• Luca Ruocco

2012, Scontro tra Titani - Parte IV


© Luca Ruocco

La stagione 2012 sembra aver trovato il suo padrone. La prima metà del campionato di Fernando Alonso ha rasentato la perfezione: lo spagnolo è stato capace di sopperire alle carenze della F2012 nella primissima parte di stagione per poi esaltarne in estate la ritrovata competitività. Probabilmente McLaren e Red Bull sono ancora superiori – la Rossa non ha ancora conquistato una pole sull’asciutto e Massa ha meno di un quinto dei punti del compagno in classifica -, ma al rientro dalle ferie si corre a Spa e a Monza. Due piste anomale, velocissime, vero tallone d’Achille per le Red Bull: è il momento di sferrare l’assalto decisivo al titolo.


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GRAN PREMIO DEL BELGIO CORSA CHIAVE

Spa-Francorchamps. Una pista meravigliosa, complessa da affrontare tanto per il pilota quanto per gli ingegneri. Scegliere il set-up perfetto può diventare un’impresa impossibile: caricare aerodinamicamente la vettura per eccellere nel secondo settore in gara ed in caso di pioggia – impossibile da prevedere con esattezza –, oppure puntare ad essere il più veloci possibile nei lunghi rettifili del primo e del terzo settore, il che premia in qualifica e nei sorpassi, rendendo però complesso gestire le coperture in caso di gara totalmente asciutta? Alonso e la Ferrari puntano tutto sulla corsa, accontentandosi della 5° piazza in qualifica. Le Red Bull sono relegate al 10° e 12° posto, Hamilton è 8° ed il solo Button è stato imprendibile sul giro secco, ma si pensa possa avere difficoltà a concludere la corsa senza ricorrere a due pit-stop. Lo spagnolo è preceduto dalle Sauber (Kobayashi 2° e Perez 4°) e dalla Lotus di Raikkonen (3°): l’occasione per guadagnare punti sugli avversari diretti è ghiottissima. Una delle più grandi incognite di un GP a Spa è la partenza. Il tornantino della Source può diventare un imbuto infernale, soprattutto se i primi non partono benissimo, portando i piloti di metà schieramento ad arrivare facilmente con troppa differenza di velocità alla staccata. I primi metri dell’edizione 2012 verranno ricordati come uno dei momenti salienti nella caccia al titolo piloti. Maldonado scatta prima dello spegnimento dei semafori – verrà severamente penalizzato -, lasciando di stucco i piloti che occupano la seconda fila. Button, partito regolarmente, copre l’interno della curva mentre subito dietro di lui transitano Raikkonen e la Williams dello stesso Maldonado, che si ritirerà mestamente dopo pochi giri in seguito all’ennesimo contatto con un avversario. Oltre il venezuelano è il caos più totale: Alonso, stretto nel panino delle due Sauber, imposta la curva. Frena dolcemente, lascia spazio agli avversari, sa che la corsa è lunghissima. Proprio quando il muso della sua F2012 comincia a puntare verso la discesa dell’Eau Rouge un macchia nera sfiora di pochi centimetri il casco dell’asturiano. È la Lotus di Grosjean, che vola letteralmente sopra la parte anteriore della vettura di Fernando, portandosi via sospensioni ed ala anteriore. Il giovane francese, scattato bene dall’ottava casella, ha stretto troppo Hamilton, agganciando la McLaren dell’inglese – che impatterà sul retro della vettura di Alonso – e trascinandola in una frenata del tutto sconsiderata, effettuata con colpevolissimo ritardo. La monoposto nero-oro finirà il suo semi-capottamento colpendo anche la Sauber di Perez e danneggiando solo parzialmente quella di Kobayashi.

