• Luca Ruocco

Le Bandiere a Scacchi del Gran Premio del Portogallo


I primi giri folli, la rimonta dei soliti noti e diversi duelli adrenalinici hanno reso spettacolare il ritorno della Formula Uno in Portogallo. Tra asfalto scivoloso, gocce di pioggia e saliscendi mozzafiato, Portimao ha regalato un’opportunità irripetibile ai piloti per risaltare rispetto agli avversari. Chi di loro avrà conquistato tutte e cinque le bandiere a scacchi disponibili?


LEWIS HAMILTON, 1°: 🏁 🏁 🏁 🏁 🏁

A volte Lewis riesce a rendere semplice, banale, quasi ovvio scrivere un commento alla sua corsa. Avete visto il pilota inglese diventare il più vincente della storia a Portimao? Bene, capirete in un istante perché ha raggiunto il traguardo. Non lo avete fatto? Vi regaliamo un riassunto brevissimo. Pole conquistata dopo 290 minuti di prove libere lontano da Bottas, primi giri cauti a causa dell’asfalto viscido che lo relegano in terza posizione, Sainz saltato come un birillo, Bottas sfiancato e sorpassato in pista ben prima dei pit-stop, per il resto dominio totale. Vittoria con annesso giro veloce e 25 secondi sul compagno di scuderia. Un perenne inno alla gioia del superare i propri limiti, anche quando non servirebbe.


VALTTERI BOTTAS, 2°: 🏁 🏁

Stavolta Valtteri non è abbastanza veloce. Niente ritiri, niente spiattellamenti, niente di niente. Addirittura, dopo aver lasciato sfogare Sainz per qualche tornata (e aver sorpassato Hamilton a metà del primo giro), Valtteri conquista la testa alla corsa. Il compagno di squadra però lo riprende e Bottas, sconsolato, non riesce più ad inanellare cinque giri sugli stessi tempi. La crudeltà con la quale Hamilton gli ricorda il ruolo di secondo pilota scatena tenerezza, comprensione, una pacca sulla spalla virtuale. Oltre alla triste consapevolezza che Valtteri, l’iride, probabilmente non lo vedrà mai.


CHARLES LECLERC, 4°: 🏁 🏁 🏁 🏁 🏁

È innegabile che a Portimao si sia vista la Ferrari migliore della stagione. Sarebbe stato preoccupante il contrario, data la rilevanza dell’aggiornamento portato in Portogallo. La direzione di sviluppo appare corretta e la strada verso la Mercedes è ancora lunghissima e decisamente in salita. Affrontarla assieme a Leclerc, però, addolcirà al Cavallino le pendenze più importanti. Al solito stellare livello in qualifica, Charles non perde la calma nei primi giri difficili, scalda le gomme medie e comincia una rimonta veloce e consistente, coadiuvata da una strategia perfetta, che lo porta al quarto posto finale con trenta secondi di vantaggio sugli inseguitori. Senza l’incidente di Perez il monegasco avrebbe probabilmente dovuto spingere di più, ma una Rossa in controllo totale nel finale (anche se rispetto al centro gruppo) non si vedeva da tempo. Tanto del merito è suo.


SEBASTIAN VETTEL, 10°: 🏁 🏁

Vettel ammette di non riuscire a cavare un ragno dal buco con questa SF1000. Neanche dopo gli aggiornamenti che, evidentemente, non possono aver rivoluzionato una monoposto ancora nervosa al posteriore. Lontano in qualifica da Leclerc, in gara stavolta riesce a disfarsi di Giovinazzi e agganciarsi al trenino delle Renault. Lui sostiene non abbia nulla a che fare con gli aggiornamenti, e magari ha ragione, ma un piccolo segnale di crescita può essere intravisto anche nel suo ritmo gara. Ritmo che rimane comunque ben lontano da quanto – ne siamo convinti – Sebastian potrebbe ottenere, dato che ad oggi il tedesco possiede meno di un quarto dei punti iridati del compagno di squadra.


MAX VERSTAPPEN, 3°: 🏁 🏁 🏁 🏁 🏁

A differenza di Hamilton, Max rende semplicemente noioso concepire giudizi riguardanti le sue gare. Almeno Lewis si lamenta un po’, inventa dolori, vede fantasmi per poi vincere, strapazzando il compagno di squadra. Verstappen invece annichilisce Albon e non compie errori. Mai. Perfetto in qualifica, perfetto in gara appena supera la prima fase di graining delle Soft con le quali prende il via. Passeggia indisturbato in una zona di nessuno alla quale, in realtà, la Red Bull non apparterrebbe senza di lui. Monotono.


