• Luca Ruocco

2012, Scontro tra Titani - Parte II


Morio / CC BY-SA, link below.

Tre vincitori diversi nelle prime tre gare (trovate qui la prima parte del racconto). Nessuna certezza riguardo i rapporti di forza tra le scuderie. Una classifica cortissima, e quattro corse su circuiti completamente diversi tra loro, rendono imprevedibile il proseguo della stagione 2012. Dopo il Bahrain, inoltre, tre giorni di test collettivi al Mugello permetteranno alle squadre di perfezionare i pacchetti di sviluppo e rivoluzionare ulteriormente la scala delle prestazioni delle monoposto. La seconda parte del racconto vedrà l’inizio dello scontro tra titani per il titolo?


GRAN PREMIO DEL BAHRAIN

Le prime tre corse della stagione, vinte da Button, Alonso e Rosberg e caratterizzate dall’incertezza più totale hanno avuto un unico denominatore comune: la totale impossibilità per le scuderie di comprendere pienamente il comportamento delle gomme Pirelli. A tal proposito l’asfalto rovente di Al Sakhir non promette nulla di buono, tanto che le strategie per la corsa cominciano già in qualifica: Alonso e la Ferrari, consapevoli di non poter puntare alle prime file, si accontentano della 9° casella in griglia rimanendo ai box durante il Q3 pur di risparmiare un set di pneumatici freschi. Paradossalmente, nel paddock crescono vertiginosamente le quotazioni per un podio di Raikkonen e della sua Lotus, 11° sullo schieramento: la possibilità – negata per regolamento ai primi dieci - di montare gomme nuove alla partenza, unita allo stile di guida del finlandese ed alla gentilezza della E20 sulle coperture, potrebbe rivelarsi un vantaggio incolmabile per gli avversari. Vettel, scattato dalla pole position, fa subito il vuoto. La Red Bull RB8, almeno nelle mani del tedesco, ha dimostrato di poter gestire relativamente bene il degrado gomme ed averne sbloccato il potenziale in qualifica ha reso Sebastian favorito d’obbligo alla vittoria. Dietro di lui tanto le McLaren quanto Webber perdono velocemente posizioni, palesando un ritmo inferiore al campione del mondo ed alle Lotus di Grosjean e Raikkonen, impegnate in una rimonta inarrestabile dalle retrovie.

Il giovane francese, secondo dopo pochi giri, si sfila al 24° passaggio lasciando passare Raikkonen, evitando così di intralciare il tentativo di attacco alla testa della corsa da parte del finlandese. Dopo qualche gara di assestamento, Kimi sembra aver recuperato pienamente gli automatismi del passato, compresa l’innata abilità nel proteggere dal degrado il treno di pneumatici posteriore. La totalità dei piloti è costretta ad una strategia sulle tre soste: a centro gruppo le battaglie sono continue ed i sorpassi, per quanto enormemente aiutati dal DRS, incessanti. Vetture velocissime grazie a gomme appena montate vedono crollare rapidamente la propria prestazione, fino a perdere facilmente le posizioni conquistate se gli avversari anticipano la sosta ai box, salvo poi raggiungerli nuovamente nello spazio di pochi giri: Williams, Mercedes, Ferrari, McLaren e Force India formano un grande gruppone dal quale è difficilissimo emergere. Di Resta (Force India) artiglierà uno stupendo 5° posto, mentre Alonso non andrà oltre i sei punti della settima posizione preceduto da un combattivo Rosberg. Hamilton, secondo in griglia, non va oltre l’ottavo posto a causa di numerosi problemi ai pit-stop. La battaglia per la vittoria di tappa vive invece il suo culmine intorno alla 40° tornata: Raikkonen, una volta raggiunto Vettel, non riesce a superare il tedesco capace di difendere magistralmente la posizione. L’ultima sosta ai box vede Sebastian e Kimi montare entrambi pneumatici freschi, il che annulla il vantaggio competitivo della Lotus numero 9. Vettel diventa così il quarto vincitore diverso in quattro gare, e mentre il Circus si avvia verso l’Europa la domanda è una sola: è di nuovo tempo del dominio Red Bull?

