• Luca Ruocco

Bandiere a Scacchi - Gp Austria 2021


Andando oltre le più rosee previsioni, Max Verstappen ottiene una seconda vittoria se possibile ancora più schiacciante tra le montagne della Stiria. Mentre il campionato assume sfumature sempre più arancioni, nel resto del gruppo battaglie, contatti e prestazioni opache rendono piacevole una domenica altrimenti senza storia; chi, tra i venti piloti, avrà conquistato tutte e cinque le bandiere a scacchi?


LEWIS HAMILTON, 4°: 🏁🏁

Un conto è perdere, un altro è mostrare pericolosissimi segnali d’arrendevolezza. La qualifica di Lewis non si discosta troppo da quella della scorsa settimana – in fondo, il posteriore della W12 è rimasto identico -, ma in gara la guida aggressiva dell’inglese, volta a passare Norris, accelera la rottura a fatica di un componente aerodinamico, costringendolo ad abbandonare in breve tempo il podio. Gli uomini Mercedes non usano Bottas come scudo, non elaborano ad inizio corsa strategie alternative, non compiono insomma ogni concepibile azione per difendere punti preziosissimi. Ed Hamilton sembra accettare la situazione rassegnato.


VALTTERI BOTTAS, 2°: 🏁🏁🏁

Sul podio Bottas è sorridente, tutto sommato soddisfatto di un trofeo che a fine stagione aiuterà il finlandese nella ricerca di una nuova scuderia. Perché, in fondo, rasenterebbe il clamoroso se Valtteri fosse nuovamente preferito a Russell; in Austria il numero 77 fatica in qualifica, in gara rimane distante per troppo da Norris ed Hamilton e passa la McLaren solo grazie alla penalizzazione di Lando, non riuscendo poi a staccare l’inglese. Non può bastare per il sedile più ambito del paddock, magari per un ritorno in Williams.


MAX VERSTAPPEN, 1°: 🏁🏁🏁🏁🏁

'La mia Red Bull, oggi, era irreale'. Lo era anche il pilota, aggiungiamo noi. La performance di Verstappen, a cavallo dell’intero fine settimana, ricorda molto da vicino lo Schumacher dei migliori tempi in Ferrari. Vincere per distacco senza mai mostrare il proprio reale potenziale, se non nella conquista di un giro veloce sconcertante. È in controllo assoluto, e nulla sembra poterlo fermare, neanche una possibile, momentanea battuta d’arresto a Silverstone.


SERGIO PEREZ, 6°: 🏁🏁

Il messicano sta vivendo una stagione tutto sommato positiva; ciò che stona più di tutto, però, è la sostanziale incapacità di coniugare una buona qualifica ad una gara ottima. Come accaduto ad Imola, Perez spreca una partenza tra i primi quattro non tanto nel contatto con Norris (giusto tentare il sorpasso), quanto nel rimanere invischiato tra Ricciardo e Leclerc al volante della monoposto migliore del lotto. Sergio va in difficoltà, pasticcia, soprattutto nel primo contatto con Charles esagera e ottiene al traguardo una posizione ben al di sotto delle proprie potenzialità. Insomma, una domenica da dimenticare.


LANDO NORRIS, 3°: 🏁🏁🏁🏁🏁

Non giunge secondo al traguardo a causa dei cinque secondi comminatogli dopo aver accompagnato nella ghiaia Perez durante il primo giro, penalità tanto severa e pignola quanto ottusa, dato che a differenza del messicano con Leclerc, Lando non cambia mai la propria traiettoria, lasciando a Perez la possibilità di frenare senza correggere nettamente la linea. Il podio è comunque una grandissima soddisfazione, perché ottenuto in un fine settimana nel quale sia in qualifica che in gara si conferma al livello delle Mercedes, non commette errori e resiste per diversi giri alla pressione di Hamilton. Eccellente.


DANIEL RICCIARDO, 7°: 🏁🏁🏁

Rispetto allo scorso fine settimana, Daniel appare molto più combattivo, concreto e relativamente confidente in frenata, quanto basta per rintuzzare gli attacchi di Leclerc praticamente per l’intera corsa. Porta a casa sei punti, un bottino importante per chi, come l’australiano, continua a vivere un momento complesso, dato l’enorme distacco da Norris a fine gara.


LANCE STROLL, 13°: 🏁🏁

La strategia Aston Martin, volta a ottenere la miglior posizione di partenza a costo di calzare le Soft ad inizio corsa, si rivela clamorosamente errata alla domenica. Stroll scatta bene passando Russell, ma dal momento del pit-stop in poi il canadese scompare letteralmente. La AMR21 è semplicemente lenta, e Stroll finisce lontanissimo dalla zona punti.


SEBASTIAN VETTEL, DNF: 🏁🏁🏁

La penalità del sabato è sacrosanta, anche se Sebastian ha colpe praticamente nulle data la conformazione della pista, l’assenza di avvisi in radio e il comportamento (sanzionabile) dei piloti che lo superano appena prima di curva 9. In partenza è bravo nel resistere a Leclerc e guadagnare la posizione su Sainz e Russell, ma un volta montate le hard, anche per lui il passo svanisce del tutto. Corre meglio del proprio compagno di squadra arrivando in zona Raikkonen-Russell nel finale, finendo poi la propria gara nella ghiaia dopo il contatto con il finlandese.


ESTEBAN OCON, DNF: 🏁

Stesse enormi difficoltà di una settimana prima in qualifica, gara finita dopo tre curve a causa di un contatto con Giovinazzi. Serve cancellare al più presto Zeltweg dalla memoria.


