• Luca Ruocco

S-Colpiscimi


Non sono molte le riflessioni logiche che scaturiscono dalla presentazione di una monoposto.


Si possono commentare alcune scelte tecniche, a patto di limitarsi ad illustrarle, piuttosto che decretarne il grado di competitività. Si possono notare differenze concettuali come quelle emerse tra i progetti di McLaren e Aston Martin (descritte qui), si può sorridere davanti a una rinnovata creatività tecnologica, ma di certo non si possono acquisire certezze. Fino ai primi chilometri percorsi a Barcellona, nessuno avrà sbagliato il progetto 2022. Dopo, saranno in molti.


Non rimane allora che lasciarsi trasportare dalle emozioni. Dalle sensazioni. Da ciò che rende unico il motorismo, oltre le noiose dispute tecnologiche o i ridicoli cavilli del regolamento sportivo.


Non c’è dubbio che la presentazione di una Ferrari risieda a pieno titolo tra gli appuntamenti più carichi di sentimenti della stagione, soprattutto per gli appassionati italiani.


Non mancheranno mai, davanti a un nuovo esemplare del Cavallino Rampante, gli scettici per partito preso come gli innamorati dall’esaltazione ultra-facile. Figurarsi dopo un lungo periodo di magra (la Rossa non vince da metà settembre 2019) che da un lato ha portato la fiducia popolare nella Ferrari ai minimi storici, dall’altro ha reso irrefrenabile il desiderio di un ritorno alla vittoria.


Il rosso della F1-75 scalda il cuore ancor più del solito, unito alle ali nere che richiamano una stagione forse non fortunatissima per il Cavallino, gli anni ’80-’90, ma di certo ricca di suggestioni, innovazione e sprazzi di competitività assoluta. La livrea del Cavallino, però, difficilmente delude gli appassionati.


Serve suscitare altre emozioni, magari meno attese, molto probabilmente più forti. Una di queste è lo stupore. Una sensazione alquanto ridotta, purtroppo, dall’inqualificabile scatto rubato circolato ieri sui social e pubblicato da diverse testate. Un moto d’animo, però, che fortunatamente la F1-75 è riuscita comunque a innescare.

Guarda quei canali nella parte superiore delle pance! E il muso, così diverso da quelli finora ammirati su McLaren, Aston Martin, Alpha Tauri e Williams?


Se il colpo d’occhio si unisce ai riscontri di un’analisi ben più attenta, lo stupore rischia di trasformarsi in speranza.


Leggendo lo scoop di Giorgio Piola e Franco Nugnes (qui) potrete apprezzare la notevole intuizione alla base dello sdoppiamento del muso, un colpo di genio figlio di quella famiglia di intuizioni che fa pensare: ma è possibile non ci sia mai arrivato nessuno?


Perché la F1-75 è una monoposto altamente innovativa. Non che questo corrisponda necessariamente al renderla vincente. Il coraggio nelle scelte, unico serio grado di giudizio che si possa immaginare dopo una presentazione, di certo non è mancato. Non fu così nel 2020, con una vettura pressoché identica alla progenitrice; è il caso nel 2022, ben oltre le imposizioni di un regolamento rinnovato.


Gli schemi sospensivi sono del tutto rinnovati, pur mantenendo i concetti di base del 2021. Il push-rod all’anteriore è estremamente raccolto e il pull-rod al posteriore possiede angoli decisamente estremi, oltre ad una possibile geometria multilink, viste le parole di Cardile (DT della Rossa):‘la sospensione posteriore è del tutto innovativa per Ferrari’.


La forma della parte terminale del musetto è inedita, almeno rispetto a quanto visto finora, così come le generose prese d’aria laterali o l’airscope miniaturizzato. Le pance sono l’elemento più sorprendente dell’intera vettura: in maniera ancor più estrema rispetto ad Aston Martin (e del tutto diversamente rispetto a McLaren o Williams che, come nel 2021, tendono a rimpicciolirle prima possibile), la carrozzeria viene utilizzata per guidare i flussi verso il retrotreno. Lo scavo scultoreo nella parte alta incanala l’aria (lievemente scaldata dagli sfoghi dei radiatori) verso la beam wing, il profilo alare sottostante all’alettone posteriore; il canale al di sotto delle pance, invece, alimenta la parte alta del diffusore interagendo con i bracci della sospensione posteriore.

Si può poi azzardare, vista la sezione ridotta della parte superiore del cofano, che gli organi interni della vettura siano tutti posti il più in basso possibile, a favorire la posizione del baricentro. Un ragionamento del genere rischia però di sfiorare troppo da vicino la supposizione, mischiandosi alla speranza. Serviranno immagini a cofano aperto provenienti dai test, così come varrà per componenti ancor più importanti quali il fondo o la forma dell’ala anteriore, gelosamente custoditi – come di consueto – dai manichini della presentazione.


Tutto ciò dovrà sposarsi con il rinnovato propulsore 066/7, cuore pulsante del progetto non solo per modo di dire; con un’aerodinamica tanto spinta, serviranno cavalli ed efficienza nei consumi a non finire.


La Ferrari ha voglia di tornare a stupire. Ci è riuscita con le forme esterne della propria vettura, ci riuscirà domani sfruttando un evento promozionale per percorrere qualche chilometro a Fiorano testando i sistemi più basici della vettura senza sprecare il Filming Day, ben più permissivo, previsto per Barcellona.


Sarà la pista a decretare quanto possa stupire, per davvero, la F1-75. È chiamata a farlo per salvare un gruppo di lavoro costruito negli anni, tramite svariate sofferenze, troppi momenti bui e diversi dubbi riguardo la qualità dello stesso; è chiamata ad esaltare i propri piloti, due campioni che fanno gola a diversi concorrenti per il futuro a medio e lungo termine; a loro volta, Leclerc e Sainz sono chiamati a stupire più di quanto gli sia riuscito nel 2021.


In fondo, nel motorismo, c’è qualcosa di ben più emozionante dello stupore. Si chiama vittoria.


Fonte immagini: Ferrari/Twitter

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