• Luca Ruocco

Bandiere a Scacchi - GP Singapore 2022


Il temporale che colpisce Singapore poche ore prima della partenza trasforma la corsa equatoriale in una sfida lunga due ore all’asfalto più viscido della stagione, capace di mettere in difficoltà tanto i campionissimi quanto i piloti di fondo gruppo. Chi avrà conquistato tutte e cinque le bandiere a scacchi?


MAX VERSTAPPEN, 7°: 🏁🏁

Le illazioni riguardanti un presunto sforamento del Budget Cap 2021 da parte di Red Bull coincidono con il fine settimana più difficile della stagione per Max Verstappen. Con tutta probabilità si tratta solamente di una coincidenza, ma non sarebbe fuori da ogni logica immaginare che un minimo di nervosismo abbia colto SuperMax, davanti a due mondiali di pregevole fattura irrimediabilmente messi in dubbio, qualunque sarà l’esito delle investigazioni ufficiali. Dalla reazione veemente all’errore di calcolo del carburante in qualifica fino al lungo durante l’attacco a Norris, passando per una partenza disastrosa, Max a Singapore è l’ombra dell’uomo di ghiaccio ammirato fin qui, pur rimanendo velocissimo. Testa a Suzuka, allora.


SERGIO PEREZ, 1°: 🏁🏁🏁🏁🏁

I ventidue millesimi che lo separavano dalla Pole Position al sabato si rivelano preziosissimi in partenza, regalando a Perez la corsia con più aderenza. Il messicano è perfetto nello sfruttare il vantaggio che ne consegue e, una volta in testa alla corsa, la totale assenza di errori sotto pressione – gestione della Safety Car a parte – gli regala un successo tanto meritato quanto imprevedibile alla vigilia. Le prossime piste più convenzionali, unite al fondo aggiornato (da Singapore la specifica è identica a quella di Verstappen), riveleranno molti dettagli sull’estate da incubo del messicano.


LEWIS HAMILTON, 9°: 🏁🏁

Nella stessa gara in cui il suo rivale per il titolo 2021 colleziona due clamorosi e rarissimi errori, Lewis ne replica le gesta buttando alle ortiche qualunque chance di podio a causa di un lungo mentre tenta di attaccare Carlos Sainz. Una svista grave seppur comprensibile, capace di cancellare in pochi secondi un buon fine settimana da un punto di vista puramente prestazionale, anche se il ritmo per la vittoria sembra latitare. Il secondo lungo, in occasione del duello con Vettel, appare quasi maldestro.


GEORGE RUSSELL, 14°: 🏁🏁

Un guasto non meglio precisato rovina la qualifica dell’inglese, ritrovatosi a dover gestire una monoposto che nelle curve lente rimane parzialmente accelerata. Complice la scelta – corretta – di pagare penalità per una nuova Power Unit e scattare dalla pit-lane, George è costretto ad una rimonta che non gli riesce minimamente, sporcata tra l’altro da un incomprensibile toccata a Mick Schumacher. Per il resto, la scommessa di passare così presto alle slick lo priva di qualunque chance di un arrivo a punti.


CHARLES LECLERC, 2°: 🏁🏁🏁🏁🏁

L’unica sbavatura di un fine settimana ad altissimo livello avviene in occasione dell’unico pit-stop, durante il quale Charles arriva lungo alla piazzola di sosta. Fino a quel momento, il monegasco aveva come di consueto brillato tra le strade di un circuito cittadino, cogliendo una Pole solo superficialmente fortunata e mantenendo un ritmo eccellente sul bagnato. La corsa è persa in partenza, quando una pozzanghera lo fa pattinare più del dovuto. Viene quasi da chiedersi perché il destino sembri accanirsi su Leclerc, autore delle due Pole Position più ambite dell’anno (Monaco e Singapore) per poi assistere ad un diluvio in entrambe le occasioni, ovvero l’unica condizione capace di movimentare le suddette corse. La risposta, forse, sta nei giri al cardiopalma durante i quali attacca Perez. Anche gli Dei delle corse vorranno divertirsi.


CARLOS SAINZ, 3°: 🏁🏁🏁

La sua prestazione, particolarmente deficitaria sul bagnato, appare maggiormente sincera rispetto agli exploit di Leclerc nel certificare come ormai, in quanto a ritmo in gara, la F1-75 sia definitivamente più lenta della Red Bull. Nonostante le difficoltà, Sainz non sbaglia nulla e conquista un preziosissimo podio. Il finale di stagione gli regalerà qualche occasione per andare oltre l’ottima concretezza?


LANDO NORRIS, 4°: 🏁🏁🏁🏁🏁

Il fine settimana di Singapore è il perfetto compendio della stagione di Norris. Veloce in qualifica, concreto nei momenti decisivi (a Singapore la partenza, dove sfrutta il lato con maggiore aderenza) e dotato del miglior ritmo possibile in relazione alle capacità della vettura. La Safety Car premia lui e la McLaren con un pit-stop quasi gratuito ma, come recita il detto, la fortuna aiuta gli audaci.


DANIEL RICCIARDO, 5°: 🏁🏁🏁

Fortuna che assiste alquanto marcatamente Daniel Ricciardo, quinto al traguardo dopo una prestazione da brividi (negativi) in qualifica. Certo, Singapore non lo ha mai esaltato quanto Monaco, ma vedere l’australiano escluso in Q1 sbriciolava le poche certezze rimaste sul suo stato di forma. Invece una gara attenta e attendista lo premia enormemente, issandolo alle spalle di Norris dopo l’ultima Safety Car. Il ritmo successivo è comunque deludente, al contrario del bottino di punti.