CLASSIFICA: VET 53, HAM 49, WEB 48, BUT 43, ALO 43


GRAN PREMIO DI SPAGNA

Come da tradizione, la maggior parte delle scuderie presenta veri e propri pacchetti evolutivi a Barcellona. L’obiettivo è comune: recuperare per quanto possibile l’effetto sigillante al diffusore dei gas di scarico. C’è chi come Sauber copia la soluzione dello scivolo Red Bull, non ancora perfettamente funzionante neanche sulla monoposto di Newey, e chi segue la scuola di pensiero McLaren-Ferrari, concentrata sull’indirizzare i flussi quanto più direttamente possibile verso le zone desiderate. Sulla F2012 dell’idolo di casa Alonso debutta una soluzione intermedia e non ancora definitiva, i cui risultati sono però immediati: Fernando è secondo in griglia, accanto al poleman Maldonado su Williams. Il venezuelano al sabato ha sorpreso tutti quando, grazie ad un giro perfetto, ha staccato un responso cronometrico superiore solamente a quello di Hamilton. La sorpresa si è trasformata in incredulità quando la McLaren di Lewis è stata esclusa dalla classifica a causa dell’insufficiente quantità di benzina a bordo: una Williams non conquistava la pole position dalla pazza qualifica di Interlagos 2010. Ancora una volta la gestione delle Pirelli, tanto sul giro secco quanto sulla distanza, sembra essere la chiave per puntare al successo: Vettel, 7° in griglia, ha rinunciato a girare in Q3; Perez su Sauber è 5° mentre le Lotus, che occupano l’intera seconda fila, visti i risultati del Bahrain partono con molti dei favori del pronostico. Al via Alonso brucia Maldonado, senza però riuscire nel tentativo di fuga: bastano pochi giri per capire che il ritmo dei due è inarrivabile per il resto del gruppo. Perez e Grosjean si toccano durante il primo giro, con il messicano che ha la peggio e deve sostituire l’ala anteriore; le Lotus non volano come in Bahrain, con Raikkonen che fatica in particolare nella fase iniziale della corsa. Il finlandese si avvicinerà al duo di testa sono nel finale, dovendosi però accontentare del gradino più basso del podio. A centro gruppo abbondano nuovamente le battaglie: la strategia Red Bull di risparmio degli pneumatici in qualifica non ha pagato, e Vettel si ritrova a battagliare per il quarto posto con Kobayashi (Sauber) e Button. La gara del tedesco viene però segnata da un drive through ricevuto per aver aperto il DRS in regime di bandiere gialle: una furiosa rimonta non lo porterà oltre il 6° posto finale. In testa alla corsa Maldonado regge abbastanza agevolmente il ritmo di Alonso, fino a quando non viene richiamato ai box al giro 24 per la seconda sosta: il venezuelano al rientro in pista è velocissimo, e complice qualche difficoltà nei doppiaggi per Alonso, riesce a guadagnare la posizione sullo spagnolo. Fernando, sospinto da un centinaio di migliaia di tifosi sulle tribune, incalza la Williams per il resto della gara, senza però riuscire nel sorpasso, dato l'ottimo equilibrio della FW34 pilotata da Maldonado. Pastor vince così il primo ed unico Gran Premio della sua carriera, regalando alla Williams una vittoria del tutto inaspettata e, ad oggi, mai più ripetuta.

CLASSIFICA: VET 61, ALO 61, HAM 53, RAI 49, WEB 48


GRAN PREMIO DI MONACO

A Montecarlo vige una regola non scritta, ma quasi mai violata: l’autore della pole position, colui che meglio di chiunque altro ha interpretato le stradine del Principato al sabato, solitamente ha la corsa in tasca. Anche eventi straordinari – come la pioggia o l’entrata in pista della Safety Car – difficilmente riescono a privare della vittoria il leader della corsa, enormemente avvantaggiato nelle strategie dalla quasi totale impossibilità di superare una vettura avversaria. L’edizione 2012 viola solo parzialmente la norma: vince Webber, scattato dalla prima casella in griglia, seguito da Rosberg e Alonso. Il ferrarista, incollato ad Hamilton per tutta la prima parte di gara, è tra i pochi capaci di guadagnare posizioni grazie al passo sulla distanza e al perfetto timing della sosta ai box. Tra l’asturiano e lo stesso Lewis al termine della corsa si infila Vettel, partito 9° con gomme dure ed in lizza per la vittoria del GP solo quando, in testa al gruppo dato il ritardo nella sosta, qualche goccia di pioggia minaccia la possibilità di un passaggio collettivo alle coperture intermedie.

