• Luca Ruocco

Il Valzer delle Occasioni Perdute


Cristiano Barni / Shutterstock.com

Non che ci fossero molti dubbi, ma da quando sul Gran Premio del Giappone è calata la bandiera a scacchi – misteriosamente in anticipo di un giro -, la Mercedes ha matematicamente conquistato entrambi i mondiali in palio nella stagione 2019. Se infatti i festeggiamenti a Suzuka riguardavano solo l’iride Costruttori, l’aritmetica stabilisce al contempo che solo uno tra Hamilton e Bottas potrà fregiarsi del titolo di campione del mondo Piloti. Un inspiegabile presentimento ci porta a propendere per il primo, ma se siete appassionati di rimonte improbabili potete ancora covare qualche speranza verso il buon Valtteri. Ovviamente, se i calcoli premiano le frecce d’argento, in casa Ferrari la corsa di Suzuka ha semplicemente messo nero su bianco quanto si sapeva già dalla primavera, ossia che anche questa annata non avrebbe visto il ritorno della Scuderia alla conquista di un mondiale. Ciò che non ci si poteva aspettare, al contrario, era l’incredibile salto in termini di prestazioni compiuto dalla rossa dopo l'estate. Cinque Pole Position negli ultimi cinque appuntamenti non si colgono per caso: possiamo anche ipotizzare che in Mercedes non abbiano spremuto al massimo la Power Unit in qualifica, contando sulla capacità di ben difendersi nel ritmo gara, ma ci sono dati inconfutabili, come le rilevazioni GPS, utili a confermare un netto passo in avanti dal punto di vista della velocità in curva per la SF90. Inoltre, nella prima parte della stagione, la Ferrari ed i suoi piloti hanno perso punti per strada sui circuiti favorevoli all’efficientissima – anche troppo – vettura di Maranello.

Esiste allora, in un universo parallelo, un mondiale 2019 alternativo? Una stagione caratterizzata dagli stessi valori in campo ma, attenzione, una squadra ed una concatenazione di eventi che porta la rossa a sfruttare ogni singola occasione le si presenti davanti? E se così fosse, a che punto saremmo dopo il Gran Premio del Giappone? Proviamo a giocare a questo gioco, a capire se e quanto senso abbia, a ballare un valzer di rimpianti, occasioni perdute, un po’ come in quelle domeniche pomeriggio malinconiche quando pensiamo a storie che potevano essere, ma non sono state.



Punti realmente conquistati dopo il GP di Suzuka.

Musica maestro, anzi no. Che si spieghino i passi e si decidano le musiche, una volta per tutte. In questo ballo non c’è spazio per le recriminazioni da quarto o quinto posto, ed allora non saranno suonate gare come l’Australia, la Spagna, la Francia, la Cina o l’Ungheria. Non perdiamo il sorriso elucubrando riguardo ordini di scuderia tra Vettel e Leclerc quando uno era quarto e l’altro quinto, o terzo e quarto, mentre le Mercedes praticavano un altro sport. L’unico piccolo rammarico potrebbe essere l’aver perso un quarto posto con Leclerc, in Cina, per qualche problema con la strategia: la realtà è che poco cambia, quando giungi al traguardo senza aver avuto la minima possibilità di combattere. Allo stesso modo, non sono ammesse al Valzer le giornate troppo felici, come il Belgio o Singapore: in una doppietta poco c’è da cambiare, mentre a Spa nulla di più di quanto ottenuto era ottenibile.


Si cominci a suonare le musiche scelte perché sarà un lungo concerto, dato che sono presenti 10 gare su 17, una percentuale, ci ricorda un ingegnere seduto ai lati della sala, del 58,8%. Il magico valzer abbia inizio, e che la Ferrari, Sebastian Vettel e Charles Leclerc non perdano un colpo.

Al centro della pista vediamo subito un giovane monegasco, che danza appassionato sulle note del Gran Premio del Bahrein. Lo vince, la centralina delle sue tecnologiche scarpe da ballo non si rompe sul più bello, ed il suo compagno di squadra Sebastian, dopo la spallata di un prestante ballerino caraibico, non finisce in testacoda, ma artiglia un dignitoso terzo posto. È il turno delle note che provengono dall’Azerbaijan, dove Charles non sbatte su un muro proprio quando si deve decidere come mettersi in fila per entrare nella sala da ballo, anche se poi in gara i ballerini Mercedes sono comunque imprendibili, e saltano facilmente il monegasco partito per primo durante la canzone. Ci si dovrà accontentare di un terzo ed un quarto posto.