Un’azione del tutto sconsiderata, al limite della follia ed ultima in una serie di contatti in partenza mai cattivi, ma sempre dalle conseguenze importanti per gli avversari: Romain dovrà saltare per squalifica la corsa di Monza. La gara di Alonso è durata meno di trecento metri, l’occasione di imprimere definitivamente il proprio sigillo sul mondiale sfumata per colpe altrui: tutto facilmente dimenticabile, se si considera il rischio scampato. La gara, priva di quattro tra i protagonisti annunciati, prosegue senza grandi sussulti: Button riesce ad effettuare un solo stop conducendo così il GP dall’inizio alla fine. Vettel risale al 2° posto, mentre Raikkonen è meno veloce del previsto e si deve accontentare del terzo gradino del podio. La stagione del finlandese si conferma sempre più fenomenale, ed in Belgio la sua prova è impreziosita da un sorpasso da urlo ai danni di Schumacher proprio all’imbocco del complesso Eau Rouge – Raidillon. Il tedesco, limitato dallo scarso passo gara della propria vettura, non riesce a festeggiare con lo champagne il suo 300° GP, e viste le voci di un possibile approdo in Mercedes di Hamilton che si moltiplicano nel paddock, probabilmente non può neanche consolarsi della netta superiorità che mostra nei confronti di Rosberg ormai da diverse gare. Massa, a conferma della bontà del pacchetto F2012 a Spa, risale fino al 5° posto dalla 14° casella in griglia: Alonso avrebbe molto probabilmente potuto lottare per la vittoria.

CLASSIFICA: ALO 164, VET 140, WEB 132, RAI 131, HAM 117


GRAN PREMIO D’ITALIA

Il riscatto di Alonso non può che arrivare da Monza. Deve arrivare dal Gran Premio d’Italia. La Ferrari ha preparato al meglio l’appuntamento sulla velocissima Pista Magica: Alonso è secondo a pochi millesimi da Hamilton sia nelle seconde che nelle terze prove libere. Il passo gara non dovrebbe creare problemi. Il sabato pomeriggio, durante le qualifiche, il cerchio sembra finalmente volersi chiudere: Fernando ottiene il miglior tempo in Q1 e in Q2. Entra in pista al giusto momento in Q3, ma qualcosa va storto. Già nello scaldare le gomme sente che la monoposto non risponde più come prima ai comandi: si è rotta la barra antirollio posteriore. Il classico componente relativamente economico, che non si dovrebbe mai rompere né mai si è rotto in stagione. Eppure lo ha fatto, nei minuti più importanti del fine settimana monzese, costringendo l’asturiano alla 10° casella in griglia. Il tempo del Q1, ottenuto con gomme a mescola dura, gli avrebbe permesso di affiancare Hamilton in prima fila, e Massa, mai in sintonia con la vettura in stagione, è addirittura terzo. La delusione è enorme in Ferrari, anche se non si può mai sapere fino a dove un pilota in forma come Alonso riuscirà a rimontare la domenica. Allo spegnimento dei semafori Hamilton scatta benissimo, mentre Massa guadagna la seconda posizione ai danni di Button. Vettel sopravanza Schumacher conquistando una preziosissima quarta piazza – le Red Bull soffrono moltissimo i lunghi rettifili del tracciato brianzolo -, più indietro Alonso manda letteralmente in visibilio la moltitudine di tifosi della Rossa presenti in tribuna. Al termine del primo giro è 7°, in scia a Raikkonen che attacca con successo alla prima variante. Sei giri dopo sorpassa Schumacher, velocissimo sul dritto e molto a suo agio su una pista dove ha scritto pagine memorabili della Storia della F1, mettendosi alla caccia della Red Bull di Vettel. Intorno a metà gara iniziano le soste per i primi, che vengono tutti sopravanzati da Perez su Sauber: il giovane messicano non si è fermato ai box, dato che corre sulla strategia alternativa Hard-Medie, ed ha un passo tanto buono da poter rappresentare una possibile minaccia per il finale della corsa. Button mantiene il secondo posto conquistato pochi giri prima del pit-stop con un bel sorpasso su Massa alla Roggia, Hamilton è sempre primo, ma gli sguardi si concentrano tutti sulla coppia Vettel-Alonso. I meccanici della Ferrari, con una sosta velocissima, permettono all’asturiano di rientrare in pista a pochi decimi dalla Red Bull del campione del mondo. Al giro 26 Fernando tenta di passare all’esterno del curvone di Biassono, imitando la mossa subita un anno prima dallo scatenato tedesco. Vettel chiude la Ferrari in maniera decisa, spedendo Alonso a galleggiare per metà nella ghiaia: sarà penalizzato con un drive-through, scontato dopo aver perso, stavolta definitivamente, la posizione a favore della Rossa numero 5. La rimonta di Alonso si conclude con il facile soprasso di Massa, che vale il virtuale secondo posto visto il ritiro di Button per problemi di pescaggio. La corsa non è scevra di emozioni neanche negli ultimi giri: le due Red Bull si ritirano, con Vettel lasciato nuovamente a piedi dall’alternatore, mentre Perez rimonta furiosamente fino ad insidiare il vincitore Hamilton, stupendo nuovamente l’intero Circus e candidandosi prepotentemente ad affiancare nel 2013 Alonso (3°) in Ferrari.

