W13 – che probabilmente subirà comunque importanti modifiche nel 2023 -, quanto nella bontà dei propri strumenti progettuali, nella gestione in pista del pacchetto e nella competitività dei piloti. Proprio Russell e Hamilton saranno chiamati a ripetersi ad Abu Dhabi per sferrare l’assalto definitivo al secondo posto tra i Costruttori, momentaneamente occupato dalla Ferrari. Comunque vada, sarà un inverno molto più tranquillo del previsto.


INSABBIATI

A meno di sorprese difficilmente prevedibili, il doppio ritiro brasiliano ha reso pressoché impossibile la conquista del quarto posto tra le squadre per la McLaren. Nulla di trascendentale, dato che le Alpine si sono dimostrate più veloci per gran parte della stagione, eppure la stagione 2022 lascerà molti con l’amaro in bocca dopo diversi anni di solida crescita. È mancata la vettura e, soprattutto, è mancato Daniel Ricciardo. L’australiano, destinato al ruolo di terzo pilota in Red Bull, saluterà solo il team color papaya o l’intera Formula Uno?


IN SCIA

In diversi tratti del Gran Premio del Brasile, Fernando Alonso ha pilotato la sua Alpine girando su tempi vicini a quelli delle Red Bull di Perez e Verstappen, i meno veloci tra i big. Il progresso tecnico della scuderia anglo-francese, pagato a caro prezzo dal punto di vista affidabilità, ha reso possibile una nuova vetta sportiva per la terza iterazione del team ufficiale Renault. Basterà a placare le voci che vogliono la struttura di Enstone e il reparto motori di Viry-Chatillon in vendita, magari ai cinesi proprietari del marchio Lotus? Nel mentre, l’asturiano – giunto ai saluti nell’ormai inevitabile clima di acrimonia e tensione – regalerà un’altra ottima prestazione, magari puntando al podio in circostanze fortunose?


Nella scia di Sebastian Vettel vivrà il GP di Abu Dhabi una moltitudine di appassionati che il campione tedesco ha emozionato nel corso di una carriera irripetibile. Nel bene - tanto - e nel male - poco ma a tratti inspiegabile. Alla Formula Uno, dal 2023, mancherà sì la sua persona ma soprattutto uno dei più grandi campioni di sempre: che Abu Dhabi sia la celebrazione che merita. Immensamente.


A RUOTE FUMANTI

Guardando ad entrambe le classifiche iridate si possono scovare diversi duelli da seguire durante il Gran Premio di Abu Dhabi. Per quanto riguarda i piloti, l’unico confronto realmente interessante è quello tra Leclerc, Perez e Russell per il secondo posto. I primi due sbarcano negli Emirati a pari punti, mentre il trionfo sudamericano ha regalato una remotissima chance a George, che dovrebbe vincere e conquistare il giro veloce – con gli avversari fuori dai punti – per scavalcare Leclerc, altrimenti in vantaggio in quanto a numero di vittorie. Tra le squadre, invece, con 44 punti a disposizione Ferrari e Mercedes si giocano il secondo posto (Ferrari +19), Alpine e McLaren il quarto (Alpine +19), Alfa Romeo e Aston Martin il sesto (Alfa Romeo +5) e, infine, Haas e Alpha Tauri l’ottavo (Haas +2).


I SUSSURRI DEL PADDOCK

Saremo sinceri: nell’immaginare gli argomenti che avrebbero occupato quest’ultima puntata stagionale di Giù la Visiera, mai avremmo pensato di dover affrontare il putiferio che sta investendo la Ferrari in questi giorni.

Per i pochi appassionati che vivono da eremiti in una località montanara, nella giornata di martedì 15/11 la Gazzetta dello Sport ha pubblicato uno scoop secondo il quale dal 1° gennaio Mattia Binotto avrebbe lasciato la guida della Ferrari e sarebbe stato sostituito da Frederic Vasseur, attualmente a capo dell’Alfa Romeo. La notizia è stata smentita dalla Ferrari con uno scarno comunicato stampa diramato via Twitter e privo di qualsivoglia dichiarazione dalla Presidenza.

Una scelta a tratti comprensibile – non dare peso a chi pubblica notizie inesatte – ma che ha sortito l’effetto opposto, confermando come vi sia della sostanza nei racconti di un clima infuocato a Maranello e, a detta di moltissimi addetti ai lavori, creando sconcerto e disorientamento nella fabbrica emiliana.

Lasceremo il commento alla vicenda a Col Cuore in Gola, la sezione di editoriali di SENZAF1ATO, per ovvie ragioni di spazio. Ciò nonostante, nel paddock di Abu Dhabi non si parlerà d’altro; vi invitiamo quindi a leggere dichiarazioni e indiscrezioni tentando di rispondere a qualche semplice domanda.

Quanto c’è di vero? Come sceglierà di commentare la vicenda Binotto – verrebbe quasi da chiedersi chi glielo faccia fare di rimanere in una posizione tanto scomoda senza il minimo supporto pubblico -? Se veramente non è mai stato comunicato il licenziamento all’ingegnere reggiano, dove sono nate certe voci? Qualcuno ha unito i puntini sulla base di ulteriori movimenti in uscita dalla Rossa, magari già stabiliti (Mekies, Rueda o chi per loro)? Quali sono i veri rapporti tra i piloti, il management dei piloti, la dirigenza e l’intero gruppo di lavoro della Ferrari?

Ottenere qualche risposta sarebbe già un enorme passo avanti. Senza dimenticare una postilla tanto semplice quanto significativa. La Ferrari di Todt, la Mercedes di Wolff e la Red Bull di Horner sono state e sono contraddistinte da una leadership rimasta al comando per almeno dieci anni.

A voi le conclusioni.


Fonte immagine: Aston Martin / Twitter

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