• Luca Ruocco

I saliscendi, la risalita Ferrari e i 10 motivi per cui seguire il GP del Portogallo


Ventiquattro anni dopo l’edizione 1996, resa celebre da un coraggioso sorpasso all’esterno di Villeneuve ai danni di Schumacher, torna in calendario il Gran Premio del Portogallo. Il periodo dell’anno è lo stesso, l’esito del mondiale molto più scontato di allora – nonostante la Williams dominasse la scena proprio come Mercedes -, ma la pista è diversa e non mancheranno gli spunti d’interesse per la corsa lusitana. Giù la Visiera vi racconta i dieci principali!


MONTAGNE… LUSITANE

No, l’Autodromo Internacional do Algarve non sorge in montagna. Anzi, dista una trentina di chilometri da Portimao, cittadina turistica situata nella costa meridionale del paese lusitano. Le dolci colline che circondano il tracciato – inaugurato nel 2008 – sono state più che sufficienti, però, a regalare esaltanti cambi di pendenza alla maggior parte delle curve presenti nei 4653 metri che completano una tornata. Da cui la descrizione che pressoché ogni pilota utilizza per il circuito: una montagna russa. I punti ciechi si susseguono senza sosta, come le staccate in discesa o le pieghe, più o meno veloci, che permettono diverse interpretazioni altrettanto redditizie. Il carico aerodinamico richiesto è medio-alto, l’asfalto presenta diverse gobbe e le opportunità di sorpasso sembrano concentrarsi tra il rettifilo iniziale (seguito da una piega velocissima che si chiude in un tornante destrorso) e il tornantino alla fine del primo settore. Insomma, Portimao promette passaggi altamente spettacolari: lo sarà anche la corsa? Intanto, non perdete il giro di pista simulato nel video che segue.


QUALCHE SORPRESA METEREOLOGICA

I primi due giorni del fine settimana lusitano dovrebbero regalare pochissime nubi ed un clima mite e soleggiato. Tutto a vantaggio di squadre e piloti, che dovranno scoprire un circuito non del tutto inedito ma privo di riferimenti con le vetture attuali. Si stima infatti che il record del circuito (1’27’’) possa abbassarsi anche di quindici secondi, il che cambierebbe totalmente l’approccio a quasi tutte le curve della pista. Tra l’altro pochissime squadre hanno condotto dei test in Algarve tra il 2008 e il 2009, mentre diversi tra i piloti più giovani hanno corso delle gare di Formula 3 non più di quattro anni fa. Per quanto riguarda il giorno della corsa, il cielo dovrebbe coprirsi e le possibilità di pioggia aumentare sensibilmente: assisteremo alla prima gara bagnata della stagione?


DIFFONDERE OTTIMISMO

Il Gran Premio del Portogallo vedrà l’esordio di un diffusore rivisto sulla SF1000, ultimo elemento del pacchetto di aggiornamenti introdotto gradualmente dall’appuntamento di Sochi. Lo scivolo chiamato a sfruttare l’aria sigillata nel fondo vettura è di gran lunga l’elemento più importante di una monoposto odierna, dato che riveste il ruolo di attore principale nella creazione di spinta verticale al retrotreno. Dovesse funzionare come previsto, potrebbe donare alla Rossa qualche decimo al giro in termini cronometrici, anche se gli obiettivi principali dell’aggiornamento sono altri due: certificare la correttezza della direzione di sviluppo intrapresa e, per quanto riguarda il 2020, eliminare gli improvvisi stalli che minano il funzionamento della versione attuale. Il tutto a vantaggio dell’equilibrio generale e della fiducia dei piloti. Il disegno della pista, inoltre, dovrebbe aiutare la SF1000 proprio come accaduto al Nürburgring: stavolta sarà possibile coniugare qualifica e gara?


IL MISTERO VETTEL

L’auspicato aumento di carico al posteriore dovrebbe, sulla carta, aiutare anche Sebastian Vettel a ritrovare fiducia nella SF1000. Chiaramente tra il tedesco e la Rossa 2020 la scintilla non è mai scoccata, il che trova ulteriori giustificazioni nel clima di separazione imminente che, inevitabilmente, avvolge il box numero 5. A parte Budapest, però, Sebastian non ha mai mostrato prestazioni a livello di Leclerc in stagione, allontanandosi sempre di più dai livelli del monegasco, collezionando qualifiche complesse e corse condite da errori e recriminazioni incrociate. La bacchetta magica non esiste in Formula Uno, ma la ritrovata stabilità al posteriore potrebbe esaltare lo stile di guida del tedesco e permettergli di chiudere al meglio l’avventura con la Rossa. Basterà o, aggiornamenti funzionanti o meno, Vettel è ormai anni luce lontano dalla galassia Ferrari?