ALEXANDER ALBON, 12°: 🏁

Criticare Albon dopo il Gran Premio del Portogallo è quasi difficile. Inevitabile, perché quando il compagno conclude terzo con largo vantaggio su Leclerc un dodicesimo posto non è accettabile, ma al contempo appare crudele, gratuito, una sorta di accanimento dalla dubbia utilità. Alex sembra sedotto e abbandonato dalla Red Bull: chiamato a sostituire Gasly, ha vissuto metà stagione 2019 da superstar nonostante le prestazioni non fossero decisamente migliori rispetto a Pierre. Quest’anno invece il thailandese fatica enormemente a causa di una RB16 instabile, e più fatica più riceve strategie impossibili volte a correggerne primi giri catastrofici. Esattamente quanto accaduto a Portimao, dove scattava sesto sapendo che entro Imola si deciderà il suo futuro. Per niente roseo, si direbbe.


CARLOS SAINZ, 6°: 🏁 🏁 🏁 🏁

Superare in pista le Mercedes. Nel 2020. Per una vera e propria posizione, o meglio, per la testa della corsa. Sembrava materia ad uso esclusivo di Max Verstappen, ed invece Carlos Sainz nei primi giri del Gran Premio del Portogallo ha stupito chiunque si trovasse davanti al televisore. Propendiamo per qualche stregoneria volta a scaldare le Soft con il solo sguardo, perché il ritmo dello spagnolo nei primi giri è semplicemente impressionante. Poi Carlos si ritrova presto alle prese con il graining e una MCL35 meno veloce di Ferrari, Racing Point e Alpha Tauri. Lui, comunque, finisce dietro solo a Leclerc e Gasly, il che impreziosisce una corsa comunque da ricordare, indipendentemente dal risultato finale. Qualche sorriso sarà scappato dalle parti di Maranello.


LANDO NORRIS, 13°: 🏁 🏁 🏁

Il contatto con Stroll rovina la corsa di Lando, fino a quel momento veloce ma ad un livello leggermente inferiore rispetto a Sainz, come del resto accaduto durante tutto il fine settimana. Probabilmente l’esperienza ancora limitata rende più faticoso per l’inglese adattarsi a una pista nuova tanto insidiosa, così come lasciare qualche metro in più alla Racing Point del canadese non avrebbe di certo fatto male. Meritava sicuramente di entrare tra i primi dieci.


DANIEL RICCIARDO, 9°: 🏁 🏁

Dopo un filotto di prestazioni da brivido, in Portogallo Daniel si spegne. Sul giro secco trova un guizzo nel primo run in Q2, ma nel secondo sbatte commettendo un rarissimo errore di guida. In gara è tra i pochi a resistere ai primi giri sul viscido, tanto che sopravanza Leclerc, ma in seguito perde troppo velocemente ritmo, il che lo costringe ad una sosta esageratamente anticipata. È bravo nel finale a contenere Vettel, ma quello di Portimao non è il Daniel a cui tutti, Renault in primis, ormai si sono abituati.


ESTEBAN OCON, 8°: 🏁 🏁 🏁

La calma olimpionica di Esteban comincia a pagare il conto, nonostante critiche spesso gratuite. Al Nürburgring aveva sopravanzato Ricciardo in qualifica, a Portimao lo fa nel momento più importante del fine settimana, ossia la corsa, grazie ad uno stint infinito di 54 giri sulle gomme medie. Le soft nel finale non lo aiutano (in Renault non potevano seguire l’esempio di Ferrari e Mercedes?), ma il ritmo mostrato è più che sufficiente e il duello con Perez a metà gara, lungo metà giro, una dimostrazione di classe e correttezza d'altissima scuola. Ormai sembra aver nuovamente carburato: capito, Fernando?


PIERRE GASLY, 5°: 🏁 🏁 🏁 🏁

A parte una qualifica al di sotto delle (eccellenti) prestazioni delle libere, il fine settimana di Pierre punta deciso alla zona perfezione. Ottimo nella gestione del primo stint sulle Soft, tra i migliori assieme a Verstappen, il francese nella seconda metà di gara rintuzza prima gli attacchi di Sainz, per poi saltare Perez quando questi, complici le Soft, sembra ormai guidare sulle uova. È consistente, veloce, preciso, freddo, spietato e dopo Monza anche vincente. Come lo premia la dirigenza Red Bull? Lasciandolo in Alpha Tauri, dove i talenti (magari grazie ad un doppio turno, nel caso di Pierre) dovrebbero sbocciare per poi esaltarsi nel team maggiore…


DANIIL KVYAT, 19°: 🏁

La vera sorpresa negativa di Portimao. Daniil non riesce ad innescare temperatura negli pneumatici e così precipita inesorabilmente in classifica, fino a chiudere ad un giro dal compagno di squadra, ultimo al traguardo dietro alla Williams di Latifi. L’approdo di Tsunoda in vista del 2021 viene ormai dato per certo, il che lo vedrebbe a piedi, ma un tracollo del genere non si spiega, neanche con la rassegnazione.


