• Luca Ruocco

Bandiere a Scacchi - GP Brasile 2021


Una corsa spettacolare giunta a concludere un fine settimana ricco di colpi di scena, polemiche, accuse incrociate e rimonte da cineteca. Interlagos, ancora una volta, non ha deluso le più alte aspettative.

Pronti a scoprire chi, tra i venti piloti del mondiale, ha conquistato tutte e cinque le bandiere a scacchi?


LEWIS HAMILTON, 1°: 🏁🏁 🏁 🏁 🏁

Abbiamo già parlato qui dell’impresa del sabato di Lewis Hamilton e di come la stessa abbia evitato che il fine settimana brasiliano si contorcesse su sé stesso, vittima di una ridda di sospetti e minacce più o meno velate tra Mercedes e Red Bull che, francamente, comincia a virare verso lo stucchevole.

Hamilton, però, forte di una Power Unit nuova di pacca e spremuta come non mai, oltre che di una W12 in stato di grazia, non sbaglia un colpo e confeziona uno dei weekend di gara migliori della sua carriera. Perfetto in ogni frangente, velocissimo sul giro secco e nel ritmo, l’inglese è anche più forte di una strategia tutto fuorché geniale e delle spallate di Verstappen.

Non bastasse vincere, tenere aperto il mondiale e recuperare 24 posizioni in 400 chilometri, Lewis dà anche prove visive di una guida nel traffico superiore ai suoi colleghi, compreso – almeno in Brasile – anche Max, per ben due volte vittima di finte alla S do Senna che ne pregiudicano l'uscita verso la Descida do Lago, dinamica decisiva nel sorpasso finale.

VALTTERI BOTTAS, 3°: 🏁 🏁 🏁

Valtteri sceglie il momento perfetto per esaltarsi, ossia la partenza della Qualifica Sprint, poche ore dopo l’ufficializzazione della squalifica di Hamilton.

Anche se il finlandese perde la prima posizione alla prima curva, il punto sottratto a Verstappen potrebbe rivelarsi decisivo e, in fondo, il transitare per primo sotto la bandiera a scacchi ridà morale all’intera scuderia argentata. Scivolare al terzo posto in gara, poi, rientra nella sfera del prevedibile, considerato il livello dei due contendenti al titolo; un ruolo crudele al quale però, ormai, Bottas sembra essersi abituato.


MAX VERSTAPPEN, 2°: 🏁🏁🏁🏁

Contrariamente alle attese, il pacchetto W12–Hamilton si rivela nettamente superiore alla RB16B dell’olandese a cavallo dell’intero fine settimana.

Se infatti non era impossibile predire una sfida molto più ravvicinata del Messico, era altrettanto fantasioso immaginare Hamilton capace di recuperare così in fretta dal fondo griglia. La gara brasiliana si è quindi trasformata in fretta in un’occasione per limitare i danni: Max si è fatto trovare pronto e, fin quando possibile, ha condotto le danze mostrando la solita consistenza. Difesa maschia a parte, Verstappen si è anche mostrato lungimirante: in Qatar cambieranno nuovamente i valori in campo?


SERGIO PEREZ, 4°: 🏁🏁🏁

Dopo la grande festa del Messico, Perez risulta relativamente anonimo in Brasile. Non lo aiuta di certo una RB16B che è ben lontana dall’essere dominante e una Virtual Safety Car arrivata nel momento migliore possibile per Bottas, che gli soffia la posizione persa in partenza; il ritmo di Sergio è però insufficiente soprattutto sulla lunga distanza. Il mancato sorpasso su Sainz al sabato e la tenue difesa su Hamilton alla domenica sono due esempi di momenti nei quali, al contrario, Perez avrebbe dovuto elevarsi ad un livello più alto; probabilmente, serve ancora esperienza perché ci riesca.


LANDO NORRIS, 10°: 🏁🏁🏁

Nella prima metà della Qualifica Sprint il fine settimana di Norris e della McLaren, dopo delle prove cronometrare complesse, sembra volgere al meglio. L’inglese passa Leclerc e riesce senza troppi problemi a contenere il rientro del monegasco. La domenica, però, un peccato di foga nel passare Sainz lo costringe – complice una foratura – ad una lunga rimonta dal fondo, che termina al 10° posto. Il ritmo non sarebbe bastato per battere entrambe le Ferrari ma una leggerezza come quella di Lando, a questo punto della stagione, rischia di costare carissima.