SBRIGARE LA PRATICA

Toglie tutta la poesia alla conquista del mondiale ma, purtroppo, in fondo è così. Per la Mercedes e Lewis Hamilton, ormai, le iridi 2020 rappresentano formalità soggette alle sole leggi dell’aritmetica. La scuderia anglo-tedesca potrebbe festeggiare già in Portogallo, mentre Hamilton potrebbe conquistare a Portimao i punti necessari a chiudere il discorso, in prospettiva, ad Istanbul. Dopo il ritiro in Germania Bottas sembra fuori dai giochi, mentre Verstappen lo è da tempo. Seguendo la logica il Gran Premio lusitano dovrebbe nuovamente regalarci un dominio Mercedes, con la W11 a suo agio esattamente come in ogni circuito del mondiale. Resta solo da sperare che, inaspettatamente, i saliscendi sorprendano più di tutti proprio il team argentato.


LA MONOPOSTO AUTUNNALE

Le novità introdotte al Nürburgring nella zona della sospensione posteriore hanno migliorato, e di molto a detta dei piloti, il comportamento della RB16, eliminando gran parte del fastidioso sovrasterzo che ne caratterizzava il comportamento. Se un ulteriore affinamento delle novità o la semplice natura della pista dovessero esaltare ulteriormente le Red Bull, rendendole competitive per la vittoria, per Verstappen & Co si tratterebbe dell’ennesima beffa. Per il terzo anno consecutivo, complice l’inevitabile rilassamento Mercedes (che ha già smesso di aggiornare la W11), le vetture di Adrian Newey sboccerebbero solo a fine stagione, quando ormai il titolo è troppo lontano. Godremmo sicuramente di una corsa spettacolare, ma siamo sicuri che tutto ciò non contribuirebbe ad aumentare il nervosismo in zona Verstappen?


LOTTA SERRATA PER IL TERZO POSTO – SECONDA PUNTATA

Ancor più che alla vigilia del Gran Premio dell’Eifel, in Portogallo si sprecheranno calcoli e permutazioni riguardanti la lotta alla terza posizione in classifica Costruttori. Dopo il podio di Ricciardo in Germania, Racing Point, McLaren e Renault sono racchiuse in sei punti, esattamente in quest’ordine. Sulla monoposto rosa tornerà Stroll e si cercherà, al quarto appuntamento, di riuscire finalmente a sbloccare tutto il potenziale della vettura aggiornata. In McLaren arriveranno ulteriori novità che, nelle speranze del team di Woking, dovrebbero nuovamente avvicinare la vettura papaya alla concorrenza, dando nuovamente a Norris e Sainz l’opportunità di sfruttare la concretezza che li contraddistingue. La Renault è invece sulla cresta dell’onda e può godere del pilota più in forma del Circus: il clamoroso sorpasso, a meno di ulteriori rotture, è all’orizzonte?


IN FONDO ALLA CLASSIFICA

Più che per il podio o la vittoria, una gara folle e condizionata dalla pioggia, oltre che dal circuito inedito, potrebbe pesare enormemente nella lotta tra Alfa Romeo, Haas e Williams in fondo alla classifica iridata. I tre fanalini di coda sono separati da soli cinque punti, meno di quanto regala un settimo posto in gara. Davanti a eventi imprevedibili, anche la Williams – finora rimasta a secco – può sperare in clamorosi ribaltoni. Il lavoro di Haas e soprattutto Alfa Romeo, capaci di migliorare nonostante le risorse limitate e il motore Ferrari, verrebbe ingiustamente sprecato, ma è il prezzo da pagare quando si lotta ai margini della zona punti. Portimao sorprenderà o cristallizzerà ancor più la situazione?


RUSSELL SACRIFICALE

Si rincorrono sempre più frequenti le voci che vogliono Darlinton Capital, fondo d’investimento neoproprietario del team Williams, fortemente interessato ad assicurarsi i servizi di Sergio Perez per il 2021 ed oltre. Il profilo del pilota messicano è perfetto per una scuderia interessata a risalire la china: velocissimo, esperto e dotato di importanti sponsor. Quanto stride è che, vista la posizione inamovibile di Latifi (anche lui dotato di un’ottima valigia), l’agnello sacrificale sarebbe George Russell, che porta solo uno sconto sulla fornitura della Power Unit Mercedes, rapporto tra l’altro minato dall’interessamento Renault nei confronti della compagine di Grove in quanto squadra cliente. La mossa avrebbe risvolti logici, per carità, ma quanto farà bene all’ambiente del Circus privarsi di uno dei migliori talenti in circolazione, punta di diamante dell’accademia Mercedes? Aspettiamoci sorprese….


IL REBUS HAAS

Al momento della pubblicazione di questo articolo, l’unica notizia ufficiale è che Kevin Magnussen e Romain Grosjean non correranno in Haas nel 2021. Secondo gran parte delle indiscrezioni – a meno di annunci ufficiali durante il fine settimana lusitano -, i sedili del team statunitense dovrebbero andare a Nikita Mazepin e ad un pilota dell’accademia Ferrari. Il russo, dotato di importantissimi aiuti economici, rappresenterebbe una scelta del tutto dettata dalle necessità di bilancio di patron Gene; al contrario, non è chiaro quale dei piloti Ferrari Driver Aacademy raggiungerebbe la squadra grigio-rossa. Schumacher, Giovinazzi, Illot o Shwartzaman? Non è detto lo si possa sapere prima della conclusione del campionato di Formula 2…

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