SERGIO PEREZ, 7°: 🏁 🏁 🏁 🏁

Sergio scatta benissimo dalla quinta casella, e poteva essere lui a prendere il comando delle operazioni al posto di Sainz mentre le Mercedes portavano in temperatura le Medium. Il contatto con Verstappen – del tutto fortuito – lo vede invece parte lesa, oltre a costringerlo ad una furiosa rimonta dal fondo. Fino a quando monta pneumatici dalla banda gialla il messicano vola poi, passato nuovamente alle rosse, dopo qualche giro viene addirittura sorpassato da Gasly e Sainz. Probabilmente non avrebbe comunque retto il passo di Leclerc, ma il quinto posto era decisamente alla sua portata. Imola dovrebbe sorridere di più alla RP20.


LANCE STROLL, DNF: 🏁

L’unico sostegno che ci sentiamo di dare a Lance è una voce, decisamente controcorrente, riguardo l’incidente con Norris. Forse il canadese è stato ottimista a buttarsi all’esterno, ma il tentativo di sorpasso era legittimo e, come lui, anche il pilota McLaren poteva concedere all’avversario qualche metro in più. Per il resto, però, il fine settimana di Stroll è disastroso: sempre largo in curva 1 (tra i primi penalizzati in gara), lento, falloso, inconcludente e fastidiosamente apatico durante le interviste televisive. Un po’ di allegria Lance, su, sei giovane, in divenire proprietario dell’Aston Martin e fai il lavoro più bello del mondo.


KIMI RÄIKKÖNEN, 11°: 🏁 🏁 🏁 🏁 🏁

Sperimentiamo un nuovo tipo di bandiere per Kimi, comunque eccezionale in corsa dato che ha portato un’Alfa Romeo a ridosso della zona punti, rendendo difficilissima la vita a Vettel e Ricciardo? Ma sì dai, sperimentiamo.


Signore e signori, ecco a voi il primo giro di Kimi Raikkonen, 41 anni, nel Gran Premio del Portogallo 2020. Posizione di partenza: 16°.


ANTONIO GIOVINAZZI, 15°: 🏁 🏁

Stavolta Antonio fatica davvero, tanto in qualifica quanto in gara. Come per Norris, però, anche per lui vale la giustificazione di un’esperienza ancora limitata in Formula Uno. Le voci di una conferma in Alfa si susseguono sempre più forti e, allora, Portimao riempirà il bagaglio di Giovinazzi, in attesa della terza gara di casa stagionale.


ROMAIN GROSJEAN, 17°: 🏁

Le prestazioni di Grosjean forse andrebbero messe in stand-by per un momento, anche perché non vanno oltre (né tantomeno rimangono lontane) dai bassissimi limiti della macchina. Quanto stride nel fine settimana del francese è l’introduzione alle dichiarazioni del sabato, dopo le deludenti qualifiche: ‘siccome non sono riconfermato, ora vi racconto la verità sulla monoposto…’ E via con una descrizione dettagliata dei limiti della sospensione posteriore (tra l’altro identica a quella Ferrari). Uno sgarbo inutile, fastidioso per la squadra e terribilmente infantile.


KEVIN MAGNUSSEN, 16°: 🏁 🏁

Anche lui non riconfermato, ha almeno la decenza di supportare la scuderia in sala stampa. Per il resto qualcosa in più del compagno lo fa, ma la VF20 è davvero inguardabile a Portimao. Lui, comunque, è un ottimo pilota, e in IndyCar farebbero bene a drizzare le orecchie…


GEORGE RUSSELL, 14°: 🏁 🏁 🏁 🏁

Magari l’inglese non brilla per simpatia, umiltà e tempistica delle battute. Però vola in pista, vola davvero. Qualifica sublime, gara consistente con una capatina in zona punti durante il valzer dei pit-stop. Ora, magari perderà il posto a favore dei dollari di Perez, ma in un mondo normale la Williams dovrebbe tenerlo stretto e accogliere accanto a lui, non al suo posto, il messicano, formando una delle migliori line-up della griglia.


NICOLAS LATIFI, 18°: 🏁

Portimao ha evidenziato il talento e l’esperienza dei piloti, vista la somma di elementi critici che ha reso complicato il fine settimana lusitano. A Nicolas manca di certo la seconda, mentre per quanto riguarda il primo… forse non siamo a livello dei colleghi. Lo aiuterà la valigia, ricordando comunque come nelle scorse gare abbia ampiamente giustificato la sua presenza in griglia.

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