Perché, allora, il mancato rispetto della tradizione? Perché l’autore della Pole Position non è Webber. Il più veloce al sabato deve scontare una retrocessione di cinque posizioni in griglia a causa del tamponamento della Williams di Bruno Senna al 13° giro del Gran Premio di Spagna. La sua gara termina anche prima del tempo visto l’ennesimo problema d’affidabilità, beffa finale di un fine settimana malinconicamente agrodolce. Avesse seguito altri binari, il GP di Monaco 2012 sarebbe stato la ciliegina sulla torta di una carriera irripetibile, il momento di riscatto di un ritorno alle corse le cui difficoltà sono state spesso sottovalutate. Eppure, al termine delle qualifiche, accanto al miglior tempo di 1’14’’301 il nome è uno solo: Michael Schumacher.

CLASSIFICA: ALO 76, VET 73, WEB 73, HAM 63, ROS 59


GRAN PREMIO DEL CANADA

Il circuito che sorge sull’isola artificiale di Notre Dame, a Montreal, ha caratteristiche uniche. Non ha curvoni veloci: fondamentalmente è composto da un incessante susseguirsi di rettilinei, intervallati da quattro chicane e due tornanti. Pur essendo la prima pista iper-veloce del calendario, il che richiede assetti specifici, spesso le squadre approfittano dell’appuntamento per introdurre il secondo corposo pacchetto di aggiornamenti aerodinamici. Nel 2012 il box maggiormente osservato è quello Ferrari: in Canada debutta la versione definitiva degli scarichi. Quella che dovrebbe dare una svolta alla stagione, figlia del perfezionamento finale del concetto introdotto durante i test invernali ed abbandonato perché "cuoceva" gli pneumatici posteriori. Le novità hanno successo, accrescendo ulteriormente la competitività della F2012: Alonso è 3° in griglia, vicinissimo alla pole di Vettel. La corsa verrà decisa al solito dal consumo gomme, ma la Rossa ha mostrato inequivocabili progressi su un tracciato decisamente probante anche considerando i problemi di resistenza aerodinamica (scatenante basse velocità sul dritto) manifestati ad inizio stagione. In prima fila accanto a Vettel si schiera Hamilton, ancora alla ricerca della prima vittoria in stagione – la McLaren non vince dal primo appuntamento in Australia – mentre Webber è 4°. Allo spegnimento dei semafori Sebastian scatta bene, riuscendo a precedere Hamilton e Alonso alla prima chicane. Le previsioni della vigilia indicano due possibilità strategiche: singola sosta o due cambi gomme. Red Bull, Ferrari e McLaren sembrano aver optato per la prima soluzione. I tre di testa rientrano ai box intorno alla 20° tornata: Vettel, rientrato per primo, perde due posizioni, mentre Alonso da 3° passa a condurre la corsa, seguito da Hamilton. L’inglese sfrutta però magistralmente le gomme già in temperatura e, soprattutto, la migliore velocità di punta della Mp4-27, superando Alonso appena i due giungono sul lunghissimo rettifilo di ritorno. La corsa vive una fase di stasi al comando per una trentina di giri, mentre da dietro rimontano Perez e Grosjean. Il messicano sfrutta al meglio la strategia alternativa elaborata dalla Sauber (Medie-Soft), Romain invece è abile nel gestire al meglio le coperture pur rimanendo sulla strategia dei primi, aiutato nell’impresa da una Lotus equilibratissima. Al giro 50, proprio mentre sta per doppiare il compagno di squadra Button (in crisi nera come Massa in Ferrari), Hamilton viene chiamato ai box per la seconda sosta: è il colpo di genio degli strateghi McLaren. Quando Lewis rientra in pista gli avversari comprendono di essere caduti in trappola: l’inglese è velocissimo, sfila le monoposto che lo precedono - dotate di gomme sempre più consumate - come fossero birilli. Gli ingegneri Red Bull accettano la sconfitta ed ordinano a Vettel di entrare in pit-lane per la seconda sosta; gli strateghi Ferrari, al contrario, puntano tutto sulla capacità di preservare gli pneumatici di Alonso. Per quanto Fernando sia tra i migliori nell’operazione, la scommessa non va a segno. L’asturiano finisce la gara sulle tele, in 5° posizione, superato anche dallo stesso Vettel. Sul podio accanto al vincitore Hamilton salgono gli increduli Grosjean (2°, al primo trofeo di F1 in carriera) e Perez. Lewis è il settimo vincitore diverso in sette gare, una combinazione mai accaduta nella Storia della massima serie. La classifica però parla chiaro. Il mondiale sembra aver trovato i suoi padroni: sono Hamilton, Vettel e Alonso.

CLASSIFICA: HAM 88, ALO 86, VET 85, WEB 79, ROS 67


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