• Luca Ruocco

Bandiere a Scacchi - GP Stiria 2021


Campionato chiuso? Non proprio, ovviamente, perché l’affidabilità potrà giocare un ruolo tanto imprevedibile quanto fondamentale. Eppure, il dominio Red Bull nel Gran Premio di Stiria lascia poco spazio all’immaginazione, sancendo la sostanziale imbattibilità del binomio Verstappen-RB16B. Tra contatti, rimonte e prestazioni sconcertanti, chi avrà conquistato tutte e cinque le bandiere a scacchi?


LEWIS HAMILTON, 2°: 🏁🏁🏁🏁

Non è perfetto in qualifica, quando il triplo set di gomme soft utilizzato nel Q3 (strategia già impiegata da Vettel e Ferrari nel 2017 in Canada) non lo aiuta a superare Bottas e Verstappen. In gara, al contrario, già dai primi giri si conferma di un’altra categoria, proprio come il rivale per il titolo; inesorabilmente, però, perde terreno in entrambe le metà di corsa, consolandosi solamente con il giro più veloce nel finale. Per la prima volta, Hamilton e la Mercedes si sentono seriamente inferiori, e il teatrino delle dichiarazioni sul motore Honda ne è prova schiacciante: servirà aspettare Silverstone, Spa e Monza per un momentaneo riscatto?


VALTTERI BOTTAS, 3°: 🏁🏁🏁

Dal punto di vista della velocità pura, il fine settimana di Bottas è tutto sommato positivo. 2° in qualifica, 3° in una corsa irrimediabilmente segnata dal tappo Norris nella prima decina di giri, aiutata successivamente dal pasticcio ai box Red Bull che costa la posizione a Perez. Il finlandese resite poi bene al ritorno del messicano nel finale, il che tutto sommato contiene i danni provocati dal testacoda in pit-lane del venerdì, senza il quale avrebbe forse evitato la McLaren, più difficilmente il distacco da Verstappen ed Hamilton.


MAX VERSTAPPEN, 1°: 🏁🏁🏁🏁🏁

Semplicemente perfetto. Lui come la RB16B, unica vettura a potersi permettere ali tanto sottili, esaltata da una Power Unit Honda spremuta al massimo grazie a rassicurazioni riguardo l’affidabilità. Max non sbaglia una virgola, né in qualifica né in gara, dove allontana velocemente Hamilton mantenendo un passo irraggiungibile per chiunque. Senza ombra di dubbio, ad oggi Verstappen è il candidato numero uno al titolo iridato.


SERGIO PEREZ, 4°: 🏁🏁🏁

A volte, come accaduto in Francia, una qualifica complessa rispetto al compagno di squadra non preclude l’arrivo a podio. A Spielberg, invece, Checo Perez paga enormemente la prima decina di giri passata in coda a Norris, dietro al quale rimane bloccato dopo aver perso un bel duello nelle prime curve. L’errore ai box completa il quadro e permette il sorpasso di Bottas; da lì in poi, il numero 11 ha un ottimo passo ma nulla di più.


LANDO NORRIS, 5°: 🏁🏁🏁🏁

Ennesimo quinto posto per un pilota che anche in qualifica si sta dimostrando consistente, veloce e incredibilmente affidabile. A Woking dovranno ergere un monumento a Lando, che sfrutta l’efficienza del pacchetto papaya sul giro secco, è furbo nel desistere a Perez e Bottas al momento giusto e in seguito gestisce con freddezza il ritorno della Ferrari di Sainz. Senza Hamilton di mezzo l’impresa sarebbe stata più complessa, ma non c’è dubbio che il valore aggiunto McLaren, in questo momento, sia proprio lui.


DANIEL RICCIARDO, 13°: 🏁

Non ci sono più scuse né spiegazioni. Il fine settimana di Ricciardo in Austria è al limite del drammatico, soprattutto per un campione come lui. La brevità del giro e la competitività del centro gruppo non aiuta, come la momentanea défaillance del motore Mercedes, ma vederlo bloccato dietro un Alfa Romeo rasenta l’inconcepibile. Urge un netto miglioramento.


LANCE STROLL, 8°: 🏁🏁🏁

Il canadese non brilla principalmente perché, tra le montagne della Stiria, a non brillare è l’Aston Martin. Tornare a casa con quattro punti, e qualche lunghezza guadagnata su Alpha Tauri, risulta allora soddisfacente, soprattutto considerando la consistenza del fine settimana di Lance.


SEBASTIAN VETTEL, 12°: 🏁🏁

Stavolta le prestazioni del tedesco sono inferiori a quelle di Stroll sia in gara che in qualifica. Su un tracciato che mette in crisi il treno posteriore, la AMR21 torna a soffrire come non accadeva da Barcellona, e Vettel dopo aver seguito Sainz nella prima porzione di corsa non trova mai il ritmo giusto una volta calzate le Hard. Una battuta d’arresto francamente inaspettata.


ESTEBAN OCON, 14°: 🏁

Altro pilota le cui difficoltà sono di difficile comprensione. La firma del rinnovo non sembra avergli portato fortuna – in realtà il francese ha ammesso di trovarsi in un buco nero con l’assetto da Montecarlo -, e tanto sul giro secco quanto sul ritmo gara le prestazioni si confermano insufficienti anche in Austria.


FERNANDO ALONSO, 9°: 🏁🏁🏁🏁

L’Alpine non è certo una monoposto da primi 6; Fernando, almeno in questo momento, riesce a gestire il problema meglio di Ocon, stabilizzandosi tra i migliori dieci per l’intero fine settimana. La gestione gomme non gli permette di combattere come vorrebbe; allo stesso tempo, sono proprio gare come queste che tengono in corsa la scuderia francese per un buon piazzamento tra i costruttori.