Si passi poi ad uno dei Valzer più famosi in questo universo delle corse danzante: Montecarlo. In questo caso il muretto della rossa non si fida del tempo ottenuto, rimanda in pista Leclerc in qualifica ed il monegasco otterrà un quarto posto, davanti al compagno, visto il passo mostrato nelle prove. Il ballo – la gara – avrà lo stesso svolgimento di quello reale, le stesse dinamiche e penalità, ma Leclerc, partito davanti, non sbatterà rimontando, e terminerà secondo davanti al compagno di squadra. Compagno di squadra che non scivolerà proprio sul più bello durante il valzer di Montreal, ma resisterà risultando il più bravo di tutti, senza commettere un errore poi assurdamente sanzionato.


I nostri danzatori, come già detto, non si esibiranno sulle musiche del Paul Ricard: troppa la loro goffaggine, ed evitare che quella di Vettel vada a braccetto con problemi alla pompa dell’olio a poco servirebbe. Al contrario, far sì che il sistema d’alimentazione funzioni bene durante le qualifiche del GP d’Austria salverebbe la performance in gara dello stesso Seb, il quale riuscirebbe ad accodarsi al giovane compagno cogliendo un terzo posto, mentre il ballerino olandese è troppo veloce nella sua furiosa danza di rimonta. Continuino le musiche estive con la storica sinfonia di Silverstone, altro caso di grande difficoltà per i ragazzi di Maranello. In questo felice universo parallelo, però, Vettel non inciampa clamorosamente mentre è affiancato dal blu Verstappen, non gli rovina letteralmente addosso, e termina dopo un ulteriore cambio di scarpe quinto, dietro Leclerc quarto che non può sfruttare le disavventure altrui, perdendo per la prima volta qualche punto rispetto alla realtà. Termina la sezione estiva del concerto con le tonanti note del GP di Germania, dove nonostante i clamorosi acciacchi di entrambe le rosse nelle prove cronometrate, grazie alla pazzia di questo ballo, alla confusione che regna sovrana, l’autoctono Vettel coglie un sorprendente terzo posto, salendo su un gradino più basso rispetto alla realtà solo perché Leclerc, suo compagno, non si è insabbiato ed ha vinto la corsa.


Punti conquistati dopo il GP di Suzuka nella nostra ipotesi.

La serie di valzer sta per finire, ma che lo faccia in grande stile. L’emozionantissima musica che racconta del Parco di Monza ci regali un Sebastian che guarda sempre avanti, mai indietro, e grazie al suo passo conquisti il secondo posto mandando gli astanti in totale visibilio. Il tutto si ripeta sulle note del GP di Russia, con i due ferraristi sempre primi e nello stesso ordine, grazie alla mancata rottura della monoposto numero 5. Siamo arrivati al termine di questa lunga serie di balli: abbandonino la sala, i nostri protagonisti, accompagnati da tranquille melodie giapponesi, durante le quali il podio rimane uguale, vista la superiorità delle vetture argentee, ma Leclerc riesce a raggiungere il quarto posto.


Quali sono i risultati del nostro gioco? La classifica vede sempre Hamilton primo, incalzato però a 20 punti di distacco da Leclerc, il quale recupera ben 70 punti rispetto alla realtà, trovandosi in piena lotta per l’iride Piloti. Gli alfieri Mercedes perdono entrambi una ventina di punti circa, mentre Vettel ne guadagna 52. Per quanto riguarda il mondiale costruttori, i due team sono separati da 9 punti, con una lotta conseguentemente accesissima.


A quali conclusioni arrivare? Il gioco dimostra come la Ferrari, in particolare considerando la competitività mostrata dopo la pausa estiva, fosse stata perfetta fino a Budapest nel cogliere il massimo dei punti possibili, qualche possibilità di giocarsi il mondiale l’avrebbe avuta. Solo che c’è una falla in questo ragionamento, e neanche tanto piccola. Perché si potrebbero addirittura immaginare combinazioni ancora più favorevoli alla rossa, perdendo però di vista le ragioni reali di un mondiale finito già in primavera. Tutta la Scuderia Ferrari (monoposto, muretto e piloti), banalmente, non era e non è ancora pronta alla sfida. In F1, quando ci si trova davanti ad una stagione dominata, bisogna ricordarsi che anche il pacchetto vincente non è sempre stato perfetto. Non è umanamente possibile, vedi Hockenheim quest’anno per la Mercedes. Semplicemente, a volte il vantaggio è talmente consistente da nascondere le sbavature, cosa che non accade quando ci si ritrova ad inseguire.

Basta immaginare la rossa come se fosse un po' noi stessi, mentre ci prepariamo ad un ballo, questa volta vero, con la persona assieme alla quale volevamo danzare da un po’. Vorremmo mettere a posto ogni nostro dettaglio prima del grande giorno, ripassare ogni passo ed immaginare ogni possibile momento della serata, perché poi tutto vada al meglio. Tra un anno sapremo se a Maranello avranno saputo trasformare il 2019 nel preludio di uno spettacolare, inarrestabile valzer. Magari mondiale.

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