DANIEL RICCIARDO, DNF: 🏁🏁

Monza sembrava aver segnato una svolta nella stagione dell’australiano. Errore in Messico a parte, le prestazioni di Daniel avevano assunto un contorno diverso, molto più vicino a quanto per tutto l’anno è riuscito a Norris. Invece Interlagos ha riproposto i soliti fantasmi, con Daniel in difficoltà soprattutto in gara, mai capace di disfarsi dell’Alpha Tauri di Gasly e attaccare con convinzione le Ferrari, rimanendo invece imbottigliato dietro a Ocon al sabato. Un passo falso temporaneo, esasperato dal ritiro, o l’ennesima dimostrazione di un feeling con la MCL35M non del tutto sbocciato?


LANCE STROLL, DNF: 🏁

Il fine settimana paulista di Stroll è largamente insufficiente. In qualifica il pilota Aston Martin viene eliminato in Q1, un’onta difficile da digerire per una scuderia che un anno fa trionfava in Bahrain; al sabato il recupero è contenuto e alla domenica la corsa finisce quando il canadese entra in contatto con Tsunoda. Il giapponese ha forse qualche responsabilità in più ma Lance, banalmente, non avrebbe dovuto trovarsi tanto indietro nei primi giri di corsa. Il ritiro gli risparmia il supplizio di concludere la corsa con una vettura semi-KO.


SEBASTIAN VETTEL, 11°: 🏁🏁🏁🏁

È ormai qualche gara che Sebastian ha compiuto uno scatto in avanti nello sfruttare la AMR21, riuscendo ad alzare l’asticella delle prestazioni ad un livello ben superiore rispetto al compagno di squadra. Entrambe le qualifiche di Vettel (quella vera e quella del sabato, ndr) ribadiscono il concetto, con il tedesco capace di issarsi dietro a Sainz nei primi giri di corsa. Poi, però, la sfortunata VSC e il livello della vettura lo relegano fuori dai punti, altrimenti meritatissimi.


ESTEBAN OCON, 8°: 🏁🏁🏁

Finalmente veloce come e più di Alonso, il francese costruisce la propria fortuna soprattutto al sabato, quando coglie un 9° posto inaspettato. Alla domenica guadagna una sola posizione grazie al ritiro di Ricciardo, ma ciò non racconta la bontà della sua corsa, basata su un singolo pit-stop e su un’ottima collaborazione con Alonso, insieme al quale gioca di squadra e riesce per diversi giri a contenere Gasly.


FERNANDO ALONSO, 9°: 🏁🏁🏁

Meno brillante del solito, Fernando perde qualche posizione di troppo al sabato, quando era lecito aspettarsi il contrario, mentre si riscatta alla domenica aiutato da una strategia ancora migliore rispetto a quella di Ocon, al quale cede la posizione nel finale dopo che il francese si era fatto da parte perché Alonso scappasse da Gasly. Missione fallita ma, sorprendentemente, l’Alpine si dirige in Qatar con gli stessi punti dell’Alpha Tauri; più di tutti, deve ringraziare i propri piloti.


CHARLES LECLERC, 5°: 🏁🏁🏁🏁

Il fine settimana di Leclerc si complica sin dal venerdì, quando una sbavatura in qualifica non gli permette di esprimere tutto il proprio potenziale in Q3. Al sabato Charles fatica nel ritmo ma alla domenica, preso qualche accorgimento e forte di una temperatura dell’asfalto più alta, il monegasco indovina una partenza perfetta e con un sorpasso deciso sfila Sainz.

Per il resto della corsa, sparito il sottosterzo del giorno prima, Leclerc ha il passo migliore dietro ai big e termina 5°, conquistando punti preziosissimi per braccare Norris in campionato. Un bottino niente male, considerando gli ‘zero’ di Monaco, Budapest e Sochi; una prestazione altrettanto convincente, soprattutto per chi – alquanto inopinatamente – lo aveva definito ‘stanco’ dopo la corsa del sabato.


CARLOS SAINZ, 6°: 🏁🏁🏁🏁

Un lieve guasto alla frizione rovina un fine settimana altrimenti perfetto per lo spagnolo, che è velocissimo in qualifica, magistrale nella corsa del sabato - dove giunge a ‘podio’ difendendo egregiamente la posizione dagli attacchi di Perez – e dotato di un ottimo ritmo anche in gara. Il risultato finale sarebbe cambiato di poco, questo è certo, ma nessuno avrebbe gridato allo scandalo se avesse conquistato la palma di migliore degli altri.