FERNANDO ALONSO, 10°: 🏁🏁🏁🏁

Fernando è un mastino. Considerazione tanto banale quanto vera, dato che l’asturiano non riesce a mostrare la propria – sorprendente – velocità in qualifica, parte 14° e guida la sua A521 verso un risultato ben oltre le capacità di una monoposto in crisi nera sul passo gara tra le colline di Spielberg. La decima piazza finale è una sola posizione peggiore del massimo ottenibile, e la battaglia con Russell mostra quanto Fernando sia ancora al vertice della categoria per capacità di gestione dei duelli corpo a corpo.


CHARLES LECLERC, 8°: 🏁🏁🏁

Rispetto alla settimana scorsa, Leclerc perde il vantaggio su Sainz in qualifica non riuscendo a sposarsi al meglio con l’assetto della SF21 al sabato. In gara, però, l’unico ‘errore’ lo commette quando, per ingordigia, tenta di passare Vettel alla ripartenza finendo per perdere la posizione su Ricciardo (il tutto dopo un triplo sorpasso eccezionale allo scatto vero e proprio). Da lì in poi una corsa che lo avrebbe potuto condurre in zona Hamilton, dato il passo mostrato in aria libera, diventa una sorta di rodeo nel quale Charles regala spettacolo, ma guida sempre al ritmo altrui e viene definitivamente affossato dalle difese maschie di Perez.


CARLOS SAINZ, 5°: 🏁🏁🏁🏁

Vale per Leclerc, vale per Sainz: una partenza migliore avrebbe permesso allo spagnolo quantomeno di sognare un attacco ad Hamilton in difficoltà. Al contrario, le tre posizioni perse da Carlos al via pesano moltissimo, poiché per metà corsa la numero 55 viaggia al di sotto delle proprie potenzialità. Una volta fermatosi i diretti avversari, Carlos mostra un gran passo a gomma usata, e con le medie nel finale è il secondo più veloce in pista, passando Ricciardo ed evitando senza troppi sforzi che Perez guadagni più di 10’’. Ottiene il massimo, ma una sorta di amaro in bocca rimane.


PIERRE GASLY, 9°: 🏁🏁🏁

L’Alpha Tauri sbaglia strategia proprio come l’Aston Martin, ed in fondo Pierre rimane in zona punti nel finale soprattutto grazie all’ottima partenza e ad alcuni sorpassi ispirati sulle Alfa Romeo, non riusciti a Tsunoda, finendo per pagare meno di chiunque altro la doppia sosta. Nel finale tenta anche l’attacco su Leclerc, ormai a gomme finite, senza però riuscire nell’intento. La posizione al traguardo rispecchia le potenzialità sul passo, ma è indubbio che in griglia di partenza il francese si aspettasse di più.


YUKI TSUNODA, 12°: 🏁

Può capitare che, a fronte di una strategia errata, ad un rookie non riesca sistemare la corsa come accade al compagno di squadra, più esperto ed in gran forma. Rimane incomprensibile, però, come sia possibile che Yuki sia l’unico pilota a violare due volte il limite di pista in entrata di corsia box, per altro al secondo fine settimana in Austria; dopo le sfuriate in radio, buttare via un possibile arrivo a punti per errori del genere fa decisamente alzare qualche sopracciglio.


KIMI RÄIKKÖNEN, DNF: 🏁🏁

Il maldestro contatto finale con Vettel mette inevitabilmente in ombra l’ennesima gara consistente di Raikkonen, che sfiora nuovamente la zona punti dopo una qualifica complessa. Il limite dell’Alfa Romeo, in gara, sembra essere quello, e nonostante tutto Kimi lo avvicina spesso; distrazioni come quelle di ieri, però, lasciano quantomeno perplessi.


ANTONIO GIOVINAZZI, 14°: 🏁🏁

La corsa di Antonio finisce nuovamente alla terza curva, quando il contatto con Ocon – sfortunatissimo per entrambi – lo costringe ad un pit-stop supplementare al primo giro. Da lì, come accaduto una settimana fa, l’Alfa non ha abbastanza passo per rimontare fino alla zona punti. Ergo, stop alle trasmissioni.


MICK SCHUMACHER, 18°: 🏁🏁🏁

Il fine settimana di Mick è molto, molto simile a quello appena passato, con la sola differenza di non cedere mai la posizione al compagno in gara e terminare così ancor più comodamente davanti all’unica vettura avversaria.


NIKITA MAZEPIN, 19°: 🏁🏁

Nikita esordisce il giovedì raccontando di un telaio Haas che, a causa dei continui rattoppi, è ormai decisamente più pesante di quello di Schumacher, il che spiegherebbe la disparità nelle prestazioni tra i due. Vedremo se sarà così, intanto Mazepin fa di tutto per rendere poco credibile l’ipotesi.


GEORGE RUSSELL, 11°: 🏁🏁🏁🏁

Fantasmagorico in qualifica, in gara perde l’opportunità di arrivare a punti in partenza, quando sceglie di rimanere troppo vicino a Tsunoda pagando così il bloccaggio del giapponese. La realtà, però, è che finito dietro a Leclerc non ne tiene il passo e viene scartato velocemente da Sainz. Il duello con Alonso è stupendo, ed è crudele sia ancora una volta appena fuori dalla zona punti; partendo 8°, però, poteva difendersi dall’Alpine rimanendo davanti alle Aston Martin al via.


NICOLAS LATIFI, 16°: 🏁🏁

Il confronto con Russell, in Austria, è stato impietoso, e seppur la sua performance non sia del tutto sconfortante, ormai è chiaro che il livello del compagno sia un altro. Tanto che si inizia a parlare, per il canadese, di una possibile carriera in Indycar.


Fonte Immagine: F1 / Twitter

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