ESTEBAN OCON, DNF: 🏁🏁

Un sabato difficilissimo lo vede escluso in Q1, complice un problema ai freni. In gara Esteban non brilla in alcun frangente, finendo poi per ritirarsi a causa di un guasto al motore.


FERNANDO ALONSO, DNF: 🏁🏁🏁🏁🏁

Il miglior giro delle qualifiche è il suo, vista la quasi totale assenza di errori e l’ottimo quinto posto finale. In gara paga la partenza dal lato di Leclerc, venendo anche lui passato dal collega più vicino (Norris), e fino al ritiro mostra un ritmo simile a quello della McLaren. Difficilmente, perciò, sarebbe arrivato un sorpasso; ciò non toglie che i punti persi per guasti di varia natura comincino a diventare davvero moltissimi.


PIERRE GASLY, 10°: 🏁🏁🏁🏁

Gli aggiornamenti corposi introdotti a Singapore rivitalizzano le AT03, e con loro il pilota di punta della scuderia. Veloce in qualifica, Gasly in gara non dà fastidio a Verstappen e si concentra sul rintuzzare gli attacchi delle Aston Martin, esercizio che sembra riuscirgli senza troppe difficoltà. Il passaggio alle gomme d’asciutto è però troppo anticipato e lo relega all’estremità della zona punti. Un peccato, vista la qualità della sua prestazione.


YUKI TSUNODA, DNF: 🏁

L’ennesimo errore di questa stagione lo vede andare a muro appena montate le gomme d’asciutto. Il suo sguardo una volta sceso dalla vettura vale più di mille parole; rispetto al 2021, infatti, se il potenziale sembra leggermente migliore, la concretezza nei risultati è quasi peggiorata. Testa a Suzuka, il prima possibile.


SEBASTIAN VETTEL, 8°: 🏁🏁🏁

Tra i migliori nell’interpretare le condizioni da bagnato, Seb rimane fuori dal Q3 a causa di una scommessa del muretto Aston Martin (montare le gomme Soft). In gara si riscatta con una buona partenza e un gran ritmo a cavallo delle due ore. Finisce dietro a Stroll solamente a causa delle tempistiche sfortunate durante il pit-stop.


LANCE STROLL, 6°: 🏁🏁🏁

Una qualifica leggermente migliore nelle prestazioni rispetto a Vettel non viene confermata in gara, dove sembra faticare leggermente di più. La Safety Car, però, gli regala un pit-stop gratuito e il sesto posto finale è un gradito premio allo stato di forma via via migliore che lo contraddistingue in questa seconda metà di campionato.


ALEXANDER ALBON, DNF: 🏁🏁

La Williams a Singapore è in crisi nera e, dopo la brutta avventura del fine settimana monzese (Alex è stato vittima di complicazioni post-operatorie dopo un attacco di appendicite), solamente correre la gara più faticosa dell’anno è un traguardo da applausi. Il ritmo in gara, e l’errore che lo vede finire a muro, passano perciò in secondo piano.


NICHOLAS LATIFI, DNF: 🏁

Libero dall’assillo contrattuale, con la sua uscita dal team resa pubblica in settimana, Nicholas inizia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe lamentandosi dell’ennesima qualifica passata a lottare con il volante storto, a quanto pare un problema ricorrente nel team di Grove. Una ribellione poco in linea con il suo personaggio ma decisamente comprensibile. Molto meno comprensibile è invece l’errore che lo porta al ritiro dopo un grossolano contatto con Zhou: le responsabilità, stavolta, sono al 100% sue.


VALTTERI BOTTAS, 11°: 🏁🏁

Le Alfa Romeo vanno in crisi nera con l’asfalto bagnato e Valtteri si difende come può, ottenendo in gara un 11° piazza che rispetto al sabato sembra quasi positiva. In realtà il finlandese non combatte mai e risale le posizioni solo grazie ai guai altrui.


ZHOU GUANYU, DNF: 🏁🏁

Dopo una qualifica più che buona rispetto al potenziale a disposizione, Zhou si incarta in partenza finendo relegato a fondo gruppo. Il resto della sua corsa dura poco, giusto il tempo di essere vittima incolpevole di una manovra maldestra targata Latifi.


MICK SCHUMACHER, 13°: 🏁🏁🏁

In qualifica arriva in Q2 grazie ad un colpo di reni, salvo poi mostrare un ritmo ben peggiore rispetto a Magnussen. In gara è bloccato in un trenino di piloti dotati di un passo molto simile fino a quando, alla ripartenza dall’ultima Safety Car, un contatto con Russell non gli procura una foratura. Perde poco in termini di posizioni ma molto in quanto ad opportunità.


KEVIN MAGNUSSEN, 12°: 🏁🏁

Un probabile arrivo a punti gli viene precluso dalla terza bandiera nera con disco arancio stagionale. Ora, aggiungendo al computo Barcellona, sono quattro le occasioni in cui Kevin rovina la propria ala nelle fasi iniziali di corsa. Siano o meno del tutto sue le responsabilità, il trend comincia a farsi preoccupante, oltre che deleterio per la Haas, dove è nettamente il pilota più veloce.


Fonte immagine: Red Bull Racing / Twitter

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