PIERRE GASLY, 7°: 🏁🏁🏁

Il crescere delle temperature rispetto al venerdì manda in crisi l’Alpha Tauri nel ritmo, con Pierre che non regge mai il passo delle Ferrari e, nel finale di gara, rischia addirittura di rimanere bloccato dietro le Alpine. Il moto d’orgoglio del francese è preziosissimo per la classifica Costruttori ma Interlagos, spietata, ha dimostrato ciò che davvero manca alla scuderia faentina: la continuità.


YUKI TSUNODA, 15°: 🏁🏁

Legandosi al discorso di cui sopra, sarebbe troppo sbrigativo indicare in Tsunoda il capro espiatorio del mancato sorpasso ad Alpine. Perché se è vero che la mini-Red Bull sembra correre con un solo pilota, è altrettanto vero che Yuki – contatto con Stroll a parte – gareggia su piste a lui sconosciute, con formati di gara avversi per chi deve accumulare esperienza e scelte strategiche discutibili come la Soft al via, che quasi lo obbligano a forzare sorpassi. Forse sarebbe meglio chiedergli qualcosa di meno?


KIMI RÄIKKÖNEN, 12°: 🏁🏁🏁

Il fine settimana di Raikkonen finisce virtualmente quando, al sabato, il finlandese passa Alonso all’esterno della S do Senna, chiude la traiettoria e si ritrova Giovinazzi all’interno, impegnato nel sorpasso dello stesso pilota. Una circostanza sfortunata nella quale Kimi, forse, poteva prestare un minimo d’attenzione in più. Peccato, perché in gara il ritmo è ottimo e, non partendo dalla pit-lane, avrebbe potuto dar fastidio alle Alpine.


ANTONIO GIOVINAZZI, 14°: 🏁🏁

Ancora una volta la strategia riservata ad Antonio si rivela la peggiore. Sicuramente l’italiano non svetta mai rispetto a Raikkonen nel fine settimana, ma risulta davvero complesso spiegarsi come sia possibile che, al termine delle gare, sia sempre dietro al compagno di squadra, anche quando questi scatta dalla pit-lane.

Merita tutte le fortune del mondo nella nuova carriera che lo aspetta, sicuramente vestito di Rosso.


MICK SCHUMACHER, 18°: 🏁🏁

La partenza della corsa della domenica, per Mick, è finalmente perfetta. Il tedesco si ritrova 15°, in lotta con chi rimonta dal fondo ma anche e soprattutto con le Williams, che finalmente potrebbe tenersi dietro. Peccato che il contatto con Raikkonen rovini tutto; Mick, come in tutti gli altri aspetti della vita da pilota di Formula Uno, ha bisogno di accumulare esperienza anche nel corpo a corpo, nonostante in questo caso non abbia avuto colpe particolari.


NIKITA MAZEPIN, 17°: 🏁🏁🏁

Le lacrime del venerdì mostrano una frustrazione ormai difficile da controllare per il russo, globalmente più veloce di Schumacher ad Interlagos. La gara, però, lo ripaga e offre il minimo rimpianto di non aver difeso meglio la posizione sulle Williams ai pit-stop. Ottimo il sorpasso sullo stesso Mick, autore di una chiusura al limite alla quale Nikita ha brillantemente resistito.


GEORGE RUSSELL, 13°: 🏁🏁

Per la prima volta da quando corre per la Williams, George Russell viene battuto sul giro secco. Prima o poi doveva capitare e, in fondo, le FW43B appaiono prede di una spirale negativa inspiegabile. Da un futuro pilota Mercedes, però, è lecito aspettarsi di più, dato che termina davanti a Latifi solo grazie ad una strategia pessima per il compagno.


NICOLAS LATIFI, 16°: 🏁🏁🏁🏁

Finalmente più veloce del compagno di squadra per tutto il fine settimana, Nicolas sembra essere tornato a crescere in pianta stabile. Non sarebbe arrivato a punti ma avrebbe meritato ben più di Russell di chiudere la corsa alle spalle di Raikkonen; una strategia sciagurata, purtroppo, lo costringe a precedere solamente le Haas.

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