Nonostante lo spagnolo abbia perso qualche punto tra Spa e Monza, a Maranello i sorrisi si nascondono a stento: il tesoretto in classifica prima delle ultime sette corse è importante, e né le McLaren né le Red Bull sembrano poter dominare la scena da Singapore a Interlagos. Il Mondiale Piloti sembra aver decisamente scelto quale direzione prendere.

CLASSIFICA: ALO 179, HAM 142, RAI 141, VET 140, WEB 132


GRAN PREMIO DI SINGAPORE

Il Gran Premio di Singapore 2012, nonostante assomigli a tante edizioni della corsa disputata in notturna – difficoltà nei sorpassi, trenini di vetture, Safety Car entrata più volte in pista-, avrà per sempre un ruolo fondamentale nella carriera di uno dei più grandi campioni della Storia della F1: Lewis Hamilton. Certo, tanti altri piloti vivono un fine settimana da protagonisti, nel bene o nel male: Maldonado, stupendo secondo in qualifica (la Williams-Renault vola nei tracciati lenti e tortuosi), perde posizioni al via sopravanzato da Vettel e Button, per poi ritirarsi a causa di problemi idraulici proprio quando un podio sembra ben più di una suggestione. Webber, mesto 7° al sabato, precipita fuori dai primi dieci in gara salutando definitivamente qualunque aspirazione mondiale, nonostante si presentasse nella Città-Stato asiatica forte di una vittoria in più rispetto al ben più titolato compagno di squadra. Massa, 13° in griglia, risale fino all'ottavo posto anche grazie ad un sorpasso ai limiti del concepibile su Bruno Senna mentre Alonso, 5° in qualifica e in difficoltà per tutto il fine settimana rispetto agli avversari, artiglia il gradino più basso del podio limitando al meglio i danni in ottica mondiale. Dicevamo, però, che è Hamilton il vero protagonista a Singapore. Dopo una pole-position magistrale, l’inglese guida con autorità la corsa, pressato da un combattivo Vettel che gode di una RB8 decisamente efficace sulla lunga distanza. Nel corso del weekend Lewis è stato più volte avvicinato da Lauda: il campione austriaco tenta di convincerlo a passare in Mercedes dal 2013, sposando il progetto di dominio dell’era ibrida impostato dalla Casa di Stoccarda. Hamilton è combattuto, non sa che decisione prendere, e la seconda vittoria consecutiva potrebbe seriamente farlo rientrare nella lotta per il titolo Piloti. Intorno alla ventesima tornata il Team Radio di Vettel rivela al mondo intero il guasto che segnerà per sempre la Storia della F1: il tedesco percepisce gocce d’olio sulla visiera. La McLaren Mp4-27 di Hamilton ha problemi al cambio. Al giro 22 gli ingranaggi cedono definitivamente, e mentre da bordo pista guarda sconsolato Vettel involarsi verso la vittoria, Lewis decide il proprio il futuro: dal 2013 guiderà una freccia d’argento.

CLASSIFICA: ALO 194, VET 165, RAI 149, HAM 142, WEB 132

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