CHARLES LECLERC, 7°: 🏁🏁🏁🏁

Esclusa Montecarlo, da un punto di vista puramente velocistico il fine settimana di Spielberg è il migliore della stagione per Leclerc. Il monegasco tira il collo in qualifica ad una SF21 settata prevalentemente per la corsa, cogliendo un 7° posto sorprendente (20cv in meno e un’ala più grande di chiunque altro sono ostacoli pressoché invalicabili su un tracciato tanto corto e con tanti tratti in allungo). In corsa la rimonta di Charles è aggressiva – in alcuni frangenti molto aggressiva -, consistente e velocissima, tanto che termina a meno di un pit-stop da Norris (3° al via, 29’’ più avanti al 3° giro) nonostante una ventina di sorpassi. La macchia del fine settimana è ovviamente il contatto con Gasly: evitabile, questo è certo, ma ascrivibile a quanto accade al via di un GP tra due piloti che non vogliono assolutamente cedere la posizione. Leclerc ha calcolato male gli spazi, Pierre lo ha buttato fuori alla curva prima e non ha di certo agevolato la linea del monegasco, complice la presenza di Alonso sulla destra.


CARLOS SAINZ, 6°: 🏁🏁🏁🏁

Lo spagnolo paga una qualifica complessa, durante la quale non gli riesce lo stesso guizzo del compagno di squadra. In gara è paziente quando il trenino di centro gruppo non facilita i sorpassi, ma una volta liberatosi sfoggia un passo eccellente a gomme usate, che gli permette di superare tre piloti in un colpo solo. Sbarazzatosi di Stroll, punta Norris ma non riesce a raggiungerlo (superarlo sarebbe stato più complesso) per colpa di… Hamilton. Dal quale si sdoppia dopo 15 tornate durante le quali l’inglese ne detta (in negativo) il ritmo: non male, per chi ha provato in Francia una caduta libera durante la corsa.


PIERRE GASLY, DNF: 🏁🏁🏁

Ha meno colpe di Leclerc nel contatto al via, anche se – come detto in precedenza – l’incidente rientra tranquillamente nei contatti tipici del primo giro. In fondo, alla prima curva Gasly è decisamente aggressivo nei confronti dello stesso Leclerc, spedendolo fuori pista senza molti complenti. Purtroppo per il francese la foratura determina ulteriori contatti che lo costringono al ritiro con la posteriore sinistra divelta. Ancora una volta, un buon bottino di punti svanito nel nulla dopo un’ottima qualifica.


YUKI TSUNODA, 10°: 🏁🏁🏁

Pecca d’inesperienza nel bloccare Bottas in Q3, perdendo posizioni preziose in griglia che forse gli avrebbero regalato qualche punto in più. In corsa, però, fatica nella gestione degli pneumatici più del dovuto, ed è fortunato che un danno all’ala limiti il passo di Raikkonen nel finale. Qualche miglioramento si nota, ma ha ancora moltissimo da imparare.


KIMI RÄIKKÖNEN, 11°: 🏁🏁🏁

Nuovamente in crisi in qualifica, Kimi si riscatta in gara con una corsa gagliarda. Gestisce alla grande le Hard, combatte duramente Leclerc e rimonta nella seconda parte di corsa fino all’undicesima piazza. Meriterebbe qualche punto, ma senza indovinare il giro secco sarà sempre complesso trarre frutti da un ritmo eccellente.


ANTONIO GIOVINAZZI, 15°: 🏁🏁

Bene in qualifica, non molto bene in una corsa rovinata dal contatto con Gasly alla terza curva. Una volta passate le Haas, però, Antonio fatica enormemente a disfarsi di Ocon, terminando la corsa dietro al francese dopo non essere riuscito a passarlo ai box. Considerando alcune prestazioni recenti, era lecito aspettarsi qualcosa in più dalla rimonta.


MICK SCHUMACHER, 16°: 🏁🏁🏁

Ordinaria amministrazione: leggermente più veloce di Mazepin in qualifica, molto più consistente in gara. Di più non può davvero fare.


NIKITA MAZEPIN, 18°: 🏁🏁

Il russo pian piano sta migliorando, e se dopo una qualifica positiva rimane vicino a Schumacher per la prima parte di corsa (superandolo al via), in seguito la differenza di ritmo si fa sentire e termina ultimo tra i classificati.


GEORGE RUSSELL, DNF: 🏁🏁🏁🏁🏁

Eccezionale in qualifica, in corsa sfrutta le disavventure di Leclerc e Gasly per conquistare un 8° posizione che mantiene, durante il primo stint, senza particolari problemi, tanto da ritenere possibile il sorpasso su Stroll e Alonso. Un problema al sistema pneumatico del motore, però, lo costringe prima ad allungare la sosta, poi a ritirarsi, perdendo un’occasione di guadagnare punti meritatissima, da lui e dalla squadra.


NICOLAS LATIFI, 17°: 🏁🏁

Come accaduto a Giovinazzi, anche per Latifi il contatto al via con Gasly rovina irrimediabilmente la corsa. Il ritmo rimane però iper-distante da quello mostrato da Russell, e non riuscire a rimontare Schumacher la dice lunga sulle difficoltà che Nicolas sta vivendo, esacerbate da una qualifica che non avvera il potenziale mostrato nelle prove, eventualità già accaduta in stagione.

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